Chiara Ferragni – si aggrava la posizione dell’influencer: ora è ufficialmente indagata per truffa aggravata. Cosa rischia?

Andiamo a scoprire cosa comporta questa nuova accusa rivolta alla famosa imprenditrice digitale.

Chiara Ferragni, nata a Cremona il 7 maggio 1987, è una famosa imprenditrice, blogger, designer e modella italiana. Stiamo parlando di una figura decisamente impattante per il nostro paese: da giovane, con l’apertura del blog The Blonde Salad, ha ottenuto un successo senza precedenti e, da quel momento in poi, si è rapidamente affermata come una figura molto potente nell’ambito della moda, a tal punto che, nel ruolo di influencer, è diventata una delle figure di riferimento del nostro paese in quest’ambito, facendo tantissime collaborazioni, apparendo come figura pubblica in tantissimi eventi e arrivando a diventare anche imprenditrice, in particolare di TBS Crew srl e Chiara Ferragni Brand, mentre, dal 2021, è anche membro del consiglio di amministrazione di Tod’s.

Chiara Ferragni è ora nel mirino della Guardia della Finanza, dopo la multa dell’Antitrust

Chiara Ferragni addio Coca-Cola - Cinematographe.it

Ebbene, sappiamo bene che la stessa Chiara Ferragni, nell’ultimo periodo, non se la sta cavando benissimo: di recente è stata infatti multata dall’Antitrust per pratica commerciale scorretta dopo che è stato scoperto che in realtà la vendita dei suoi pandori griffati in collaborazione con Balocco, i Pink Christmas, non hanno portato in parte ad una donazione all’Ospedale Regina Margherita di Torino, visto che era stato fatta una donazione ancor prima dell’inizio di questa campagna commerciale da Balocco stessa. Ora, però, come riporta Fanpage.it, il caso evolve e la Guardia di Finanza, controllando a fondo le mail scambiate tra la casa dolciaria italiana e l’imprenditrice avrebbe suggerito un reato più consono alla situazione.

La frode in commercio consiste nella consegna all’acquirente di un bene diverso da quello pattuito: un’ipotesi questa, che evidentemente non sembra adattarsi al caso Ferragni. Gli inquirenti, dunque, avranno optato per la truffa ritenendo che questo reato sia, almeno in linea teorica, più aderente ai fatti. Ciò, a quanto pare, anche alla luce di alcune mail scambiate tra la Balocco e le società che gestiscono l’immagine e la comunicazione di Chiara Ferragni. In tal caso, secondo la giurisprudenza più recente, il venditore sfrutta a suo vantaggio la distanza con l’acquirente, che non può fare un controllo preventivo sul prodotto ed è, in un certo senso, costretto a subire le conseguenze della condotta del truffatore. In questo caso, è prevista la pena della reclusione da uno e a cinque anni e della multa da euro 309 a euro 1.549.

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Fonte: Fanpage.it