The I-Land: spiegazione del finale della miniserie Netflix

Come finisce The I-Land? Ecco spiegati i plot twist e le rivelazioni della nuova miniserie Netflix arrivata sulla piattaforma il 12 settembre.

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Se state cercando un nuovo show da bingiare nel weekend, su Netflix è arrivato The I-Land, miniserie thriller dai toni misteriosi che parte da un presupposto molto simile a quello di Lost (un gruppo di naufraghi che si sveglia su un’isola deserta), ma che con la serie di J.J. Abrams non ha davvero nulla a che fare. Con un cast corposo capitanato da Natalie Martinez e Kate Bosworth, lo show è infarcito di pericoli e colpi di scena.

The I-Land: recensione della miniserie Netflix

Se avete già visto tutti e sette gli episodi, però, e vi ritrovate dispersi nei plot twist, incapaci di ricomporre i pezzi del puzzle, ci proviamo noi a spiegarvi come sono andate le cose. Attenzione: l’articolo contiene ovviamente degli enormi spoiler della serie.

Che cos’è The I-Land?

L’isola di The I-Land (che gioca con la parola inglese “island”) non è davvero un’isola. Si tratta in realtà dello scenario di una simulazione nella quale i protagonisti si trovano intrappolati. Scopriamo nel corso della serie che i 10 naufraghi sono in realtà detenuti di un carcere texano. Si trovano nel braccio della morte in attesa che si adempi la loro condanna e hanno accettato di prestarsi come cavie per quello che è a tutti gli effetti un esperimento sociologico volto a capire se la riabilitazione sia davvero possibile.

The I-Land cinematographe.it

La simulazione dà loro infatti la possibilità di provare alle autorità di non essere più una minaccia per la società. Le loro memorie sono state cancellate con l’obiettivo di permettere loro di ricominciare e di provare una volta per tutte se a influire sulla devianza sia più la natura o il condizionamento ambientale: questi criminali sono intrinsecamente cattivi?

Eppure, anche se l’isola non è reale, lo sono i rischi che comporta. Se muori sull’isola, muori anche nella vita reale. E se uccidi qualcuno, ci penserà l’isola a punirti e a eliminarti.

Le motivazioni della simulazione di The I-Land e i 39 passi

La simulazione esiste perché, come la psichiatra Wyss (Dalia Davi) spiega nel finale, la popolazione della Terra si sta riducendo all’osso a causa dei cambiamenti climatici. La crisi demografica è talmente grave da costringere il sistema carcerario a trovare una soluzione per rimettere in libertà i detenuti più meritevoli. I cambiamenti hanno comportato un innalzamento del livello del mare incontrollabile e: “Ci sono così tanti criminali ora che l’acqua si è presa la terra, che dobbiamo trovare un modo per redimere la gente e aiutarli a trovare la loro via di ritorno verso la società”. La soluzione? Creare una simulazione in laboratorio che cancelli le loro memorie e che permetta loro di “redimersi” agli occhi di una giuria o morire per mano di altri detenuti.

In fondo cos’hanno queste “cavie” da perdere? Ognuno di loro si trova sulla strada per la sedia elettrica: vale la pena tentare. I riferimenti alla loro condanna sono continui durante la loro avventura sull’isola. Per cominciare quando si svegliano sulla spiaggia, ognuno si trova a 39 passi di distanza l’uno dall’altro. Numero che torna più volte stampato su dei francobolli o sull’incarto di una gomma da masticare. Ma cosa significa? Come spiega il sociologo Dafoe (Victor Slevak) è il numero di passi che divide le celle dalla sedia elettrica. Un dettaglio macabro per un esperimento poco umano.

The I-Land cinematographe.it

Tutti i naufraghi protagonisti si trovano, quindi, nel braccio della morte pronti a percorrere quei 39 passi. Sono tutti assassini, anche se in maniera differente. La protagonista Chase (Martinez) è stata incastrata per l’omicidio della madre compiuto in realtà da Cooper (Ronald Peet) che negli episodi finali scopriamo essere il suo fidanzato. KC (Bosworth) ha ucciso i suoi figli facendoli annegare nell’auto dopo averla spinta in un lago. Moses (Kyle Schmid) ha organizzato una protesta ambientale facendo esplodere un impianto e uccidendo per sbaglio 8 persone.

Blair (Sibylla Deen) ha ucciso 25 persone, mentre lavorava come infermiera, praticando iniezioni volutamente letali. Taylor (Kota Eberhardt) ha sparato accidentalmente a qualcuno durante una rapina in banca con il suo fidanzato. Mason (Gilles Geary) ha compiuto una strage in un centro commerciale. Brody (Alex Pettyfer) viene definito “uno stupratore e un assassino”, anche se non vediamo mai i suoi flashback. Donovan (Anthony Lee Medina) ha strangolato una collega della quale si era innamorato dopo che la donna aveva declinato il suo interesse e Hayden (Michelle Veintimilla) era una vigilante che seduceva noti stupratori per poi ucciderli seguendo una sorta di giustizia privata.

Come finisce The I-Land?

La storia di Chase – e con lei la serie – termina altri twist inaspettati. Come già accennato scopriamo che la donna era stata incastrata dal fidanzato e che era, effettivamente, innocente. Viene completamente scagionata (grazie alla confessione di Cooper) e si sveglia scoprendo di essere rimasta in carcere per 25 anni. La simulazione fa uso di avatar che rappresentano il criminale all’età in cui è stato commesso il crimine.

La vediamo lasciare il carcere con 200 dollari e un biglietto dell’autobus come unici averi rimasti. Esce dalla struttura e inizia a camminare verso i resti di una Houston circondata dall’acqua, futuristica e decimata.

The I-Land cinematographe.it

Nel frattempo, però, la commissione di controllo dell’esperimento è riuscita a provare la colpevolezza del direttore Wells che aveva tentato di sabotare i risultati immettendo nel sistema delle armi e due agenti con il compito di punire i detenuti e movimentarne l’esperienza. La sua punizione? L’isola. Wells si sveglia sulla spiaggia senza memoria e davanti a lui ci sono Cooper e KC, gli ultimi sopravvissuti dell’esperimento che, lance in mano, lo guardano con aria di sfida.

The I-Land: ci sarà una stagione 2?

Dopo un finale come quello di The I-Land forse vi sarete chiesti se ci sarà o meno una seconda stagione. La risposta è no. Si tratta di una miniserie autoconclusiva o, almeno, così è stata presentata da Netflix. E il finale – sebbene non sia completamente soddisfacente o coerente – è effettivamente completo.

Eppure, ci sono delle cose che sono state lasciate al caso: Moses e Donovan sono davvero morti? L’isola ucciderà Cooper e Blair per averli uccisi? Cosa accadrà a Taylor? L’ultima volta che l’abbiamo vista era alla mercé di un cannibale su un’isola che è stata definita Terra-2 intenta a gustarsi della zuppa realizzata con le sue stesse dita. Purtroppo quello che viene dopo, ci toccherà immaginarcelo.

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