Pretty Woman: 10 incredibili curiosità sull’iconica commedia romantica con Julia Roberts

Pretty Woman, uscito inItalia il 14 luglio del 1990, è l'indimenticabile commedia romantica con protagonisti Julia Roberts e Richard Gere.

Ha guadagnato quasi mezzo miliardo di dollari al botteghino, ha ottenuto una nomination ai premi Oscar del 1991, ha contribuito a portare in auge un certo tipo di commedia romantica, replicata ancora oggi. 
Stiamo ovviamente parlando di Pretty Woman, iconica romantic comedy diretta da Garry Marshall e distribuita per la prima volta in Italia il 14 luglio del 1990.     
La pellicola, ancora amatissima dal pubblico, nasconde molti aspetti affascinanti dietro il suo successo.  
Ecco a voi 10 incredibili curiosità sul classico intramontabile Pretty Woman.

1. Il cast avrebbe potuto essere molto diverso

Pretty Woman: 10 incredibili curiosità sull’iconica commedia romantica con Julia Roberts

È difficile da credere ma Richard Gere non fu la prima scelta per interpretare la parte del miliardario Edward Lewis. Il ruolo era infatti stato originariamente offerto a star di calibro, tra cui Al Pacino e Daniel Day-Lewis, che tuttavia declinarono, lasciando il via libera a Gere di entrare nel cast come protagonista maschile.    
Per quanto riguarda la vera stella del film, Vivian Ward, il discorso non è molto diverso. L’allora ventunenne Julia Roberts non era la candidata ideale per il regista Garry Marshall che, prima di scritturare l’ormai amatissima diva di Hollywood, aveva considerato per la parte Meg Ryan, Michelle Pfeiffer, Jennifer Jason Leigh, Diane Lane e – pensate un po’ – Valeria Golino!

2. Richard Gere sa davvero suonare il piano

Probabilmente molti di voi ricorderanno la celebre e bollente sequenza del film girata su un pianoforte. Ebbene, vi farà piacere sapere che Richard Gere non solo non ha avuto bisogno di controfigure per suonare il piano, essendo un abile musicista, ma ha addirittura composto lui stesso il brano che il suo personaggio si diletta a suonare in quella celebre scena.      
Gere ha messo il suo talento musicale a servizio del cinema anche in altre pellicole: Se scappi ti sposo (1999), Chicago (2002) e Io non sono qui (2007).

3. Pretty Woman: una storia molto più drammatica

Pretty Woman: 10 incredibili curiosità sull’iconica commedia romantica con Julia Roberts

Nella prima bozza la sceneggiatura conteneva elementi narrativi molto più drammatici. Ad esempio, Vivian avrebbe dovuto avere una forte dipendenza dalla cocaina. A tal proposito, originariamente parte del suo accordo con Edward prevedeva che la donna non facesse uso di droghe per una settimana. Tuttavia, i produttori considerarono questo aspetto della vita di Vivian troppo drammatico e poco in linea con il personaggio. Così decisero di eliminarlo dalla sceneggiatura.

4. La scena più celebre di Pretty Woman è improvvisata

Pretty Woman: 10 incredibili curiosità sull’iconica commedia romantica con Julia Roberts

L’incantevole scena in cui Edward – ammaliato dalla bellezza di Vivian con indosso il suo fiammeggiante abito rosso – porge alla protagonista un’elegantissima e costosissima collana in occasione di una serata a teatro, sarebbe dovuta essere leggermente diversa. Nello script non era previsto infatti che il signor Lewis schiacciasse per gioco le dita dell’amata dentro la custodia del gioiello. Fu Richard Gere a rendere indimenticabile quella scena, improvvisando un piccolo scherzo ai danni della collega Julia Roberts. Infatti, a detta di Marshall, la Roberts durante quel giorno delle riprese si sentiva giù di morale, così il collega decise di migliorare il suo umore cercando di farla ridere con un piccolo scherzo.

5. L’iconico abito rosso originariamente non era… rosso

Un cambio di outfit dell’ultimo minuto ha contribuito a rendere Pretty Woman il film che conosciamo e amiamo ancora oggi. L’iconico abito rosso che Vivian indossa in occasione dell’Opera originariamente doveva essere molto più scuro, sui toni del nero. Fu la costumista del film, Marilyn Vance, a porre dei dubbi in merito al colore del vestito. Così, dopo molti scatti di prova e tre diverse creazioni – tra cui una variante rosa – il rosso caldo, molto più adatto all’incarnano di Julia Roberts, vinse la battaglia, e fece la storia del cinema.

6. L’errore di continuità durante la colazione

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Ai fan di Pretty Woman non sarà sfuggito un errore di continuità presente nella scena in cui Vivian è impegnata a fare una succulenta colazione in hotel, mentre interroga Edward riguardo il suo lavoro e la sua vita privata. Se in un primo momento vediamo la ragazza intenta a gustarsi un delizioso croissant, nell’inquadratura successiva addenta invece un morbido pancake.

7. Julia Roberts non è nel poster ufficiale di Pretty Woman

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Il poster ufficiale del film è probabilmente uno dei più celebri nella storia del cinema. Julia Roberts con indosso una minigonna e un top rosa mentre attrae a sé Richard Gere, trattenendolo per la cravatta.      
Ebbene, la donna che vediamo nella copertina ufficiale di Pretty Woman non è la Roberts, o meglio, non del tutto. La celebre attrice di Hollywood scelse infatti di utilizzare una controfigura, Shelley Michelle, per poi sovrapporre il suo volto a quello della modella solo in un secondo momento.

8. Richard Gere non è un fan del film

Richard Gere durante un’intervista nel 2012 ha raccontato di non essere un fan di Pretty Woman, confessando che il film di Marshall è probabilmente quello di cui va meno fiero in tutta la sua carriera, considerandolo semplicemente “una stupida commedia romantica”. L’aperta ostilità nei confronti della pellicola non ha tuttavia impedito a Gere di prendere parte all’evento stampa svoltosi nel 2015 in occasione del 25esimo anniversario del film.

9. La critica cinematografica non fu gentile con Marshall

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Anche se è ormai considerato un classico hollywoodiano, quando nel 1990 Pretty Woman uscì per la prima volta nei cinema statunitensi, la critica lo accolse in maniera piuttosto tiepida, se non addirittura astiosa. Ad esempio, Entertainment Weekly definì la pellicola “lenta, seria e priva di ritmo”. Ci sono voluti diversi anni prima che il film venisse incoronato un classico senza tempo.

10. Pretty Woman: Julia Roberts convinse Richard Gere ad accettare la parte con un post-it

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Gere non era affatto convinto di voler prendere parte al progetto. Nonostante durante i provini la chimica tra lui e la Roberts fosse palpabile, qualcosa lo frenava. Si racconta che, proprio mentre l’attore era al telefono pronto a declinare l’offerta, Julia consegnò al collega un post-it con su scritto un’unica frase: “Ti prego, dì di sì”. La semplicità del gesto della determinata e intraprendente collega convinse infine Richard ad accettare la parte. E il resto è storia.