JU-ON Origins arriva su Netflix. Tutti i remake della saga horror in ordine cronologico

Il prossimo 3 luglio su Netflix arriva la serie tv ispirata alla saga J-horror di Takashi Shimizu JU-ON Origins, ma di film inerenti alla storia ce ne sono ben otto. Vediamo insieme i sequel e i remake di Ju-On.

- Ultimo aggiornamento: 26 Giugno 2020 10:23 - Tempo di lettura: 6 minuti

In Giappone il J-Horror è uno dei generi che va per la maggiore, ma la saga di Ju-On del regista giapponese Takashi Shimizu ha oltrepassato i confini e dal Sol Levante è arrivata all’Occidente diventando così famosa e apprezzata che persino l’acclamato regista Sam Raimi ne ha prodotto un ennesimo remake – diretto da Nicholas Pesce – che sarebbe dovuto uscire nelle sale cinematografiche lo scorso marzo e che dal 15 giugno potremo guardare in alcuni cinema del Paese. Il prossimo 3 luglio, invece, su Netflix farà il suo debutto la serie TV ispirata alla saga del fantasma di Kayako, JU-ON Origins: in attesa di vedere questo prequel, scopriamo insieme quali sono tutti i film della saga più terrificante dell’Estremo Oriente.

In attesa di vedere la serie TV Netflix JU-ON Origins, ecco tutti i remake della saga horror di Takashi Shimizu

1. Ju-On (Giappone, 2000) – L’inizio della saga

Per capire a cosa si è ispirato il regista Takashi Shimizu quando ha intrecciato la trama del film è necessario guardare al mondo della danza e del teatro: il Butoh è una danza teatrale made in Giappone con peculiarità uniche. Ritmi incalzanti che si alternano a momenti di immobilità, movimenti del corpo scomposti, ancestrali, quasi disumani che mirano a esprimere l’interiorità del ballerino il quale diviene altro da sé per abbandonarsi totalmente alla creazione della danza. Tratto distintivo dei ballerini Butoh è il dipingersi l’intero corpo con della biacca bianca che li rende ancora più simili a creature ultraterrene. Takashi Shimizu ha raccontato di esserne sempre stato suggestionato, così come gli è rimasta impressa l’enorme quantità di episodi di cronaca riguardanti la violenza domestica: sono questi i due ingredienti alla base di Ju-On, un violento omicidio e un fantasma che torna dall’aldilà per cercare vendetta. Il primo film della saga, Ju-On, è stato realizzato per il piccolo schermo nel 2000 e racconta la storia dell’omicidio a sfondo passionale da parte di Takeo Saeki della moglie Kayako (la bravissima Takako Fuji, che è anche stata danzatrice Butoh) e del figlio Toshio, in un’abitazione di Tokyo. Una narrazione filmica frammentata ci mostra la vendetta delle due vittime nei confronti di chiunque entri in contatto con la casa: secondo una leggende giapponese, infatti, le anime delle vittime di omicidi violenti non riescono a oltrepassare la soglia che conduce al mondo ultraterreno, perché in preda a un grande rancore – i kanji della parola Ju-On significano rispettivamente “maledizione” e “rancore” – e quindi sono destinate a divenire onryō, ovvero fantasmi in perenne cerca di vendetta nel mondo dei vivi. La maledizione di Kayako e Toshio si riverserà spargendo ulteriore sangue, ma due detective indagheranno sul mistero.

2. Ju-On 2 (Giappone, 2000)

Nel sequel giapponese del film viene spiegato in che modo la maledizione riesca a propagarsi anche all’esterno delle mura in cui è avvenuta la violenza: Kyoko, un agente immobiliare che cerca di rimettere in vendita l’abitazione infestata, entrando in contatto con la maledizione di Kayako e Toshio la diffonde anche al di fuori delle mura della casa nel quartiere di Nerima. Secondo la leggenda, infatti, la maledizione si diffonde alla pari di un virus. Il sequel ha sempre la regia di Takashi Shimizu ed è diviso in sei episodi.

3. Ju-On: The Grudge (Giappone, 2002)

The Grudge 2002 Cinematographe.it

Per capire come mai Takashi Shimizu abbia voluto girare un remake del suo stesso film appena due anni dopo dall’uscita occorre ricordare che il primo è stato distribuito solo per la televisione, mentre nel 2002 l’intenzione di Shimizu era quella di rivolgersi al pubblico sul grande schermo. E ci è riuscito. Ju-On: The Grudge riprende la trama originale arricchendola di dettagli e introducendo il personaggio di un terzo detective, Toyama, che per fermare l’infinita catena di violenza tenta invano di dar fuoco all’intera abitazione. Il cast principale, come gli attori che interpretano Kayako e Toshio, resta sempre lo stesso. In questa pellicola vediamo una sceneggiatura decisamente più matura e un’interpretazione sempre più intensa da parte di Takako Fuji.

4. Ju-On: The Grudge 2 (Giappone, 2003)

Dopo l’accoglienza positiva delle sale cinematografiche, Shimizu dirige il sequel destinato al grande schermo e così nel 2003 in Giappone esce Ju-On: The Grudge 2. Come il primo sequel televisivo, anche questo vede una narrazione divisa in sei episodi e nuovi personaggi, come quello di Kyoko: la trama infatti prende una piega diversa quando lalla protagonista di uno show horror – una scream queen– viene chiesto di girare un episodio dello show proprio nella casa del quartiere Nerima, dove l’anima di Kayako non si è mai placata.

5. The Grudge (USA, 2004)

J-Horror Cinematographe.it

A soli due anni dall’uscita di The Ring, remake statunitense del Ringu di Hideo Nakata, il pubblico occidentale si prepara a vedere sul grande schermo un’altra storia di fantasmi dal Sol Levante. Takashi Shimizu però, tanto affezionato alla sua creazione e profondamente scettico verso l’universo horror occidentale e lo stile utilizzato dai registi americani, acconsente di girare un remake americano – prodotto da Sam Raimi – al patto di firmarne la regia e di ambientarlo ugualmente in Giappone, per non togliere al personaggio di Kayako le sue caratteristiche principali. E così nel 2004 l’America e l’Occidente guardava al cinema The Grudge, con Sarah Michelle Gellar nei panni di Karen, vittima della maledizione di Kayako, ancora una volta interpretata dalla stessa Takako Fuji.

6. The Grudge 2 (USA, 2006)

187 milioni di dollari dopo, il successo di The Grudge in America e nel mondo spinge il produttore Sam Raimi e il regista Takashi Shimizu a girare un sequel sempre made in USA. Stavolta è la sorella minore di Karen, arrivata in Giappone, ad essere coinvolta nella maledizione ma per la prima volta la vendetta di Kayako oltrepassa i confini della casa e si espande al di fuori, diffusa come un virus da Karen due anni prima. Un intrecciarsi di vicende parallele e di storie e vittime diverse che, forse, hanno reso la trama eccessivamente caotica.

7. The Grudge 3 (USA, 2009)

Tre anni dopo l’ultimo sequel, nel 2009 esce The Grudge 3, ma stavolta il film non viene concepito per le sale cinematografiche, ma viene distribuito direttamente in home video. Inoltre, Takashi Shimizu resta solo al soggetto mentre a dirigere questo terzo episodio della saga made in USA è il regista Toby Wilkins (Splinter, 2008).
Dopo la morte dell’ultimo sopravvissuto alle vicende di The Grudge 2, viene introdotto il personaggio di Naoko, sorella di Kayako, che tenterà di esorcizzare la casa una volta per tutte. Questo terzo episodio non ha convinto molto né la critica né il pubblico perché, nonostante le scene forti e l’alto contenuto di terrore, la mancanza di Shimizu dietro la macchina da presa ha avuto il suo peso in una riuscita generale dell’opera abbastanza debole – da citare il fatto che anche i personaggi di Kayako e Toshio non sono più interpretati dagli attori di sempre.

8. Ju-On: The Beginning of The End (Giappone, 2012)

Nel 2012 in Giappone è la volta di Ju-On: The Beginning of The End, ovvero terzo episodio della saga in versione giapponese. Anche questa volta la regia non è più opera di Shimizu, ma del collega Masayuki Ochiai. Nel film si narra di Yui, ex insegnante di Toshio, la quale si reca a casa della famiglia Saeki per scoprire la brutta sorte a cui era andato incontro l’alunno. A quattordici anni dalla tragedia, Yui riuscirà a svelare nuovi dettagli sinistri.

9. Ju-On: The Final Curse (Giappone, 2015)

Quarto e ultimo capitolo made in Japan per la saga di Kayako e Toshio, Ju-On: The Final Curse esce in Giappone nel 2015 diretto sempre da Masayuki Ochiai. La catena di maledizioni della famiglia Saeki non ha fine, ancora una volta è un familiare della precedente vittima a rimanere travolto dal rancore di Kayako – in questo ultimo episodio è la sorella di Yui, la giovane Mai. Il film risente dei precedenti, la sensazione di “già visto” è inevitabilmente dietro l’angolo.

10. The Grudge (USA, 2020)

Siamo giunti alla fine – quasi – della saga dedicata ai fantasmi della famiglia Saeki. Prodotto da Sam Raimi e con la regia di Nicholas Pesce, The Grudge è il remake 2020 della storia scritta da Takashi Shimizu. Un cast tutto nuovo per dei personaggi le cui vicende si intrecciano ancora una volta unite dal fil-rouge della maledizione, solo che stavolta a questa se ne unisce una nuova causata da una donna che ha tolto la vita a figlia, marito e infine a se stessa. Ma la donna era entrata in contatto con la casa di Nerima… Troppi gli espedienti messi in scena già visti nelle precedenti versioni che invecchiano la pellicola e non sortiscono l’effetto di terrore sperato – o almeno non tanto intensamente quanto nei precedenti film di Shimizu.

Dieci film dopo, Kayako Saeki torna in streaming su Netflix in una serie tv attesissima dai fan del J-Horror, ma la scommessa è quella di riuscire a non far pronunciare al pubblico il responso peggiore: di questo ritorno, ce n’era davvero bisogno? Speriamo di non dovergli serbare “rancore”.

Ju-On: Origins è in uscita su Netflix il 3 luglio 2020.

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