3% stagione tre spiegazione del finale cinematographe.it

Questioni irrisolte e scenari in sospeso per prepararci ad una vibrante risoluzione dei conti. La stagione tre punta alla tensione crescente e riesce nei propri intenti. Una narrazione che verte sui caratteri flebili di personaggi che rischiano in molte occasioni di rimanere isolati e cacciati nell’Entroterra, quartiere estremamente povero e senza possibilità di salvezza. I conflitti regnano ora più che mai nella terza stagione, con una causa che perde di definizione e un’istinto di sopravvivenza divenuto unico linguaggio comprensibile nel mondo di 3%.

ATTENZIONE: L’articolo contiene SPOILER sulla terza stagione di 3%.

3 por cento: due fazioni in lotta nella serie Netflix

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Protagoniste assolute della terza stagione sono Michele, a capo di un nuovo movimento che inneggia alla convivenza pacifica all’interno della Conchiglia, struttura molto distante dalle ambientazioni ritratte nelle precedenti stagioni, e Marcela, un membro della rispettata famiglia Alvarez ora al comando del Processo. 3% riesce abilmente a scavare all’interno della psiche di questi personaggi e renderle potenzialmente fragili. Vengono mosse da intenzioni apparentemente buone ma rischiano di compromettere la stabilità e l’equilibrio di ciò che hanno costruito.

Michele deve fare subito i conti con una tempesta di sabbia che mette in serio pericolo le fondamenta della Conchiglia. Alla base dello show si evidenzia il tipo di atteggiamento da assumere quando si ha tanto da perdere in termini di cibo, vivande, protezione e alloggi. Lei cerca di contenere la situazione e far prevalere il lato razionale della sua persona, ma finisce per stabilire un nuovo ordine dittatoriale con potenziali candidati meritevoli di occupare il posto di una struttura ormai sovraffollata.

Marcela invece si occupa di sradicare le ideologie degli oppositori, con il Processo da mantenere in funzione e senza intoppi. Per mettere a punto questo piano, cerca di preparare al meglio figure di infiltrati sotto copertura, capaci di mimetizzarsi e confondersi fra la folla. Gloria e Rafael, da semplici ribelli desiderosi di combattere e far valere i propri principi, si rivelano delle minacce interne in grado di mettere a repentaglio gli obiettivi stabiliti da Michele.

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3%: nulla è quel che sembra nella serie Netflix

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Si lavora ancora per sottrazione in fase di scrittura dei personaggi, si cerca di porre l’accento sugli aspetti stereotipati dei singoli per poi esporre gradualmente le loro reali intenzioni. Con Michele, Rafael, Marco e Joana all’interno della Conchiglia, i realizzatori della serie li costringono a confrontarsi in uno spazio ristretto. Rafael viene dipinto come un elemento estraneo al gruppo, incapace di relazionarsi con gli abitanti della Conchiglia. Un ragazzo che aveva abbracciato la Causa contro il Processo, ritrovatosi solo e con un fratello al seguito da accudire. Nel finale vi è un completo ribaltamento del personaggio: si rivela essere la causa dell’incidente avvenuto a inizio stagione. Il danno irreparabile alla Conchiglia che ha spinto Michele ad assumere totalmente le sembianze di Ezequiel, attuando un Processo aggiornato e necessario per la ricostruzione della struttura, è stato compiuto dal più insospettabile dei ragazzi.

Controllato in via remota e tramite un congegno impiantato nell’orecchio, Rafael diventa il burattino di Marcela. Un’idea alternativa alla vita nell’Entroterra o nell’Offshore non è assolutamente contemplata. Bisogna ricorrere a soluzioni drastiche per eliminare gli avversari e la maniera migliore per abbattere le mura della Conchiglia è piantare dei semi avariati al suo interno. Ottima la svolta effettuata, che va rafforzando ulteriormente l’aspetto più riuscito dello show: la delineazione di volti ambigui e di personalità scomposte. La forza di volontà di Michele, che riprende il controllo del gruppo e sceglie di tenersi ancora più stretti i potenziali nemici, emerge e prepara le basi per un eventuale quarta stagione.

Gloria, da aspirante prescelta pronta a vivere la vita nell’Offshore nella seconda stagione, si trasforma in alleata fondamentale per Marcela. Una serva del Processo che si adatta alle dinamiche del gruppo di Michele. Pende dalle labbra di Marcela perchè le è stata promessa una seconda possibilità di realizzarsi ed essere felice lontana dagli stenti e dai sacrifici estremi. Un personaggio molto fragile viene raffigurato in questa stagione: Gloria è una ragazzina insicura, che ancora non ha visualizzato le sue reali doti di combattente e guida in grado di condurre i bisognosi e gli emarginati alla rivolta e verso un futuro migliore. Dopo essersi accorta del grande disegno di Marcela (con quest’ultima intenzionata a conquistare la Conchiglia per il proprio tornaconto personale), Gloria si unisce alla causa di Michele e degli altri protagonisti.

3 por cento: prepararsi alla quarta (e potenziale ultima) stagione nella serie Netflix

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Troviamo riuniti e senza più incomprensioni a scardinare gli equilibri del gruppo Michele, Marco, Rafael, Joana e Gloria. Sono pronti ad unire le forze per contrastare le truppe del Processo tenendo in custodia Marcela, imprigionata nelle stanze più remote della Conchiglia. Le premesse sono state impostate per una quarta stagione che si preannuncia ricca d’azione. Le fazioni sono ora ottimamente definite: da una parte i rivoltosi stanchi di combattere per garantirsi un futuro sicuro e pacifico, dall’altra le forze dell’ordine del Processo.

La terza stagione si distingue per aver proposto un’unica ambientazione (la Conchiglia) e per aver messo in risalto personaggi all’apparenza innocui ma in realtà capaci di tener testa alle situazioni più concitate e ricolme di tensione. Un prodotto compatto, serrato all’occorrenza, che sa come tenere sulle spine lo spettatore ormai pienamente coinvolto nelle vicende che riguardano le prospettive e i desideri di giovani ragazzi segnati da eventi sconvolgenti. Non ci resta che attendere l’annuncio della quarta stagione. Impossibile a questo punto dello show fermare la produzione e chiudere gli archi narrativi in maniera forzata.

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