The Conjuring – Il Caso Enfield: recensione

Quando si parla di The Conjuring non possiamo non pensare al successo e alla definitiva consacrazione di James Wan. Il film del 2013, uscito in Italia alla fine del mese di Agosto sorprese il mondo e fu un successo senza precedenti al box office. Oltre a consacrare la vena sadica e cupa di Wan, The Conjuring ha portato alla ribalta due attori fino a quel momento non particolarmente conosciuti: Vera Farmiga e Patrick Wilson. I due interpretano nel film i demonologi realmente esistiti Ed e Lorraine Warren, alle prese con numerosi casi al confine tra scienza e paranormale.

Se nel primo film l’ambientazione viveva di spazialità da un lato, contrapposta al microcosmo isolato di un nucleo familiare, il secondo film, The Conjuring – Il Caso Enfield, porta all’esasperazione di questi due concetti. Nel film, non è più prerogativa occlusa di una semplice famiglia bensì un vero e proprio caso nel caos mediatico dell’evento trattato. Il Caso Enfield, che uscirà al cinema il prossimo 23 giugno, narra le vicende spaventose e raccapriccianti di uno dei casi di poltergeist più documentati degli ultimi 50 anni. La conferma dei protagonisti e l’ambientazione londinese degli anni ’70 gettano le basi per un sequel che promette di essere degno del suo predecessore, ma scendiamo nei dettagli.

The Conjuring – Il Caso Enfield si ciba delle nostre paure divorando il mondo lucente che ci troviamo a vivere

The Conjuring - Il Caso Enfield

Non ci stancheremo mai di ripeterlo, l’horror è un’arte che va al di là di qualunque altro genere filmico, due sono i generi più complessi che attualmente esistono nell’ambito cinematografico: la commedia e l’horror. Spaventare è facile, angosciare è difficile, portare a galla le nostre paure più recondite e ancestrali, insinuarsi nel sub-conscio e penetrare fino a ciò che temiamo di più, questo riesce a fare James Wan nei suoi film, ma soprattutto in The Conjuring – Il Caso Enfield il coltello sembra affondare pesantemente sulla tematica dell’innocenza. Come L’Esorcista ha insegnato a creare il più totale ribrezzo nei confronti del maligno sotto forma di bambina, Il Caso Enfield porta alla luce la vera paura che tutti noi coviamo segretamente nel nostro più profondo inconscio: confrontarci con qualcosa alla quale non sappiamo dare una spiegazione.

James Wan genera una libido di orrore e paura che s’insinua sotto la nostra pelle

Dopo il caso della famiglia Perron, Ed e Lorraine Warren (Patrick Wilson e Vera Farmiga) vanno a occuparsi di uno dei casi più tetri della storia del paranormale: Amityville! La casa del massacro della famiglia DeFeo. Durante la seduta spiritica Lorraine avverte una presenza maligna molto potente che avrebbe condotto i precedenti proprietari alla strage. Nella visione che il mostro gli procura lei riesce a vedere qualcosa di raccapricciante che la sconvolge totalmente. Dopo questa seduta i coniugi Warren vorrebbero smettere di indagare su fenomeni paranormali, ma la chiesa gli porta un nastro sul quale è incisa una voce anziana e stanca.

Apparentemente i due pensano si tratti di un povero vecchio, ma il prete gli conferma che si tratta di una bambina inglese di 12 anni proveniente da Enfield, un borgo di Londra. Una volta raggiunto il posto (non particolarmente spinti come nei precedenti casi) Ed e Lorraine si trovano di fronte a un caso strano e misterioso, sembrerebbe che la bambina stia montando tutto ad arte, con la complicità della madre, un teatrino per ottenere una casa meno “popolare”. Ma qualcosa di oscuro si nasconde nei meandri di casa Hodgson, qualcosa che va al di là della semplice presenza. Starà a Ed e Lorraine rimanere uniti cercando di non perdere la loro fede e mantenendo saldo il loro profondo amore.

Il Caso Enfield – alla scoperta del poltergeist più documentato di sempre

Il Caso Enfield fu uno dei più documentati della storia recente, con foto, video e testimonianze di diverse persone. Fu coinvolto nella vicenda persino un giornalista del Daily Mirror che suggerì alla famiglia di rivolgersi a Maurice Grosse per indagare sulla vicenda paranormale. Di fronte a questo “teatrino” mediatico, Ed e Lorraine Warren iniziano a percepire un sentimento fino a quel momento sconosciuto: il dubbio. Entrambi i coniugi sembrano dubbiosi degli avvenimenti in quella casa e stranamente anche Lorraine non percepisce nulla.

Diversamente da quanto accaduto nella fattoria dei Perron, le manifestazioni dello spirito sono davvero misere e sembra quasi sia stato architettato qualcosa di davvero assurdo tra le mura di casa Hodgson. A livello tecnico il film è praticamente perfetto, si susseguono una serie di inquadrature rapide e adrenaliniche contrapposte a momenti di calma solo apparente. Di fondamentale importanza sono i primi piani con una grande mimica facciale degli attori che riescono a trasmettere inquietudine e senso di malessere.

Qualche dubbio nel trailer di The Conjuring era sorto, ma il film ha spazzato via ogni cattivo pensiero

The Conjuring - Il Caso Enfield

Pochissimi sono i registi riusciti nell’impresa di dirigere un sequel degno del suo predecessore. James Wan è l’eroe dei nostri giorni, riesce a dare brio e vitalità ad un blockbuster hollywoodiano, a suscitare emozioni nel pubblico in sala e attingendo qui e là dal panorama del found footage con un abile dose di foto e filmati dell’epoca (splendida la sequenza introduttiva sulla capitale britannica).

La fotografia è perfettamente in tono con l’epoca, splendida la scelta (anche se dettata dalla storia vera) del pigiama rosso di Janet che splendidamente si contrappone all’oscurità generata dall’ambiente maligno. Un ulteriore plauso va fatto alla colonna sonora di Joseph Bishara che meravigliosamente accompagna e genialmente spaventa, fantastica la trovata del coro con baritono per i titoli di testa. Il montaggio di The Conjuring – Il Caso Enfield è strepitoso e altrettanto strepitosi sono i Jump-Scare studiati minuziosamente a tavolino e intarsiati nel tessuto tramistico con geniale beltade.

The Conjuring - Il Caso Enfield

Seppur apparentemente perfetto, The Conjuring  – Il Caso Enfield presenta qualche piccolo déjà-vu, ahimè, inevitabili quando si cade nel fenomeno contemporaneo della serialità. Piccoli problemi che però non turbano l’ottimo sequel di James Wan. Infine possiamo asserire che The Conjuring – Il Caso Enfield è una lenta catabasi dantesca nel più cupo degli abissi morali dell’uomo, una paura primordiale che si ciba delle nostre sicurezze rendendo ogni nostro singolo respiro un sepolcrale affanno.

Regia - 4
Sceneggiatura - 3.5
Fotografia - 4
Recitazione - 4
Sonoro - 5
Emozione - 4

4.1