Krizia

La lettera K. Una pantera nera. Un taglio di capelli caratterizzato dall’inconfondibile frangia. In occasione della settimana della moda di Milano (25 febbraio – 2 marzo 2015), Diva Universal (Sky Canale 133) dedica, mercoledì 25 febbraio alle 20.50, l’appuntamento di Donne nel mito a KRIZIA, ovvero Mariuccia Mandelli, stilista tra le più famose del Made in Italy.

Un viaggio nella vita e nella carriera della nota stilista con un’un’intervista esclusiva a Mrs Zhu Chongyun, donna d’affari cinese, proprietaria della Shenzen Marisfrolg Fashion Co. Ltd. che ha rilevato il marchio Krizia ed è diventata il nuovo direttore creativo della casa di moda milanese, insieme a preziosi materiali tratti dagli archivi privati della Maison Krizia che contengono immagini ed interviste della Signora Mandelli.

Ad arricchire la programmazione anche due “pillole” di approfondimento sulla Maison, a rotazione in palinsesto a partire dal 25 febbraio, dove Mrs Zhu sviluppa i seguenti temi:

  • la donna che ha “ereditato” da Mariuccia Mandelli e quella a cui darà vita;
  • il concetto di Prêt-à-Porter oggi visto dalla Maison Krizia.

 

DONNE NEL MITO – KRIZIA

Mariuccia Mandelli racconta i suoi esordi. La passione per la moda si trasforma, alla prima buona occasione, in un vero e proprio lavoro. La giovane Mariuccia individua a metà degli anni ’50 un piccolo studio a Milano che apre insieme ad un’amica. La presentazione ufficiale del marchio Krizia avviene nel 1957 al Samìa, il Salone Internazionale dell’abbigliamento di Torino. “Non volevo fare l’alta moda, non mi era mai piaciuto perché era troppo elitaria,… non corrispondeva a quello che io volevo, e soprattutto non ero d’accordo con quello che circolava, per cui volevo una semplicità nel modo di lavorare, nei modelli… e sognavo di poter cambiare le donne! Una semplice e modesta intenzione!” Un’intenzione che si traduce in una collezione declinata in bianco e nero, che strega il pubblico della Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze: è il 1964 e Mariuccia Mandelli vince il premio “Critica della Moda”. Da quel momento in poi, il marchio Krizia decolla: la fantasia di Mariuccia si misura con materiali e lavorazioni sempre più sofisticati, e nel 1967 nasce “Krizia Maglia”. “Lo sviluppo è stato abbastanza rapido in questo senso: dai due locali sono passata in un anno a 500 metri, e già lo consideravo un grosso successo… Sono una testarda bergamasca, una testona, anzi, e quindi non ho mai pensato al successo ma al vincere le avversità.”

Nel 1967, Mariuccia Mandelli incontra Aldo Pinto, un uomo d’affari separato e con due figli che diventerà suo marito, ma anche un insostituibile compagno di lavoro, aprendo alla casa di moda le porte del mercato internazionale. “Sembrerà pazzesco, ma allora in Italia si parlava pochissimo inglese… e invece arriva Aldo, che è di lingua inglese, e approda sui mercati americani proprio con la sua maniera di essere… un perfetto signore, un uomo veramente affascinante…ho conquistato l’America grazie a lui.” L’intuito imprenditoriale di Aldo Pinto è fondamentale anche per il salto del marchio Krizia dalla dimensione artigianale a quella industriale: alla fine degli anni Sessanta la società acquista una fabbrica, dove l’estro di Mariuccia ha libero sfogo.

Nascono lì le maglie, i tessuti plissé, i materiali innovativi che fanno coniare alla stampa americana il soprannome “Krazy Krizia”. E prende vita anche il famoso “zoo” della stilista fatto di animali portafortuna riprodotti sugli abiti: dal 1968 si susseguiranno gatti, cani, orsi, volpi, fino ad arrivare alle bestie feroci – tra cui la mitica pantera – simbolo di eleganza e sinuosità. Nel 1984, Krizia acquista il palazzetto Melzi D’Eril al numero 19 di Via Manin – a Milano – che diventa la sede del marchio. Ma non solo: al civico 21 nasce lo “Spazio Krizia”, un teatro multifunzionale che ospita le sfilate della casa di moda, ma anche mostre, manifestazioni, eventi e concerti, e che diventa, in breve, uno dei poli della vita culturale della città. Accanto alla collezione donna, negli anni, si sviluppa il “mondo Krizia”: nascono i profumi, gli accessori, la linea uomo, la linea bambini e quella per le taglie “oversize”. E quindi, nel 1989 il K Club, un lussuoso resort sull’isola caraibica di Barbuda. Per celebrare i successi – e i molti premi – ottenuti in 40 anni di lavoro, nel 1995 alla Triennale di Milano viene allestita la retrospettiva “Krizia.

Una storia”. “Qualcuno mi propone di fare la mostra, e di farlo alla Triennale:… e io ho detto “va bene, facciamo questa mostra di tutto il mio lavoro fino adesso”, e chiamo Dante Ferretti…perché un occhio al di là della moda…mi aiutasse e si occupasse della scelta come se fosse una sua scelta personale.” La mostra è il coronamento di una carriera che è – prima di tutto – la realizzazione dei sogni di Mariuccia bambina che, nell’amata casa di Bergamo, giocava in uno stanzone vuoto fingendo, di volta in volta, che fosse una sartoria, un teatro o un albergo. “Ho fatto tutto quello che ho desiderato di fare: la Krizia, lo Spazio Krizia, l’albergo su un’isola deserta… sempre con grande passione, modestia, e senza mai pensare né al successo, né al denaro. Io amo molto la vita, sono molto positiva e ottimista. Spero in un giorno migliore, sempre il giorno dopo.” Ed è con questo spirito ottimista che, a sorpresa, nel 2014, Mariuccia Mandelli si è ritirata, cedendo il marchio Krizia alla cinese Shenzen Marisfrolg Fashion Co. Ltd., e alla sua proprietaria, Zhu Chongyun, divenuta anche nuovo direttore creativo della casa di moda milanese.

“La signora Mandelli e io abbiamo molto in comune: la prima cosa in assoluto è l’amore per il lavoro, poi la forza di volontà e la capacità di vedere il lavoro stesso in modo positivo. E ancora, il cercare la perfezione e la concretezza in quello che facciamo.” È Mrs. Zhu che parla nell’intervista esclusiva contenuta nel documentario. “Il marchio Krizia non perderà le sue radici: il design, la progettazione, lo sviluppo e la sede saranno ancora in Italia. In Cina apriremo nuovi negozi per rendere noto il brand, e il passaggio successivo sarà l’Europa.” Racconta così l’imprenditrice cinese e conclude: “Krizia ha avuto sempre questa capacità di rinnovarsi e andare avanti. Questo è l’insegnamento principale della signora Mandelli: non farsi rinchiudere in un modello e rinnovarsi di continuo.”.

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