Il nostro generale e le polemiche di Maurizio Gasparri per la fiction su Dalla Chiesa: “È una vergogna”

Il senatore di Forza Italia è intervenuto sulla decisione dell'emittente di rinviare la miniserie.

Il nostro generale è la nuova miniserie di 4 puntate interamente dedicata alla figura del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, morto nel 1982 nell’attentato di Via Carini a Palermo insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo. L’uomo, che nel 1982 era stato nominato prefetto di Palermo con l’incarico di contrastare i piani di Cosa Nostra, è stato ucciso poco tempo dopo. Una memoria che è stata onorata, nel 2007, con un’altra opera a puntate, Il generale Dalla Chiesa con Giancarlo Giannini ad interpretare il Generale. Oltre a questo prodotto, questa importante figura storica è apparsa anche in altre serie in modo secondario, come ne Il capo dei capi (2007), ma anche in alcuni lungometraggi come Cento giorni a Palermo (1984), Placido Rizzotto (2000) e La mafia uccide solo d’estate (2013).

Il nostro generale vede Sergio Castellitto interpretare Carlo Alberto dalla Chiesa

Il nostro generale - Cinematographe

Inizialmente era previsto che la miniserie Il nostro generale, che vede come protagonista Sergio Castellitto, andasse in onda a partire dall’11 settembre, data vicina al 3 settembre, quando ricorre l’anniversario della morte di Carlo Alberto della Chiesa. Sembra però che in Rai ci siano stati stravolgimenti notevoli visto e considerato che l’opera è stata rimandata a causa della candidatura della figlia del prefetto italiano, Rita dalla Chiesa, come capolista di Forza Italia nel seggio di Molfetta Bari. Ciò, per par condicio, avrebbe portato i vertici di Viale Mazzini a spostare la data di rilascio.

Mentre Rita dalla Chiesa non ha ancora rilasciato dichiarazioni, a scagliarsi con questa decisione di rinvio de Il nostro generale è intervenuto il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, come riportato da Il Corriere della Sera. Il politico ha manifestato tutta la sua indignazione sottolineando che un tributo di questo tipo, dedicato ad una figura così importante del nostro paese, è superiore a qualsiasi pretesto elettorale. Gasparri ha così concluso:

Non vorremmo che analoghi pretesti fossero utilizzati per cerimonie militari e civili dedicate al doveroso omaggio in tutta Italia alla memoria del Generale Dalla Chiesa che è stato in prima linea tutta la vita contro la mafia, la criminalità e il terrorismo. Il quarantennale ricade appunto a settembre ed eliminare questo ricordo sarebbe veramente un’offesa non solo alla memoria di Dalla Chiesa e di sua moglie, ma ai valori della legalità che trovano in questo protagonista della storia italiana un simbolo imperituro.

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