Another Life – Stagione 2: la spiegazione del finale della serie TV Netflix

La spiegazione del finale della seconda stagione di Another Life, serie TV dispoinibile su Netflix dal 14 ottobre 2021.

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Another Life è una serie sci-fi nata dalla mente di Aaron Martin e disponibile su Netflix con una stagione 2 (chissà se conclusiva) a partire dal 14 ottobre 2021. La storia è quella di misteriosi manufatti alieni arrivati sulla Terra per opera di una ancor più misteriosa specie, gli Achaia. Salvatori o assassini intergalattici?

Per scoprire qualcosa di più sui visitatori extraterrestri, la nave spaziale Salvare e il suo equipaggio, agli ordini di capitan Niko Breckinridge (Katee Sackhoff), parte in una missione esplorativa/conoscitiva verso l’ignoto. Arrivati al gran finale, che in teoria dovrebbe sciogliere, in tutto o in parte, i principali nodi narrativi ed emotivi del racconto, può essere utile andare a fare un po’ di chiarezza sulle cose più importanti che succedono negli istanti conclusivi di Another Life. Pronti? Tre domande, altrettante risposte. Eccole.

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Another Life – Stagione 2: chi sono davvero gli Achaia?

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ANOTHER LIFE (L to R) JAYR TINACO as ZAYNE PETROSSIAN in episode 210 of ANOTHER LIFE Cr. EIKE SCHROTER/NETFLIX © 2021

Per gran parte della serie, l’identità degli Achaia resta avvolta da una cortina di supposizioni e incertezze. Nel momento in cui i protagonisti hanno modo di conoscere qualcosa in più, la situazione non migliora. Gli Achaia, infatti, sembrano un’evolutissima, ma inafferrabile, specie incorporea. Tutti qui, giusto? Neanche per sogno. Il finale di Another Life ha una sopresa in serbo per i fan.

Da un’analisi biologica di un alieno agonizzante, il medico di bordo della Salvare, il dottor Zayne Petrossian (JayR Tinaco), scopre che… in realtà gli Achaia non esistono più! Il nemico, che ruba il nome a una specie scomparsa, è in realtà una razza di sofisticatissime entità meccaniche, IA più precisamente (intelligenze artificali). Create dalla sventurata razza aliena, come e perché abbiano preso il sopravvento non è chiaro. Due ipotesi. La prima, testimoniata dalla macchina che si presenta a Niko assumendo le sembianze della madre Ava (Kate Vernon), vuole le creature nate per opera degli Achaia stessi nel tentativo di “risolvere i propri pasticci”. Poco credibile.

La seconda ipotesi, molto più interessante, viene ventilata dal team Salvare. E se le creature fossero la causa dell’estinzione degli Achaia? Modellati dagli alieni, mettono a frutto la loro spaventosa capacità di calcolo ed elaborazione portando all’estinzione degli Achaia, che finiscono per rimpiazzare senza troppi scrupoli. Una soluzione di sceneggiatura notevole, che purtroppo Another Life non sfrutta fino in fondo. La risonanza filosofica con uno dei grandi temi della serie, l’umanità agli sgoccioli a causa di un’avida  e incontrollata devastazione ambientale, avrebbe dato maggior profondità al finale, e aperto le porte a un’eventuale terza stagione.

Another Life – Stagione 2: gli Achaia hanno davvero buone intenzioni?

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ANOTHER LIFE (L to R) SAMUEL ANDERSON as WILLIAM in episode 203 of ANOTHER LIFE Cr. EIKE SCHROTER/NETFLIX © 2021

Certo che no, era chiaro fin dall’inizio. Pure, Another Life ha sempre giocherellato in modo ambiguo con la proposta che gli Achaia fanno ai terrestri, noi rigeneriamo l’integrità ecologica del vostro pianeta, voi non vi muovete dal Sistema Solare. Con il finale di serie, gli Achaia si rivelano per quello che sono, in maniera parecchio brutale. Altro che ambientalismo e negoziati. Vogliono farci fuori tutti.

In risposta alla distruzione di una postazione Achaia per opera della Salvare e di una bomba ai neutrini, gli alieni tornano sulla Terra in forze. Un’armata, pronta all’invasione e a dettare condizioni pesantissime. Le illustra Seth Gage (Dillon Casey), “portavoce” Achaia sul pianeta. Permettere agli alieni di depositare sulla Terra un numero impressionante di Manufatti. Accogliere i doni portati dai visitatori, impianti cerebrali che trasformano il destinatario in uno schiavo psicotico. Distruggere la Salvare e la bomba a neutrini, magari schiantandoli contro il Sole.

Per confermare la serietà delle proposte, gli Achaia fanno detonare la testa del malcapitato Seth e impongono un ultimatum soffocante. Prendere o lasciare, ma la Terra ha solo 24 ore per decidere il proprio destino. L’imperialismo intergalattico non è molto diverso da quello autoctono. Umanità nel panico, ma il team Salvare, grazie al genio intangibile dell’IA di bordo, William (Samuel Anderson), ha pronto un piano.

Another Life – Stagione 2:  cosa succede nel finale? La spiegazione della serie Netflix

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Dopo aver trascorso due stagioni nello spazio a fronteggiare l’ignoto, era plausibile immaginarsi che, una volta tornata a casa, Niko (Katee Sackhoff) avrebbe scelto di godersi la vita in famiglia col marito Erik (Justin Chatwin) e la figlia Jana (Lina Renna). Neanche per sogno, la minaccia Achaia impone un ultimo sacrificio, stavolta con poche possibilità di sopravvivenza. Si tratta del piano escogitato per risolvere la partita con gli invasori una volta per tutte.

Il piano è il fulcro del finale di Another Life. In breve, l’idea è di impiantare un virus informatico all’interno dell’impianto del sonno somatico (il sonno spaziale degli astronauti) di uno dei membri della Salvare. Da qui il prescelto dovrebbe accettare di farsi possedere dall’Achaia catturato nello spazio, quello grazie al quale il dottor Zayne ha colto l’incredibile verità sulle creature, contaminarlo con il virus, penetrare nel Manufatto per liberare la macchina infetta e, da lì, scatenare un contagio generalizzato e assassino. Resta solo da chiarire: chi si offre volontario?

Cas (Elizabeth Ludlow), secondo in comando della nave, chiede di essere considerata per la missione. Niente da fare, ci pensa Niko. La cosa soprendente è che, nonostante l’oggettiva difficoltà del progetto, il successo è totale. Niko accoglie l’Achaia, lo infetta (nel mentre trova anche  il modo di risolvere un paio di nodi edipici), si porta all’interno del Manufatto e libera la bomba virale. Addio al Manufatto, gli Achaia fuggono terrorizzati dalla Terra, un po’ ovunque si aprono wormholes per mezzo dei quali civiltà aliene sconosciute ringraziano i terrestri per il buon esito dell’operazione. Gli Achaia, a quanto pare, erano un problema generalizzato. Liquidata la minaccia, (ma sarà davvero così?), parte una nuova, grande stagione di esplorazioni intergalattiche. Questa volta nel segno dell’amicizia. Se siamo di fronte alla fine di qualcosa o all’inizio di qualcos’altro, lo decideranno le visualizzazioni della serie e la volontà imperscrutabile di Netflix. Per ora, Another Life si conclude. Niente Achaia all’orizzonte.

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