Mezzanotte a Istanbul: la spiegazione del finale della serie TV turca Netflix

Proviamo a spiegare il finale della serie TV turca in onda su Netflix e a rispondere a tutte le domande. ALLERTA SPOILER!

Il motore dell’azione di Mezzanotte a Istanbul, la serie thriller di Netflix diretta da Emre Sahin, non è una tentazione ma una cogente necessità di riscrittura degli eventi (di interferire con essi nel tentativo di ripararli e di restaurare la storia). L’opera turca riesce a coinvolgere attraverso le suggestive ricostruzioni delle ambientazioni, il racconto dei costumi, la fotografia, ma soprattutto con una narrativa contorta alla continua ricerca di risposte. La protagonista è la giornalista Esra, avida lettrice di romanzi di Agatha Christie (qualcosa che menziona in ogni possibile conversazione), interpretata dalla star turca del piccolo schermo Hazal Kaya che sarà la nostra “inviata speciale”. Per completare il lungo percorso di Esra nei labirinti nel tempo di questa prima stagione bisognerà sopravvivere alle scosse dei terremoti della stanza 411 del Pera Palace Hotel di Istanbul, e non solo, dove grazie a una chiave magica tutto inizia e tutto circolarmente si chiude: Esra trascina Ahmet (Tansu Biçer), il direttore del Pera Palace (una struttura alberghiera di lusso che nasconde segretamente decine di portali verso altri mondi) in un lungo viaggio nel passato che cambierà il suo destino e quello di chi le sta intorno.

Mezzanotte a Istanbul: che cosa accade nel finale della serie tv?

L’episodio conclusivo della serie La molla dell’orologio porta lo spettatore ad assistere direttamente all’assassinio di Peride: la donna conosciuta nella storia del presente per aver informato il generale Mustafa Kemal del suo possibile assassinio da parte degli inglesi, per un fatto che avrebbe portato al rafforzamento del movimento di resistenza russo. L’ultimo capitolo prende avvio da una sequenza drammatica che si svolge il 22 giugno del 1920: Sonya, una cameriera dell’Hotel ed ex principessa, è incinta di Ahmet, ma Halit (Selahattin Pasali) decide di lasciarla per mettersi alla ricerca di Peride (alias Esra) di cui ormai è innamorato. Sonya per gelosia viaggia dal futuro grazie alla chiave del portale trafugata l’anno prima dal diario di Peride su ordine del primo ministro britannico David Lloyd George. La donna torna al Pera Palace Hotel durante la serata del ballo, il 18 aprile 1919. Sonya uccide Peride e questo omicidio porta al completo sconvolgimento del passato. Halit ritrova Peride riversa a terra, e accanto al suo corpo scopre un anello. L’anello apparteneva a Sonya, un cimelio di famiglia cui lei teneva molto. Sonya dunque ha ucciso Peride a causa della presenza di Esra che arriva e manomette il passato. Infatti se Esra non fosse arrivata nel passato, Halit non si sarebbe innamorato di lei, e forse non avrebbe lasciato Sonya, anche se Halit sapeva che la donna di cui si era innamorato non era Peride perché aveva visto il suo cadavere, pensava che Esra fosse la sorella gemella. Questa storia d’amore fra Esra e Halit, che non avrebbe dovuto verificarsi, ha portato a un futuro diverso: Halit decide di abbandonare Sonya e suo figlio per trovare Peride/Esra. A questo punto, poiché la storia è ormai stata distorta dalla morte prematura di Peride, Esra e Ahmet progettano di restaurarla per proteggere nonostante tutto, e ancora, il futuro dell’eroe nazionale turco e della stessa Turchia: Esra avrebbe dovuto fingere di essere Peride e impedire l’attentato.

Mezzanotte a Istanbul e la bomba!

Mezzanotte a Istanbul Cinematographe.it

Dopo essere stato accusato di tradimento per aver rubato armi britanniche, Halit viene catturato dall’esercito turco, non sarà quindi l’uomo che assassinerà Kemal. Bisogna trovare il nuovo uomo di George. Esra però intanto riesce a dimostrare, attraverso delle  prove video schiaccianti, i malefici piani di George e riesce anche a far liberare Halit. Quando Halit viene rilasciato, Halit e Esra si precipitano a salvare il generale Mustafa Kemal. Esra infatti è venuta a conoscenza del piano di George: un esplosivo collegato alla molla dell’orologio della sala mensa della nave su cui viaggiava Kemal sarebbe esploso alle 17. Insieme ad Halit, lancia la bomba a orologeria in mare e salva il mondo da un dittatore. Una volta conclusa la missione di “riparazione” della storia e, nonostante lo ami, Esra saluta per sempre Halit; i due appartengono a luoghi e tempi diversi e il loro amore non sembra poter avere un futuro. Esra e Ahmet decidono di tornare finalmente alla loro epoca, nel loro presente, ma ancora una volta si trovano spiazzati.  Attraversano il tempo e nell’ultima scena si ritrovano al 1995, ma con una nuova sorpresa; davanti a loro, nel letto dell’Hotel, c’è una bimba dai grandi occhi. Un fatto che si ricollega all’incipit della serie: il pianto solitario “di mezzanotte” di una bambina abbandonata in una camera dell’Hotel. Ahmet capisce subito chi è. Si ricorda di una piccola ritrovata in una stanza dell’Hotel, che fu in seguito mandata in orfanotrofio, il suo nome era Esra. Il viaggio nel tempo ha permesso alla nostra eroina di incontrare se stessa. Un’immagine e una chiave sono state lasciate insieme alla bambina: una foto di Madama Eleni accompagnata dal messaggio inequivocabile “chiunque la troverà ha il compito di salvare la madre della bambina”; per farlo avrebbe dovuto usare la chiave e trovare il  Portale della Verità (che può essere usato per viaggiare all’ora che si vuole). L’immagine ha anche un altro indizio: la svastica, il simbolo nazista.

Mezzanotte a Istanbul – Chi è la misteriosa bambina che appare nella scena d’apertura della serie tv e che ricompare nel finale?

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La psicoterapia potrebbe aiutare a identificare, riscoprire e ricompensare il proprio bambino interiore, sarebbe, forse, ciò di cui avrebbe bisogno la protagonista Esra: una giovane donna che è sola al mondo e ha in dote solo la cartella (che non si è mai decisa a leggere) che le hanno lasciato all’uscita dall’orfanotrofio. Nell’episodio finale di Mezzanotte a Istanbul si realizza, però, qualcosa di più devastante di una seduta dallo psicologo: la protagonista conosce de visu la sua versione baby. Una situazione che non sconvolge più di tanto chi guarda, perché l’alterazione del passato, quindi della verità, sembra essere una costante della serie. Possiamo concludere che Esra non è nata nell’anno 1995, ma è stata piuttosto “spedita nel futuro” (attraverso il meccanismo del viaggio nel tempo).

Probabilmente è nata durante il regime nazista, quando gli ebrei scappavano dalla Germania e spesso si rifugiavano a Istanbul; i suoi genitori devono aver saputo dei segreti del Pera Palace, ma chi erano? Forse si prepara per Esra e Ahmet una nuova missione di riparazione del passato e Ahmet non riuscirà a prendersi la tanto desiderata vacanza dall’Hotel! Esra, dal canto suo, dovrà necessariamente trovare il coraggio di aprire la cartella dell’orfanotrofio, vi troverà qualche risposta? E, soprattutto, quelli che hanno amato la love story fra la protagonista e l’affascinante Halit (Selahattin Pasali) si chiedono se i due si rivedranno da qualche parte. Esra tornerà nel passato da Halit o sarà il giovane a cercarla nel futuro? Perché è chiaro che c’è un modo, nascosto nei meandri dell’Hotel, che rende possibili anche gli spostamenti verso il futuro e la piccola Esra ne è la prova.

Leggi anche Mezzanotte a Istanbul: recensione della serie Netflix

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