Un pontile e un fiume. Quattro ragazzi, l’amore, la scuola, il sesso: crescere. Sembra una storia banale, come tante altro; è questo però, in sintesi, il tema attorno a cui è stata costruita una delle serie tv che ha cambiato il mondo seriale, Dawson’s Creek. Il teen drama, creato da Kevin Williamson (conosciuto all’epoca per Scream e oggi padre di The vampire diaries e di The secret circle, è arrivato nella tv americana il 20 gennaio 1998 e in Italia 2 anni dopo (13 gennaio 2000), facendo innamorare gli adolescenti di tutto il mondo di Joey, Pacey, Dawson e Jen.

Dawson’s Creek racconta l’adolescenza con delicatezza

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Era il 1998 quando Kevin Williamson scriveva il pilota di Dawson’s Creek che ha come protagonista il giovane Dawson Leery (ispirato allo stesso Williamson) con i suoi drammi e i suoi timori; e da lì a poco anche in Italia i ragazzini e le ragazzine correvano a casa per conoscere le storie dei loro quattro beniamini, per conoscere, di episodio in episodio, come si complicano le vicende dei protagonisti.
L’impacciato e cerebrale Dawson, la studiosa e tentennante Joey, la conturbante e ribelle Jen e infine il divertente e scanzonato Pacey che nasconde un animo generoso e romantico. Sono loro con i drammi, le fragilità, le paure a narrare un po’ anche i nostri giorni, le nostre ore, i nostri palpiti. Alla base c’è questo: Dawson Leery (James Van Der Beek) è il classico bravo ragazzo, amante del cinema e con il sogno di diventare un regista, si ritrova catapultato nei primi drammi adolescenziali fatti di amori e delusioni; Joey Potter (Katie Holmes) vicina e migliore amica del protagonista, è da sempre innamorata del giovane Leery; Pacey Witter (Joshua Jackson) migliore amico di Dawson, è scanzonato e sbruffone ma che nasconde una grande sensibilità; Jen Lindley (Michelle Williams) l’ultima arrivata, è andata a vivere dalla nonna dopo essere stata cacciata dai genitori a causa delle sue vicissitudini a New York.
La prima sensazione che si prova nel riguardare oggi le puntate di Dawson’s Creek è un’infinita tenerezza per quei ragazzi – che poi siamo noi – così dolci, spaventati e tesi, colti nei piccoli e grandi problemi del cuore con l’ingenuità del primo rossetto indossato da Joey sul palco di un concorso di bellezza in modo da far accorgere Dawson della sua esistenza, e la delicatezza del coming out di Jake McPhee – nuovo arrivato, assieme alla sorella Andie, in città – che ammette di essere gay attraverso un tema scritto in classe.

I protagonisti di Dawson’s Creek siamo noi stessi

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Tra un compito e un interrogazione, tra un versione di latino e un esercizio di matematica, l’adolescente tipo, parlava dell’amicizia amorosa tra Joey e Dawson, del coming out di Jack, del triangolo Dawson-Joey-Pacey. L’adolescente si rivede in quei giovani colti nel momento della crescita, mentre ci si innamora del migliore amico, si vede nello specchio il corpo cambiare, non si sa chi si è e che cosa si farà da grandi.
Dawson’s Creek ha segnato un’epoca, ha detto alla generazione di fine anni ’90: “Non ti preoccupare, non sei solo; è dura ma passa, passano i dolori e il cuore a poco a poco, anche se spezzato, si ricompone”. L’adolescenza è spesso idealizzata, raccontata come se fosse un’età meravigliosa e speciale, ma quei quattro ragazzi di Capeside mostrano, rispetto ai patinati ragazzi di Beverly Hills, ai giovani di Melrose Place, che quegli anni non sono un paradiso per nessuno, ma piuttosto un limbo in cui spesso ci si ferisce e si cade. Dawson’s Creek però suscita una dolce malinconia per il racconto in sé e per ciò che eravamo; chi non si ricorda l’eccitazione per la puntata della settimana successiva? Avveniva ciò che ora, a causa o grazie alle piattaforme che rilasciano le serie tutte in una volta, interamente, è quasi impensabile: l’attesa, quella che si viveva durante l’uscita dei romanzi a puntate.

Tutto perché Kevin Williamson è in grado di raccontare un gruppo di quindicenni con problemi reali che cercano di risolverli in modo irreale, parlando, riflettendo, razionalizzando, cosa difficile per quell’età. Eppure a ogni spettatore sembrava di essere lì, in quella città che come spesso capita quando sei piccolo ti sembra tutto il mondo – e poi, veramente, Capeside sarebbe potuto essere qualunque altro paese del mondo. È questo è uno dei motivi per cui i liceali del mondo si sono appassionati alle loro esistenze, appropriandosi delle loro vicende.

Dawson’s Creek: un miracolo televisivo che ha fatto innamorare un’intera generazione e non solo

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Prima dell’invasione social, della maturazione accelerata, della globalizzazione, delle possibilità e delle opportunità, Dawson’s Creek ha saputo raccontare un piccolo pezzo di terra fuori dal tempo e dallo spazio, eppure estremamente rivoluzionaria. L’amore tra il primogenito Lerey e la giovane Potter, l’arrivo di Jen Lindley e la sua amicizia con Jack McPhee aprono varchi per riflettere su vari argomenti, sessuali, emotivi, sociali.
La serie è diventata quasi un miracolo televisivo, sociologico e anche artistico. Il pubblico si sente coinvolto dalle vicende familiari, amorose e personali di adolescenti “normali” e questo perché in quelle storie, in un mondo o nell’altro ci si può ritrovare. Dawson’s Creek realizza qualcosa di epocale: i palpiti di Joey che spera di poter iniziare una relazione con il suo amico di sempre, i timori di Dawson che sogna di conoscere Spielberg e di diventare un regista, gli errori di Pacey che a scuola è l’ultimo della classe, a casa disprezzato perché la pecora nera, innamorato della prima della classe, Andie McPhee, e da lei lasciato, sono quelli di tutti. Anche se noi non siamo loro, per un attimo le nostre afflizioni si disperdono, diventano qualcosa di gestibile proprio grazie al fatto che si partecipa a quelle dei personaggi sul piccolo schermo. Così si ha la certezza di non essere soli, pazzi, emarginati o almeno di esserlo tanto quanto i ragazzi di Capeside.

Dawson’s Creek: Joey e Dawson, il racconto della friendzone

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Quello tra Dawson e Joey è un rapporto difficile, complesso che è alla base della serie, e chi non ha vissuto un amore così? Dawson’s Creek ha narrato i tentativi della costruzione di un amore: i due ammettono i loro sentimenti ma non sempre questi ultimi poi riescono a dar vita ad una relazione stabile nella realtà. Pone al centro il cuore frustato, ferito, lacerato, quel muscolo che nell’età giovanile spesso si maltratta. All’adolescente sembra che questo dolore non avrà mai fine e questo capita ai protagonisti. Joey e Dawson sono amici, si amano, si feriscono, si odiano, si allontanano, e alzi la mano chi non è stato protagonista di un tira e molla di questo tipo almeno una volta nella vita. Per loro però non è mai il momento giusto; questo terremoto emotivo inizia con Jen che fa innamorare perdutamente il ragazzotto timido e ingenuo e non avrà mai fine.

Cosa può provare Joey quando viene messa da parte dall’amico storico quando quest’ultimo si innamora della conturbante Jen? Un dolore straziante. Cosa può sentire dentro Dawson quando la sua Joey è attratta da Jack, prima che quest’ultimo si riconoscesse omosessuale? Una lenta agonia. Ma la sofferenza per lui più grande sarà un’altra, la scoperta dell’amore tra Joey e Pacey, la sua migliore amica e il suo migliore amico.

Dawson’s Creek: il triangolo amoroso che segnerà la strada per quelli a venire

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Dawson o Pacey? Pacey o Dawson? Questo è il dubbio di fronte al quale si trova Joey, ed è il quesito di fronte al quale si trova il pubblico. Non è stato tanto complicato per lo spettatore che ha da sempre amato di più il simpatico Witter, intraprendente, simpatico, ribelle a tratti, ma in realtà un dolce ragazzo che desiderava solo essere apprezzato. Questo è stato il tentativo degli sceneggiatori per rendere più interessante la serie che stava vivendo un momento di calo e hanno fatto centro ed è anche il triangolo che assieme a quello di Kelly/Dylan/Brenda darà inizio a molti altri casi nelle serie contemporanee.

Dawson’s Creek arriva anche in questo modo al cuore dei giovani spettatori mettendo ancora una volta in scena i dubbi e le insicurezze dei giovani: non è stato facile per nessuno di loro accettare l’accaduto e neanche ammettere di provare qualcosa per chi prima neppure si prendeva in considerazione. Lo show porta sullo schermo la tensione tra questi tre personaggi: come sarà per loro il futuro? come faranno a guardarsi di nuovo in faccia? Nulla da questo punto in poi sarà più come prima per e tra Joey, Dawson e Pacey.

Dawson’s Creek: il coming out raccontato ai giovani dai giovani

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Una delle tematiche più interessanti è sicuramente quella relativa alla storia di Jack che fa coming out nonostante l’educazione rigida impartita dal genitore. L’ideatore dello show, in quanto scrittore gay, aveva il desiderio di scrivere una trama come questa ma avevo paura che sarebbe stata respinta. Jack in un primo momento entra nello show solo per rompere l’armonia tra Joey e Dawson – non si voleva che fosse odiato per aver distrutto la coppia -, ma poi in un secondo momento per diventare esempio per molti altri giovani come lui che si trovano di fronte a questa scoperta per alcuni difficile da accettare. A Jack non piace Joey, a lui piacciono gli uomini; e l’idea nuova è quella di non ignorare il punto di vista di Joey e la sua reazione: come può reagire una ragazza alla scoperta che il ragazzo di cui si era invaghita è gay?

Il successo di Dawson’s Creek fu dato anche dall’inserimento di tematiche come questa che vengono trattate senza tanti peli sulla lingua. A differenza di altre serie, Dawson’s Creek ha affrontato il tema dell’omosessualità – uno dei primi coming out presente in un teen drama – con una delicatezza che ha sorpreso ed è stata in grado di entrare in profondità nel personaggio. Jack ha il terrore di mostrarsi per ciò che è (lui è uno sportivo) non solo a scuola, con gli amici, ma anche con il padre (per molto tempo infatti il padre e lui taglieranno i rapporti). La serie non si è tirata indietro dimostrando che anche uno show per ragazzi poteva affrontare temi difficili.

Dawson’s Creek: le tematiche importanti trattate dalla serie

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Dawson’s Creek ha “formato” una generazione, ha dato modo a quest’ultima di ritrovarsi in essa, scoprirsi e conoscersi ed è proprio per questo motivo che è stata oggetto anche di critiche (nella tv italiana l’episodio in cui si parlava dell’omosessualità di Jack è stato censurato). Nelle puntate, oltre ai discorsi sul sesso (la relazione di Pacey con la professoressa) e alla costruzione del proprio futuro (ci sarà il momento in cui tutti i protagonisti dovranno decidere l’Università o il lavoro da fare da grandi), non mancano alcool e droga (Jen tenta di dimenticarsi dei suoi problemi bevendo e drogandosi, Jack, durante una profonda crisi universitaria, annega negli alcolici), ma si parla anche della morte (quella terribile di Abbie Morgan e quella straziante di Jen), della malattia mentale che vede come protagonista Andie. La ragazza infatti a seguito della morte del fratello maggiore si ritrova a dover fare i conti con la sua fragile psiche – tanto che verrà allontanata dagli amici e da Pacey e messa in una clinica per aiutarla – cosa che ha in comune con la madre.

Dawson’s Creek è riuscita a creare un mondo in cui confluiscono molte delle emozioni, dei valori, dei momenti e delle tappe più importanti della vita di un giovane e lo ha fatto con intensità e con profondità, nonostante varie siano le stranezze della serie. Lo show è stato talmente importante da essere in grado di unire attorno a sé adepti che hanno palpitato insieme ai suoi protagonisti e che ancora nel 2020 è in grado di farsi apprezzare e amare dai giovani di oggi nonostante le differenze sociali, storiche e culturali questo parla di ciò che tocca ognuno di noi. Chi non vorrebbe come regalo un muro e fare un viaggio in barca con il ragazzo che ama? Chi non desidererebbe avere un’amicizia duratura come quella dei protagonisti? Chi non amerebbe fare ciò che sogna nella vita? Chi non ha pianto lacrime amare durante l’ultimo episodio della serie con cui è cresciuto?

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