Kedi – La città dei gatti: recensione del documentario di Ceyda Torun

Kedi - La città dei gatti è una vera e propria dichiarazione d'amore a Istanbul, città dalle mille anime e dai tratti chiaramente felini.

Ceyda Torun ha lasciato Istanbul quando era poco più di una bambina, all’età di undici anni. A sua detta la sua infanzia sarebbe stata molto più solitaria se a farle compagnia non ci fossero stati proprio loro: i gatti di Instanbul.
Questa è l’anima di un piccolo gioiellino, un documentario che è una vera e propria dichiarazione d’amore a una città dalle mille anime, di cui una ha tratti chiaramente felini.
Nessun amante dei gatti può permettersi di perdere Kedi – La città dei gatti, che resta comunque un documentario assolutamente godibile anche per chi non ha particolare stima per i felini. Attraverso sette diverse story line viene tratteggiata così bene l’essenza dell’essere gatto che perfino chi non li ama, forse, può avere l’occasione di capire qualcosa in più sulla loro complessa e affascinantissima natura.

Kedi – La città dei gatti: una lettera d’amore a Istanbul e ai suoi gatti

Spero che questo film faccia sentire lo spettatore come se gli si fosse posato un gatto sulle ginocchia inaspettatamente, facendo le fusa, costringendolo – perché impossibilitato a muoversi senza lasciar andare quella morbidezza – a pensare alle cose a cui non ha il tempo di pensare normalmente.

La regista ha assolutamente centrato il suo obiettivo, per 70 minuti sarete completamente immersi nell’atmosfera magica della metropoli turca, vi perderete fra i vicoli e le strade inseguendo guide d’eccezione, presenti nella città da sempre, spettatori di nascita e caduta di diversi imperi. Sì, perché ad Istanbul i gatti hanno sempre avuto un ruolo speciale. Vivono in bilico fra la vita di strada e quella domestica, raramente eleggono un unico “padrone”, magari si scelgono un rifugio dove ritirarsi di notte, ma è la città stessa, con tutti i suoi abitanti, a prendersi cura di loro. E attraverso i loro occhi lo spettatore vive la città e ha l’occasione unica di entrare a contatto con le storie di diverse persone che per diverse ragioni, chi per scelta e chi perché è stato scelto, hanno stabilito un rapporto speciale e privilegiato con i felini della città.

Kedi – La città dei gatti: una regia encomiabile

Kedi - La città dei gatti Cinematographe.it
Al di là del soggetto, che comunque ha del magico, dal punto di vista tecnico questo documentario è assolutamente perfetto. La colonna sonora è splendida e vibrante, dona completezza all’opera di ricostruzione dell’atmosfera della città e accompagna ogni scena in maniera sublime.Instanbul è una città dai tratti magici e misteriosi e la sua eleganza e dignità ricorda moltissimo quella di un felino. Tratti che si rifelttono perfettamente nella fotografia e nel montaggio.

Ma una nota speciale va data alla regia. Nel corso della visione vi chiederete spesso come è stato possibile catturare alcuni attimi della quotidianità di questi volubili animali. Complice utilissima è stata la natura vanesia dei gatti che si sono dimostrati fin da subito amanti dell’obbiettivo. Ma oltre a questo i filmmaker si sono veramente ingegnati per riuscire a seguire i gatti nella loro routine: è stato messo in atto un vero e proprio pedinamento felino e le riprese sono state effettuate grazie a droni che seguivano gli spostamenti verticali dei gatti, così come “macchine fotografiche per gatti” che permettevano riprese da terra sono servite a seguire gli spostamenti orizzontali su alberi e tetti. Anche gli abitanti stessi della città si sono dimostrati alleati fondamentali, comunicando l’arrivo e gli spostamenti dei loro amici a quattro zampe alla troupe. Un fantastico lavoro di squadra che ha dato vita a un prodotto veramente eccellente in cui ogni singolo strumento è perfettamente accordato per suonare le corde del cuore di tutti coloro che amano questi magici animali.

Il film è nelle sale dal 22 maggio con Wanted Cinema.

Regia - 5
Sceneggiatura - 4
Fotografia - 4
Sonoro - 4
Emozione - 5

4.4