Dove eravamo rimasti

Lei: Dove eravamo rimasti, (qui la recensione) film di Jonathan Demme tenuto in piedi dalla faccia di Meryl Streep sulla locandina
Lui: spettatore deluso e vagamente disgustato, intento a rivestirsi

Dove eravamo rimasti: ecco cosa succede se andate a letto col film di Jonathan Demme

– Ma… perché questa fretta? Dove scappi?
– Lasciamo stare, Dove eravamo rimasti… Hai visto i miei pantaloni?
– Non vorrai farmi credere che non ti sono piaciuta, vero?
– Tesoro, guarda che non basta Meryl Streep per fare di te un bel film.
– Cosa vorresti dire? Non ti piace Meryl Streep?
– Certo che mi piace Meryl Streep! È probabilmente la più grande attrice esistente, e compiango la povera Mamie Gummer, sua figlia nella storia e pure nella vita reale, che camminerà sempre nell’ombra della madre…
– E allora?
– E allora, anche Meryl Streep non può cavare diamanti dal letame. Il suo personaggio, Ricki, è un’accozzaglia di stereotipi che quelle treccine e vestiti di pelle non riescono a tenere insieme. Ci viene detto che ha piantato il marito e i tre figli, che è partita per la California per inseguire il suo sogno, che vota repubblicano. Basta. Ricki non è neanche scritta male. È scritta poco. E anche se Meryl Streep è sempre Meryl Streep, nei panni di Ricki risulta sicuramente fuori posto.
– Ti ricordo, carino, che il cast è composto anche da altri attori…

Dove eravamo rimasti
Lifting selvaggio a parte, anche Rick Springfield se la cava bene.

– Dici bene, bionda. E infatti anche gli altri sono ottimi attori che cercano di tenere insieme una sceneggiatura evanescente. Abbiamo Kevin Kline che interpreta l’ex-marito Pete, borghese e bacchettone. Abbiamo Mamie Gummer nella parte della figlia Julie che viene abbandonata dal marito, cade in depressione profonda e smette di lavarsi. E per quanto siano buoni attori, torniamo sempre alla storia dei diamanti e del letame. Mi allunghi la camicia?
– Spero concorderai che almeno la mia regia…
– La tua regia niente, Dove eravamo rimasti. Jonathan Demme fa il suo compitino e nient’altro. Sarà che anche lui deve arrangiarsi con quello che ha, sarà che da Rachel sta per sposarsi sono passati sette anni, ma converrai che i fasti de Il Silenzio degli Innocenti e di Philadelphia sono ben lontani…
– Quindi, in sostanza, non ti è piaciuto nulla. Molto bene…
– In sostanza, il tuo problema è uno solo, Dove eravamo rimasti. Si chiama Diablo Cody. Ha vinto un Oscar, certo, e Juno e Young Adult sono dei film cazzutissimi, che trattano temi difficili con un umorismo caustico e intelligente. La tua storia, invece, arranca in una palude di cliché sotto la grandine del buonismo più becero… Calzini?
– Sentiamo un po’, dove sarebbero questi cliché?
– La scena in cui Ricki e Pete vanno ad affrontare l’ex-marito di Julie, per dirne una.

Dove eravamo rimasti
Come sprecare un buon gelato. E degli ottimi attori.

– O il tuo finale, per dirne un’altra.
– Cos’ha che non va il mio finale?
– Ma sei seria? Il concertone catartico di Ricki al matrimonio del figlio, con tutti gli invitati schizzinosi che prima la guardano male e poi cominciano a ballare “conquistati dalla musica”? Con tutti i personaggi del film che si uniscono alle danze in un gesto liberatorio, “e tutto andrà bene perché stiamo ballando, e pazienza per tutte le sotto-trame che restano in sospeso, tanto c’è Meryl Streep”? Se volevo vedere gente che balla senza un motivo guardavo un film di Bollywood, che lì almeno ballano bene!

Dove eravamo rimasti
Massì, balliamo, checcifrega… Tanto ce stà Meryl Strippe, la trama è un optional…

– Ma insomma! Cosa pretendi! Diablo Cody mi ha scritto basandosi sulla sua esperienza di vita! Scusa tanto se la realtà non raggiunge i tuoi standard narrativi!
– Ah! Cioè, fammi capire: siccome è una vicenda liberamente tratta da una storia vera allora deve per forza funzionare anche sullo schermo? Siccome questa tizia ha un nome esotico e un passato da spogliarellista non ha bisogno di scrivere soggetti originali?
– Spiegami, allora! Perché sei venuto con me?
– Per Meryl Streep, ovviamente, come tutti. Mi cullavo nell’illusione che avrebbe salvato la giornata, come ha fatto con Mamma Mia!, con Julie and Julia e con una ventina di altri titoli. Invece niente. Meryl Streep non c’entra niente con te, e resta forte la sensazione che si sia prestata a questa farsa giusto per dare una spintarella alla figlia. In definitiva, l’unica vittima sei tu, Dove eravamo rimasti
– Cosa… Cosa vorresti dire?
– Beh, i membri del cast, in generale, non hanno fatto brutta figura. Meryl Streep con te ha fatto un passo falso, ma se ne può permettere ancora parecchi. Jonathan Demme ha diretto dei capolavori, non sarai che una macchietta di poco conto su un curriculum di tutto rispetto. Lo stesso vale per Diablo Cody, che a breve scriverà il live-action di Barbie. Mi passi le scarpe?

Dove eravamo rimasti
NO! IL LIVE-ACTION DI BARBIE NO!

– E io?
– Tu verrai ricordata come un film mediocre e senza mordente. Anzi, probabilmente non verrai proprio ricordata. Se non come dimostrazione del fatto che un ottimo regista ed un ottimo cast non bastano, senza un soggetto decente ed una sceneggiatura che almeno tenti di essere originale.
– Sei un bastardo! Vattene, non ti voglio più vedere!
– Di questo possiamo stare tutti certi, biondina.

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