The Living And The Dead – recensione series premiere

Se c’è una cosa che la BBC sa fare ad occhi chiusi è creare miniserie di successo. Luther, Poldark, Doctor Foster, From Darkness, sono solo alcune delle miniserie (caratterizzate da una o più stagioni) più riuscite del network britannico per eccellenza. Con The Living And The Dead la formula vincente BBC non è da meno, anzi, si pone all’avanguardia come primo prodotto televisivo a voler imitare il gigante del momento, Netflix.

The Living And The Dead, miniserie di sei episodi, è infatti già completamente disponibile su BBC iPlayer e viene comunque mandata in onda sul primo canale settimanalmente. Creata da Ashley Pharoah e Matthew Graham, racconta in chiave horror-drama le vicende dei coniugi Appleby, Nathan (Colin Morgan) e Charlotte (Charlotte Spencer). Psicologo lui e fotografa lei, lasciano la città e si stabiliscono nella casa di famiglia dell’uomo successivamente alla perdita di sua madre. La coppia dedita a portare avanti l’eredità familiare e i lavori nei campi, vede nella vita in campagna quella ricerca di una felicità ancora non raggiunta. Charlotte è la seconda moglie di Nathan e vede in questa nuova vita l’opportunità di alleggerire il peso della perdita del primogenito di Nathan, morto anni prima in circostanze ancora misteriose.

the living and the dead

Fantasmi nella campagna Vittoriana

L’elemento sovrannaturale viene introdotto immediatamente, catapultando lo spettatore subito all’interno della storia. Nathan Appleby è un uomo di scienza e, naturalmente, non si lascia istantaneamente condizionare da alcune situazioni che a primo impatto non hanno spiegazione. Nel primo episodio, protagonista è Harriet Denning, una ragazzina, figlia del Pastore, che inizia a manifestare segni di squilibrio. L’iniziale diagnosi medica di Nathan deve lasciar spazio ad un’interpretazione totalmente diversa: la ragazza è posseduta da un fantasma. Lo psicologo, a questo punto, vede vacillare tutte le proprie certezze e, complice il ricordo della morte del figlio, cede al trascendentale.

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Colin Morgan, da Merlin a The Living And The Dead

The Living And The Dead convince con semplicità: la fotografia che mira a giochi di luci ed ombre molto forti, la tensione, l’elemento gotico preponderante, ma anche la location bucolica vittoriana, pregna di malinconica apatia, sono ben costruiti attorno ad una coppia di personaggi, o meglio, ad un protagonista dal grande potenziale. Nathan Appleby è certamente il carattere che più convince ed incuriosisce fin dalle prime scene. Interpretato da Colin Morgan, famoso per aver vestito i panni di Merlino in Merlin, interpreta un uomo all’apparenza sereno, ma che in realtà nasconde un’animo ben più tormentato. Il ritorno a casa, i fantasmi, le voci e le visioni sono gocce che fanno vacillare una calma apparente. Ma qual è il disegno che tormenta quest’uomo? E quale mistero aleggia attorno alla sua famiglia e nelle sue terre? L’ottima partenza è un buon presupposto per un sestetto di episodi dall’alto tasso drammatico.

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Regia - 3
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 3.5
Recitazione - 3.5
Sonoro - 3.5
Emozione - 3.5

3.3

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