Editoriale | Essere Lady Diana nel 2020, il ritratto di Emma Corrin in The Crown 4

Una analisi del personaggio di Emma Corrin e della Principessa Diana scomparsa troppo presto.

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Il mondo non si è ancora ripreso da quel 31 agosto 1997 quando Lady Diana morì assieme al suo compagno Dodi Al-Fayed, in un incidente stradale, avvenuto nella galleria che passa sotto il Ponte de l’Alma a Salpêtrière, a Parigi, mentre tentava di scappare dai fotografi. Diana ha fatto innamorare gli inglesi ma non solo, per la sua grazia, la sua gentilezza d’animo, quell’eleganza che sono state le sue caratteristiche costanti. Una madre amorevole, una donna semplice nonostante il ruolo rivestito, una moglie ferita da un uomo, il Principe Carlo, che l’ha tradita, umiliata con Camilla, amica e amore di sempre; questo è stato per molto tempo il ritratto fatto della Lady più amata.

Per The Crown, serie arrivata ormai alla quarta stagione, è giunto il momento di narrare lei, la principessa triste, di inserirla nel panorama delle sue donne, tutte diverse, rappresentanti di una femminilità complessa e sfaccettata: la Regina, Margareth, la Lady di Ferro, Anna, la stessa Camilla. A ricoprire il ruolo della principessa del popolo è Emma Corrin, al suo primo ruolo davvero importante. Con un’interpretazione quasi imitativa per la somiglianza tra l’attrice e il suo personaggio, la Corrin dà corpo ad un personaggio moderno e antico al tempo stesso, ad una donna che sta alle regole del gioco ma sa anche andare oltre ai bordi per sparigliare le carte, donna ribelle e regale, elegante e irriverente, madre e anche femmina.

The Crown4_Cinematographe.itLady Diana: Una ragazza come tante

La Corrin è Lady Diana, semplice, quasi troppo, delicata, quasi troppo, insomma quando compare per la prima volta sembra quasi di vedere la giovane Spencer che spaurita ed entusiasta entra nel mondo della Corona. Prima lavorava in asilo, aiutava in casa la sorella Sarah a cui Carlo era legato da un’amicizia “amorosa”, amava la danza, la recitazione, vestiva in maniera semplice, addirittura banale, forse per questo è stata tanto amata perché all’epoca incarnava alla perfezione il cliché della Cenerentola o del “brutto” anatroccolo. Poi il matrimonio, gli abiti eleganti, i tappeti rossi, i salotti che contano. Tutto però non è una favola.

Bastano però quegli occhi azzurri, quel viso dolce e delicato per intrigare Carlo che la sceglie, a causa delle molte pressioni della famiglia, soprattutto della Regina, in quanto figura perfetta della giovanotta semplice e forse “malleabile” per diventare un giorno la Regina.

Un golfino, un caschetto biondo, gli occhi blu che guardano il mondo con gioia e spaesamento, quelli di chi vede tutto per la prima volta. Si presenta così al mondo Diana e anche al Principe Carlo quando si incontrano in abiti normali – la prima volta in cui si sono incontrati lei era travestita da albero perché stava recitando in uno spettacolo. Nella realtà il corteggiamento si è manifestato soprattutto attraverso lunghe telefonate, chiacchierate a distanza, si sono incontrati circa tredici volte prima che il figlio di Elisabetta II facesse a Diana la proposta di matrimonio, nella serie invece quelle tredici volte diventano tre, forse poche si potrebbe pensare ma chiarificano in maniera evidente la dinamica che ha fatto sì che i due convolassero a nozze. Poco importa quanto ci sia di vero nel racconto della loro conoscenza e del loro matrimonio, ciò che importa è come questa narrazione “giochi” all’interno della serie, mostrando le dinamiche di palazzo, la storia inglese e il rapporto tra la Regina e chi le ruota intorno.

The Crown 4_Cinematographe.itLady Diana: il rapporto con Carlo

Diana si è innamorata di Carlo prima di conoscerlo, per ciò che sapeva di lui, per ciò che era e per ciò che rappresentava: è un principe ed è impossibile non sognare per lei. Lui è galante, gentile, il Principe che all’epoca molte ragazze desideravano, Diana ama ciò che nelle favole aveva letto.

Diana è pronta al sogno, è entusiasta di intraprendere quel viaggio, di diventare prima Principessa, moglie di Carlo, madre futura, simbolo della Corona, e forse un giorno Regina. Arriva come un tornado nella dimora del suo fidanzato e li si manifesta per quello che è, una ragazza spiritosa, piena di vita, anima delle feste, degli incontri. Tutti la amano ma fin da subito si insinuano nel loro rapporto due ombre: il carattere di Carlo e il suo amore con Camilla. Carlo ha bisogno di essere vezzeggiato, apprezzato, ammirato, ha bisogno di sentire la presenza, l’amore degli altri, così nel momento in cui chiede la mano a Diana spera e crede di aver trovato in lei una donna capace di dargli tutto ciò senza chiedere nulla in cambio. Da subito però appare chiaro che entrambi anche se in modo diverso sono vittime di un matrimonio sbagliato: lei, troppo giovane, troppo piccola per capire ciò in cui si stava imbarcando, lui, un debole, incapace di prendere decisioni da solo, sganciandosi dal pensiero e dalle regole materne.

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Lady Diana: la sua anima fragile e la bulimia

La giovane donna è e si sente sola, sola in quella enorme casa che sarà la sua. Nel silenzio di quelle stanze, nel vuoto in cui è sprofondata, tra mille regole, protocolli da seguire, cose da imparare emerge, a poco a poco, la fragilità di una ragazza che a diciott’anni riveste un ruolo molto, forse troppo importante. Diana trova il suo mondo nella musica, nell’arte; si scatena come fa qualunque ragazza, quando sente le note della sua canzone preferita, mette tutta se stessa quando segue la lezione di danza con l’insegnante che le impartisce altrettante regole. Uno dei momenti più intensi è quello in cui lo spettatore vede un assolo in cui Diana si presenta per quello che è e presenta anche la sua vita: segue i passi imparati ma poi si lascia andare alle note, si lascia andare alla musica, piange, salta e poi crolla a terra (metafora della caduta nella vita).

In The Crown 4 si analizza anche il disagio della ragazza, desiderosa solo di far parte di quella famiglia, di essere amata, apprezzata, che ha avuto problemi alimentari: la solitudine, il sentirsi inadeguata, i problemi con Carlo la portano a mangiare senza freni e poi mettersi un dito in gola e vomitare. La bulimia viene descritta in maniera reale, privandola di finti pudori, come un’arma per distruggersi, è rappresentata per ciò che è, un male nascosto – tra le stanze da bagno, dietro una porta chiusa -, e si manifesta come un modo per riempirsi non sentendo così il vuoto che si ha dentro. Quando Diana si sente persa, nel momento in cui percepisce che ciò che ha intorno è falso, che ciò che ha costruito – il matrimonio con Carlo soprattutto – si fonda su una fragile costruzione si rintana prima in cucina, mangiando prelibatezze dalle forme e dai colori meravigliosi, e poi in bagno.

Nessuno si accorge di ciò che le sta accadendo o almeno se ne accorgono veramente solo quando la questione diventa di dominio pubblico, solo quando la gente ne parla; il suo corpo, a poco a poco, si assottiglia sempre più e lei si fa sempre più triste e disperata.

The Crown4_Cinematographe.itLady Diana: il matrimonio

Un matrimonio da favola (così si intitola uno degli episodi della quarta stagione). Tutto accade mercoledì 29 luglio 1981 nella Cattedrale di San Paolo a Londra ma nulla sarà una favola. Diana arriva dubbiosa e ferita già alla prova della cerimonia dopo essersi trovata tra le mani un braccialetto con incisi i nomi inventati – ma che da molto tempo erano diventati di dominio pubblico – con cui Carlo e Camilla si chiamavano per non farsi scoprire. Un matrimonio che prima di essere celebrato si fa una prigione dorata sia per lei che si è distrutta per quell’amore, quella relazione, quella famiglia poco accogliente, sia per lui che ha messo da parte il rapporto con Camilla per la Corona, per la famiglia, per le regole imposte.

Carlo voleva bene per certi versi a Diana, apprezzava la sua delicatezza, la sua bontà, ogni volta in cui si parlano con il cuore in mano sembra che tutto possa rimettersi a posto, ma ci sono troppi non detti, troppe menzogne, troppi silenzi che li allontanano di mese in mese, di anno in anno, sempre di più. Il loro matrimonio diventa ad un certo punto di facciata, una storia d’etichetta e di “corona”, vuoto sotto la superfice: entrambi avevano delle relazioni (Carlo solo quella con Camilla, Diana vari flirt), lui si prendeva gioco della moglie anche quando la crisi sembrava rientrata. Uno dei momenti più drammatici è quello dopo l’incidente del Principe in montagna e la Principessa del Galles, colpita da quell’avvenimento, vuole riprovarci, rimettere a posto i cocci di un vaso ormai in mille pezzi. La scelta di Diana incastra nuovamente Carlo che aveva maturato l’idea di chiedere il divorzio ma di fronte al j’accuse della moglie (di fronte alla Regina cosa di non poco conto) deve fare mille passi indietro e continuare la pantomima.

The Crown 4_Cinematographe.itLady Diana: la moglie e l’amante

Camilla c’è sempre stata tra Diana e Carlo, è stata un fantasma che ha minato il loro rapporto, il loro matrimonio, la loro famiglia. Proprio quando lei la incontra per la prima volta (prima di sposarsi nella serie, dopo la cerimonia nella realtà), durante un pranzo con l’amante di suo marito, capisce di non sapere nulla dell’uomo con cui dividerà il letto. Mentre Camilla conosce luci e ombre del Principe del Galles, Diana conosce solo il suo ruolo sociale, mentre l’altra è pronta a attenuare fragilità e bisogni profondi dell’amante, la moglie è capace solo di innervosire il consorte come poche altre persone al mondo. Dopo quel pranzo, durante il quale Diana è sempre più nervosa e tesa, la giovane vomita tutto ciò che può in modo da provare meno dolore. Si sente tradita, ferita, umiliata. Sa che non può combattere con lei, con l’amore che li lega.

Lei e Carlo sono solo pubblico, Carlo e Camilla sono privato, telefonate fatte di nascoste, incontri in macchina lungo stradine deserte. Mentre i principi del Galles girano il mondo, diventano genitori di William e poi Harry, la loro unione si sta sgretolando, il loro rapporto si fa sempre più sfilacciato.

The Crown4_Cinematographe.itLady Diana: la maternità

Lady Diana è indiscutibilmente madre dei suoi bambini e di tutti quelli a cui porta il suo amore durante gli incontri ufficiali e non. Quando i Principi devono partire per l’Australia lei pretende di portare con sé il suo primogenito, il piccolo William, nato da poco, pretende di non starne troppo lontana durante quell’incontro ufficiale così importante, rappresentando una madre completamente diversa rispetto alle tradizione.

“Come può pensare che io, sua madre, possa stare senza di lui, un secondo, peggio, due settimane? […] Il più grande servizio che io possa rendere alla Corona come Principessa non è essere una piccola moglie mite che segue in giro il grande principe come una bambolina ma essere una madre presente che vive e respira, che cresce questo bambino sperando che questo ragazzo che un giorno sarà Re riesca a conservare qualche traccia di umanità”

Da queste parole si comprende immediatamente che Diana ha un carattere da guerriera quando si tratta dei suoi figli, non vuole essere una moglie mite, una che segue semplicemente il marito, vuole stare al fianco delle sue creature e dar loro l’umanità che nessuno lì sembra avere.

The Crown 4_Cinematographe.itLady Diana: la principessa del popolo

“e credo che le persone lo capiscano che ho sofferto, che vengo trascurata, ignorata”

Uno dei punti che logora il rapporto tra Diana e Carlo è sicuramente l’indole della ragazza di non fare mai un passo indietro (si pensi alla scena in cui per augurare un buon compleanno al marito, calca il palco di un teatro colmo di pubblico, perché lei sostiene di esprimersi meglio attraverso l’arte che con le parole. Carlo in questo ha visto semplicemente il desiderio di stare al centro nel giorno in cui il centro, più di ogni altro giorno, doveva essere lui). Quando il popolo la conosce, la vede sfilare di fronte a loro, salutare, parlare come se si confrontasse con dei simili non con dei sudditi, è amore, lei diventa la stella, non più Carlo che ha da sempre un carattere più remissivo, meno accentratore. In Australia, in giro per il mondo, il suo percorso è destinato a grandi cose, ad entrare nell’Empireo, a diventare un’icona, e per questo il Principe è geloso di lei, non apprezza sua moglie che vuole stare un passo avanti a lui. Ha un complesso di inferiorità nei suoi confronti, bella, divertente, spiritosa.

Nelle varie liti fra i due, la riprende, si arrabbia perché crede di diventare oggetto delle risa altrui.

Carlo: “Ne ho abbastanza sul serio, ti metti a fare le smorfie mentre io cerco di fare il mio lavoro?”

Diana: “Stavo arrossendo, arrossendo per i tuoi complimenti”

Carlo: “Le persone hanno riso di me, mi hanno riso in faccia dopo una settimana in cui mezza Australia mi ha anche fischiato. Io non me lo merito. Doveva essere il mio tour”.

Diana: “Grazie a me le persone sono venute”

Carlo non può dimenticare quell’unica giornata in Australia in cui Diana non si è presentata assieme a lui perché impegnata in un altra manifestazione e il risultato è stato catastrofico. Prima la gente continua a chiedere di lei rattristandosi scoprendo che in quell’occasione la consorte non ci sarebbe stata, poi durante una partita a polo cade miseramente da cavallo scatenando le risa degli spettatori. Un bambino immaturo, un uomo non ancora cresciuto e intanto Diana si distrugge, continua a spegnersi, a rattristarsi, ricerca in quella famiglia difficile qualcuno a cui appoggiarsi ma sembra impossibile (“Far parte di questa famiglia non è stato facile. Nessun aiuto, nessun sostegno. Sono stata gettata nella fossa dei leoni”), arriva addirittura a chiedere aiuto alla Regina.

Da quel dialogo si evince un punto fondamentale: di fronte al pubblico Carlo e Diana sono una coppia, riescono a imbastire uno scampolo di felicità, quando invece sono da soli, nel privato sono distanti, due infelici. Sta proprio lì nell’accettazione che trova al di fuori delle mura che sta l’attimo di felicità di Diana perché come lei stessa dice: “a volte fa stare bene sentirsi apprezzati”. Lo sguardo di Diana si fa sempre più compiaciuto quando inizia a essere seguita dai paparazzi, quando la gente inizia a urlare il suo nome, quando viene corteggiata e amata, un attimo di pace per la principessa triste.

The Crown 4_Cinematographe.itLady Diana: cosa vuol dire essere la principessa ai giorni nostri?

Emma Corrin incarna alla perfezione una giovane Diana che dalla sua casa di campagna arriva nella famiglia reale e nulla è come lei pensa. L’attrice grazie agli abiti, al taglio di capelli, alla sua immagine che copia perfettamente quella della Principessa, porta al pubblico una donna sfaccettata, aggiungendo nel carnet di questa stagione una sfumatura del femminile ancora non toccata. Il suo volto, il suo corpo descrivono luci e ombre di una ragazza convinta di aver dato inizio alla sua favola, invece ha messo in piedi assieme al marito un incubo lungo molti anni, rappresentano le sue contraddizioni e spiegano molto bene, rompendo mille cliché, il percorso della giovane Spencer dalla campagna (il taglio sbarazzino, il maglioncino) alla reggia (i capelli morbidi e perfetti, gli abiti firmati). Se Carlo è puerile, insopportabile, immaturo, un bambino che batte i piedi, non ha il carisma necessario per “comprare” i suoi sudditi, Diana, empatica e luminosa, non viene rappresentata solo come la vittima di un sistema ma anche come colei che ha voluto fortemente diventare Principessa, forse sottovalutando tutto ciò a cui sarebbe andata incontro.

La figura di Diana è inevitabilmente uno spartiacque nella storia della Corona, non ha voluto essere una moglie mite, un passo indietro rispetto al marito, una madre da servizio fotografico e nulla più, essere il suo ruolo ma ha voluto condividere il “palco” col consorte, esserci per i figli, essere semplicemente Diana. Sicuramente la Corona “moderna” non sarebbe la stessa senza di lei e le donne “reali” non sarebbero quello che sono senza l’iconica figura della Principessa che dopo essersi separata ha iniziato un nuovo percorso di libertà, indipendenza, empowerement; e Emma Corrin, nella sua interpretazione, essendo figlia dell’oggi, è in grado di descrivere la parabola di Diana in chiave moderna e pop.

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