In Silenzio: la spiegazione del finale della serie TV Netflix

La spiegazione del finale della prima stagione di In Silenzio, la serie tv spagnola con Aarón Piper e Manu Ríos, dal 19 maggio su Netflix. Allerta spoiler!

Uscita il 19 maggio 2023 e già in testa nella top 10 delle serie tv più viste, In Silenzio si è fatta desiderare soprattutto per due dei suoi interpreti nel cast, amatissimi dal pubblico di Netflix. I pupilli di Élite Aarón Piper e Manu Ríos, il primo già nel cast del fortunato thriller del 2020 Il caos dopo di te, e l’altro presente a Cannes nel corto di Almodovar Strange Way of Life, si cimentano stavolta in un dramma cupo e voyeuristico dalle decise tonalità thriller, che propone nell’arco di sei episodi una storia intrigante su un giovane criminale in libertà vigilata che viene monitorato da un gruppo di psicologi per valutarne la possibile pericolosità. Dopo averla apprezzata nella sua complessità nella nostra recensione, chiariamo invece alcuni punti chiave nel finale che si chiude, così com’è iniziato, con un corpo che scivola via da un balcone di Madrid e tanti interrogativi lasciati ancora inevasi per una seconda, già attesa, stagione.

In Silenzio: tutto quello che succede nel finale della prima stagione

In silenzio trama cast personaggi - Cinematographe.it

Sono sei anni che Sergio Ciscar ha scelto di non parlare. Muto, precisamente dalla notte in cui ha gettato dal terrazzo del suo appartamento prima la madre e poi il padre, con una brutalità e un’efferatezza che ha spiazzato l’opinione pubblica. Quando le autorità giudiziarie decidono di scarcerarlo prima del previsto, il suo reintegro in società avviene tramite l’aiuto di una comunità di recupero religiosa, il cui leader è un Pastore evangelico carismatico ma parecchio ambiguo a cui spetterà il compito di accoglierlo e proteggerlo, forgiando il suo cammino educativo e spirituale in una serra di piante e fiori, in cui giovani ex detenuti cercando una propria redenzione attraverso il lavoro e la preghiera.

Personalità tormentata e vittima di improvvisi scatti d’ira che la madre, psichiatra, cercava di contenere attraverso la sperimentazione di psicofarmaci, il “killer del balcone” viene sottoposto dalle autorità a un test di monitoraggio 24 ore su 24 coordinato da una psicoterapeuta altrettanto algida e vulnerabile, la quale stazionerà quotidianamente in una postazione strategica assieme al suo team, con il compito di pedinare ogni sua mossa attraverso spie, videocamere e microfoni nascosti in casa.

Ma da quello che sembrava solo un lavoro per giudicare l’eventuale pericolosità del ragazzo, per Ana, il bel Sergio diventerà una vera e propria ossessione. Tra il quarto e il quinto episodio, infatti, capiamo che la donna interpretata da Almudena Amor è in realtà la madre adottiva di Noa, la sorellastra di Sergio che compariva in molti dei video recuperati nelle indagini, e che non ha mai più visto il fratello da quella terribile notte.

Il finale ricco di colpi di scena della serie tv con Aarón Piper e Manu Ríos

In Silenzio - Cinematographe

Giungiamo così ad un finale puntellato da non pochi colpi di scena. Ana si reca a casa di Sergio decisa a farlo riconciliare con Noa, ma prima che lui si fidi completamente, arriva Marta, la giovane commessa infatuata del ragazzo ai tempi del carcere, che gli confessa la verità sulla reale natura dell’interesse della donna, ovvero il pedinamento quotidiano dalla sua scarcerazione. Ana però riesce a stabilire un contatto profondo con Sergio: i due sembrano condividere la stessa condizione di “sfavoriti” della società, incapaci di essere “normali” come gli altri, destinati in qualche modo ad un’infelicità incurabile.

Così, Ana e Sergio si avvicinano l’un l’altra sempre di più, si sfiorano scambiandosi un bacio e dichiarazioni improvvise di amore  ‒ scelta drammaturgica francamente poco condivisibile e sgangheratamente forzata. Tuttavia, Sergio spiega finalmente come si sono svolti i fatti che hanno portato alla morte dei genitori, dando una versione che farebbe cadere la responsabilità al padre, il quale prima ha gettato la moglie e poi, resosi conto dell’accaduto, ha scelto le medesime modalità per il proprio suicidio.

L’enigma delle “identità” nel finale di In Silenzio

Intanto però, si presenta a sorpresa anche Noa, rimettendo piede in quella che un tempo era anche casa sua: la sedicenne confessa invece una versione che non lascia scampo. É stato, veramente, il fratello che, in preda a uno dei suoi attacchi di rabbia, ha prima minacciato la madre con un tagliacarte, l’ha gettata a terra procurandogli delle ferite e infine l’ha fatta ruzzolare giù fino allo schianto. Il padre, di conseguenza, nell’atto di proteggersi dal figlio è caduto giù dopo di lei. Sergio è ed è stato il colpevole sin dall’inizio e Ana, nello shock, si avvicina a quella finestra, intenzionata forse a porre fine alla sua vita.

Tuttavia, dalle immagini sgranate e traballanti provenienti dal monitor dal quale viene ripresa l’ultima, enigmatica sequenza, intuiamo solo che un corpo (Ana?) sta fluttuando in aria anticipando le urla dei passanti, mentre l’altro (Sergio?) ancora è su quel balcone. Di chi appartengono quelle figure? Chi si è lanciato e chi invece ha scelto di restare? La mossa conclusiva de Il Silenzio ci rimanda così direttamente a un cliffhanger degno di nota, che aprirà le porte per una seconda stagione, ancora non confermata.

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