Barbie, Lucy Boynton: “La mia Barbie Proust tagliata dal film mi ha spezzato il cuore”

Essere stata tagliata da Barbie ha spezzato il cuore di Lucy Boynton.

Il film Barbie del 2023, nonostante il grande successo al botteghino, ha avuto qualche “imprevisto” nel processo creativo, incluso il taglio di importanti scene e personaggi. Tra questi, l’interpretazione di Lucy Boynton del personaggio ispirato al famoso filosofo Marcel Proust ha suscitato un po’ di rimpianto per l’attrice britannica.

Alcuni riferimenti sono stati eliminati da Barbie perchè il pubblico non li capiva

Barbie Lucy Boynton - cinematographe.it

In una recente intervista a The Spotlight With Jessica Shaw, Boynton ha condiviso la sua delusione per il fatto che le scene della sua Barbie Proust siano state tagliate nel montaggio finale del film. L’attrice ha spiegato che, durante le proiezioni di prova, è emerso che il pubblico contemporaneo non era familiare con Proust e le sue opere, rendendo difficile l’apprezzamento delle battute e delle gag relative al personaggio.

Questo fatto ha portato a una decisione da parte dei registi di relegare la Barbie Proust a un ruolo di sfondo nel film. L’attrice ha espresso il suo disappunto per il fatto che il pubblico stia perdendo il contatto con una figura così importante della storia letteraria, sperando che questa situazione possa incoraggiare le persone a documentarsi su Marcel Proust e il suo contributo al mondo della letteratura.

Marcel Proust è noto per essere stato un romanziere, critico letterario e saggista francese di grande influenza nel 20° secolo, autore del monumentale romanzo La ricerca del tempo perduto. Nonostante la sua importanza nella storia della letteratura, la sua conoscenza tra il pubblico contemporaneo potrebbe non essere così diffusa come ci si aspetterebbe.

La regista Greta Gerwig, pur avendo tentato di inserire riferimenti come Proust nel film, ha riconosciuto che alcuni di essi erano troppo strani per mantenere il tono di Barbie.

Leggi anche Shakira contro Barbie: “priva gli uomini della loro mascolinità”