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La presenza longeva del personaggio dell’ispettore Coliandro sulla scena televisiva nazionale, in cui ha debuttato, ragazzo, nel 2006, e a cui torna, uomo fatto e finito, mercoledì 14 novembre 2018 per la settimana stagione complessiva e terza del capitolo L’Ispettore Coliandro – Il ritorno, è tutto merito di quattro eccellenze, ciascuna nel suo campo, dello story-telling nostrano: il creatore, quel Carlo Lucarelli che ha riscritto la storia del noir italiano; i due registi, i Manetti Bros, con il loro stile anti-intellettualistico e sensibile al grottesco, indebitato tanto con il cinema di genere quanto con l’immaginario pop; l’attore protagonista, Giampaolo Morelli, che negli anni ha dato anima e corpo (chissà anche di più) a Coliandro.

L’ispettore Coliandro 7 quando va in onda e dove vederla?

La nuova stagione della fiction va in onda a partire da mercoledì 14 novembre al 12 dicembre 2018 su Rai 2 e su RaiPlay, il servizio streaming della Rai in cui è possibile vedere anche le stagioni precedenti.

L’ispettore Coliandro 7 – anticipazioni e trama della nuova stagione

Ritroviamo dunque Coliandro, nel primo episodio di questa nuova stagione attesissima – che vedrà la partecipazione, tra gli altri, di guest star d’eccezione come Iva Zanicchi (nella parte di una cattivissima boss lady), Serena Rossi, Claudia Gerini, Guè Pequeno, Francesco Pannofino e Gianmarco Tognazzi – alle prese con la Yakuza, la temibile organizzazione mafiosa nipponica. Come da topica consolidata, Coliandro viene contattato da Kayo, una giovane dottoranda giapponese in Storia dell’Arte, suo malgrado testimone oculare di un omicidio: la ragazza gli chiede aiuto e Coliandro, lusingato dalla richiesta di protezione, finisce, come gli capita ogni volta, per innamorarsene. Salvo poi, nel suo anelito d’eroismo romantico, infilarsi in un intricato groviglio criminale che dal Sol Levante si è dipanato sino a Bologna.

Giampaolo Morelli: ecco chi è Coliandro, il poliziotto ‘normo-dotato’ che piace a tutti

Antieroe contemporaneo con l’insicurezza di un Millenial e la goffaggine tecnologica di un uomo d’altri tempi, Coliandro è come un Don Chisciotte nutrito di immaginario poliziesco machista – l’ispettore Callahan, il duro per eccellenza, è il suo modello supremo – che lo inebria e a cui desidera aderire, senza, però, riuscirci mai. Lo scollamento tra ideale e reale è un tratto della sua personalità bonaria, ma attirata smodatamente, con una passione e abnegazioni assolute, per ciò che più le è distante: la violenza e il male, i codici del linguaggio criminale e le sue sottili seduzioni.

Se la detective story classica, da Sherlock Holmes in poi, s’incardina sul genio dell’investigatore, figura dotata di eccezionali capacità intellettuali e deduttive, L’Ispettore Coliandro mette al centro del suo racconto filmico l’uomo normale, in possesso di un’intelligenza assai modesta e ostaggio del luogo comune. Questo ragazzo candido come la neve, spesso umiliato e demansionato dai suoi capi, eppure fedelissimo al suo ruolo di poliziotto ed eternamente affascinato dalle trame oscure prodotte dalle umane perversioni, piace tanto proprio perché non è illuminato, ma vive tutto un po’ senza pensare, così come gli viene. E in amore, da tenero loser qual è, s’illude ogni volta, senza imparare mai la lezione, di aver trovato quella giusta.

Bologna, altra grande protagonista della serie

Ma, forse, non può esserci amore più grande per Coliandro che quello per la sua vita da sbirro di provincia, condotta in un posto che dice di odiare e in cui vive ai margini, in uno sgangherato appartamento della periferia cittadina abitata soprattutto dalla comunità cinese. Altra protagonista indiscussa della serie è, infatti, Bologna, una città che, sul piccolo schermo, i Manetti Bros rappresentano multi-etnica e, più che gaudente, cupa, a tratti decadente e anarchica, con un sottobosco che pullula di ogni genere di depravazione. Da un’indagine StageUp e Ipsos sull’impatto della serie sull’attrattività turistica del capoluogo emiliano è emerso, di recente, che circa quattro degli undici milioni di spettatori anche occasionali della serie visiterebbero Bologna solo perché è lì che l’irresistibile Coliandro combatte indefessamente il crimine. Il personaggio uscito dalla penna di Lucarelli si è fatto grande e, oltre ad icona, è oggi diventato, come nel suo stile del tutto inconsapevolmente, anche sponsor turistico.

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