Umbrella Academy 2 - Cinematographe.it

L’ideatore e showrunner della serie l’aveva subito chiarito: sebbene The Umbrella Academy 2 sia ambientato negli anni Sessanta non sarebbe stata la musica di quel decennio a dominarne la colonna sonora. Più in generale, nessuno specifico criterio avrebbe fatto da luce guida, spiegava Steve Blackman nelle interviste concesse alla stampa internazionale in attesa dell’uscita della seconda stagione della serie, disponibile su Netflix dal 31 luglio, nelle vicende della famiglia Hargreeves: “Se la canzone è giusta, la canzone è giusta!”. A questo si deve dunque la varietà della colonna sonora di The Umbrella Academy 2, che trova comunque una sua omogeneità dettata, da un lato, dalla prevalenza di alcuni generi musicali, e dall’altro, dal ripetersi dell’accostamento apparentemente contrastante tra musica e contesto.

È sin dal primo episodio che Blackman scopre le carte, raccontandoci indirettamente che non sta scritto da nessuna parte che debbano necessariamente essere le vicende narrate e non la canzone che le accompagna a dettare il tono e le emozioni di una sequenza. Anzi, quando i fratelli dai poteri sovrannaturali dell’Umbrella Academy si ritrovano nel mezzo dell’apocalisse di quel 25 novembre 1963, tra gli spari che dividono URSS e Stati Uniti, l’intramontabile My Way di Frank Sinatra sovrasta la guerra e determina il mood della narrazione molto più del campo di battaglia. Discorso simile, qualche episodio più avanti, per la hit Everybody (Backstreet’s Back) dei Backstreet Boys, che accompagna il combattimento tra Allison e gli svedesi. Anche qui, il brano danzereccio, tra i maggiori successi della boy band statunitense, ha poco a che vedere con le immagini, eppure, sottolinea lo stesso Steve Blackman, “in qualche modo magicamente funziona”.

The Umbrella Academy 2: è frequente che la serie accosti scene molto crude a musica morbida e conciliante dal sapore vintage

Se vi fosse sfuggito il dettaglio che il fumetto dal quale il progetto ha tratto ispirazione è opera del frontman dei My Chemical Romance Gerard Way e di Gabriel Bá la serie ce lo ricorda prontamente con una bella sorpresa firmata dal rocker, il brano inedito Here Comes the End. La canzone, con il featuring di Judith Hill, già corista di artisti del calibro di Stevie Wonder e Michael Jackson, compare alla fine del nono episodio ed è il primo singolo solista di Way di quest’anno, dopo che nel 2019 il leader della band emo rock del New Jersey aveva regalato ai fan le due collaborazioni con Ray Toro Hazy Shade of Winter e Happy Together. Interessante anche la scelta delle cover, che è ricaduta su versioni che si discostano parecchio dai loro originali.

Molto d’effetto è, ad esempio, Crazy degli Gnarls Barkley, duo soul che nel 2006 ha affidato a questo brano il lancio dell’album di debutto St. Elsewhere, interpretata da Daniela Andrade. In questo caso il legame tra musica e narrazione non è più governato dalla legge del contrappasso: al contrario, il tema della follia al centro del brano fa eco all’ingresso di Diego nella cella imbottita dell’ospedale psichiatrico. Simpatica, poi, la cover ska, che sostiene lo scontro tra Cinque e Lila, di Bad Guy della giovanissima Billie Eilish, eseguita dagli Interrupters, che fa il paio con l’energica Sunny dei Boney M., in apertura del terzo episodio mentre Klaus si finge un profeta. Il brano, nato come pezzo jazz soul, è stato inciso nel 1963 da Bobby Hebb e i Boney M. ci hanno messo le mani sul finire degli anni Settanta.

The Umbrella Academy 2: nella serie c’è anche un inedito firmato dal frontman dei My Chemical Romance, co-autore del fumetto

The Umbrella Academy 2: la spiegazione del finale

Tra Sinatra, i Kiss, Aretha Franklin e i Public Image Ltd – per citare solamente alcuni artisti che figurano nella tracklist della colonna sonora di The Umbrella Academy 2 – anche questa volta, come nella precedente stagione grazie a band come, tra le altre, i Kinks, gli Yardbirds e i Morcheeba, l’ascoltatore medio di musica dovrebbe trovare soddisfazione riconoscendo almeno alcuni nomi tra la ricca colonna sonora della serie. Meno noti, invece, i vecchi pezzi country come I Wonder What the Future Holds for Me di Glenn Snow e Be Thankful You’re You di Fern Jones, entrambi collocati nella serie in ambienti riconducibili all’imaginario della country music, il bar nel primo caso e la stalla nel secondo.

Non si discosta troppo dal genere anche In Hell I’ll Be in Good Company dei Dead South: è sulle note della band canadese di bluegrass e folk che Luther e Diego trovano il corpo di Elliot. Anche l’R&B e il soul hanno rappresentanza nella serie con Unwind Yourself di Marva Whitney, Twistin’ the Night Away di Sam Cook e Hold on I’m Coming di Sam and Dave, quest’ultima riproposta negli anni in tutte le salse, dalle cover, ai campionamenti, al suo utilizzo nel mondo del cinema. Toni e atmosfere che si alternano a musiche da sottofondo, spesso dominate dal pianoforte, tipiche del thriller, ma a tratti fiabesche, in linea con il carattere fantascientifico della serie. Un mix eterogeneo che rende la musica protagonista a tutti gli effetti, esattamente come i sette fratelli dell’Umbrella Academy, della serie.

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