BoJack Horseman – Stagione 5: recensione della serie animata

Netflix riaccoglie per la quinta volta BoJack, il suo figlio prediletto, per regalarci una delle stagioni televisive più belle dell'ultimo decennio.

Il 14 Settembre è sbarcata sul catalogo Netflix la quinta stagione televisiva di BoJack Horseman, ormai un appuntamento irrinunciabile per tutto gli appassionati di serie tv. La concorrenza negli ultimi anni si è fatta sempre più accesa sul fronte dei prodotti seriali di animazione, vista l’uscita di capolavori come Rick & Morty e Adventure Time (per citare i due nomi più pesanti) e il ritorno in scena di sua maestà Matt Groening con Disincanto, ma l’uomo cavallo di Raphael Bob-Waksberg è sempre riuscito a ritagliarsi il suo personalissimo spazio.

Bojack Horseman Cinematographe.it

La quinta stagione non solo lo conferma tra il gota dei prodotti televisivi, ma si spinge oltre, regalandoci una trama di una complessità e una cura maestosa, condita da dei picchi di scrittura qualitativamente straordinari e alcuni episodi indimenticabili.

BoJack Horseman: Philbert e BoJack

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Sono ufficialmente aperti i battenti su Philbert, la nuova serie televisiva streaming prodotta da WhatTimeIsItRightNow.com, un’azienda che si occupa delle creazioni di contenuti digitali, di DVD e anche di fornire l’ora giusta (appunto) a tutti i suoi utenti.

BoJack è Philbert, il protagonista della serie, affiancato da Gina, “giovane” attrice di quasi 40 anni con la quale il nostro eroe non tarda ad avere una relazione disfunzionale, tanto per cambiare. Questo sarà solo il primo passo che porterà la già complicata vita di BoJack ad intrecciarsi con uno sceneggiato televisivo oscuro e drammatico (in pieno stile True Detective). Philbert nasconde dei terribili segreti sepolti nel suo passato e si muove su un set identico alla casa di Bojack.

L’equilibrio precario dell’attore collasserà definitivamente su se stesso man mano che la produzione dello sceneggiato prosegue, portandolo a prendere la prima decisione umana della sua vita.

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BoJack Horseman: un intreccio corale geniale e complesso come mai prima d’ora

Accanto alle vicende personali di BoJack, come da tradizione, ci sono le storie di Todd, Diane, Mr. Peanutbutter e Princess Carolyn. Il primo dovrà fare i conti con la sua vita emotiva e, nello specifico, su cosa voglia dire vivere il rapporto con il femminile da asessuato e come gestire le responsabilità.

La coppia più famosa di Hollywoo scoppia e, mentre Diane cerca di ritrovare se stessa, il cane giallo eternamente bambino troverà una nuova fiamma in Pickle, la giovane cameriera dell’Elefante. Infine la gattina rosa più stressata della tv sarà costretta a fare i conti con il suo passato per compiere il passo più importante della sua vita. Le storie si intrecciano tra loro e approfondiscono i vari aspetti dei protagonisti come mai prima d’ora, fino a confluire nella figura di BoJack, vero fulcro della narrazione.

Da sottolineare (una volta di più, una volta ancora) lo straordinario talento dei doppiatori classici Will Arnett, Amy Sedaris, Alison Brie, Paul F. Tompkins e Aaron Paul e delle guest stars, in primis Rami Malek.

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BoJack Horseman: il quadro decadente della Hollywood contemporanea

BoJack Horseman è una serie sugli abissi dell’animo umano, ma riserva gran parte della sua narrazione sulla critica della mentalità di Hollywood e del fagocitante, cinico e sanguinoso mondo dello spettacolo.

Se nella stagione precedente è stata inserita una feroce parodia politica, questa quinta osa ancora di più, mettendo nel mirino il movimento #MeToo e criticando l’intero caso delle molestie sessuali.

Gli autori compiono uno stupefacente capolavoro, enfatizzando senza mezzi termini l’incredibile ipocrisia intorno agli scandali del mondo dello spettacolo. Non tradendo mai il suo linguaggio, la sua filosofia e il suo spirito, BoJack Horseman riesce a comunicare i punti deboli e i paradossi del movimento femminista e smonta passo passo tutti i dibattiti e le tavole rotonde riguardo la moralità degli abusi sul set.

Uno sceneggiato talmente autoironico, spiazzante, dissacrante e inattaccabile da far impallidire qualsiasi tribunalino di fan, utenti social, giornalisti o opinionisti.

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BoJack Horseman: “Dici che vuoi stare meglio, ma non sai come fare.”

Nel mondo di BoJack tutto è precipitato. L’inizio è stata la morte di Herb, ma la vicenda con la figlia di Charlotte è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Da lì la triste vicenda legata a Sarah Lynn, il ritorno in scena della madre Beatrice e la scoperta di avere una sorella, sono stati eventi capitati già ben oltre la soglia di sopportazione dell’uomo cavallo.

Dopo aver a lungo raccontato la sua infanzia, la quinta stagione fa un passo avanti. Come riuscire a vivere ora? Come andare avanti quando si è troppo oltre? Quando si è fatta ogni scelta sbagliata possibile per evitare di fare i conti con se stessi?

BoJack interpreta Philbert, un uomo che ha ucciso la propria moglie. BoJack diventa Philbert, inevitabilmente. Forse il suo inconscio trova questo modo per arrivare a toccare il fondo, forse il monologo delirante che copre tutta la sesta puntata (un capolavoro emozionante, toccante e disturbante e una prova superlativa di Will Arnett) voleva avvertire lo spettatore che oramai si è arrivati, non si può più attendere. BoJack è tornato gente, ma è da guardare con cautela.

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Regia - 3.5
Sceneggiatura - 5
Fotografia - 3.5
Recitazione - 5
Sonoro - 4
Emozione - 5

4.3

Tags: Netflix