David Lynch e il Bob’s Big Boy: una storia di frappé e genialità sospese

David Lynch ha avuto una lunga, proficua storia con il locale: lì ebbe alcune delle sue migliori idee

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Soffia oggi le 75 candeline David Lynch, una delle menti creative più brillanti e ispirate. Pluripremiato sia agli Oscar sia in tutte le altre grandi manifestazioni ruotanti attorno all’industria del cinema, lo scrittore-regista-compositore-pittore ha un feeling particolare con il locale Bob’s Big Boy, si legge in un articolo pubblicato dal Los Angeles Times nel 1999.

Negli anni Ottanta ha lungamente pranzato lì tutti i giorni, ordinando, tazza dopo tazza, caffè molto zuccherato e un frappé al cioccolato, mentre scarabocchiava appunti sui tovaglioli. Si è preso la briga, sottolinea la giornalista Amy Wallace, di arrivare sempre alla stessa ora, alle 14.30, perché avrebbe aumentato le probabilità di incontrare la perfezione.

David Lynch e il Bob Big’s Boy: un luogo per incontrare la perfezione

What Did Jack Do?

Se ti presenti prima, verso l’ora di pranzo, stanno servendo numerosi frappé al cioccolato. La miscela deve raffreddarsi in una macchina, ma se non rimane lì abbastanza a lungo – quando ne preparano parecchi – è liquida, spiega Wallace.

Alle 14:30, la miscela non è rimasta lì da troppo tempo, ma hai la possibilità che sia semplicemente fantastica. Sugli oltre 2.500 ricevute appena tre avrebbero raggiunto la massima qualità. Ma non era quello il punto, cita la giornalista. Gli era sufficiente sapere di aver gettato le basi per l’eccellenza, credendo che valesse lo stesso con i suoi film.

David Lynch

Occorrerebbero i presupposti ideali affinché le performance tocchino vette sublimi. In un’intervista, David Lynch conferma le care, vecchie abitudini, andate avanti in maniera imperterrita per sette lunghi anni. La fine di Dune – la sua traumatica esperienza con la produzione in studio e un grosso budget a disposizione – ha praticamente decretato la fine di Bob.

Sebbene a detta di tutti sia ancora un eccezionale bevitore di caffè e fumatore di sigarette, Lynch ha acquisito una maggiore consapevolezza. Ma rammenta quanto i pomeriggi intrisi di zucchero e caffè lo sommersero di idee. Un giorno, ad esempio, vide un uomo entrare e raggiungere il bancone. Fatto sta che gli venne allora lo spunto per il personaggio di Frank Booth, lo psicopatico di Velluto Blu, interpretato da Dennis Hopper.

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