Stranger Things: Joe Keery ha aiutato Joseph Quinn a non sentirsi un “sociopatico”

Joseph Quinn ha parlato di come la ricerca dell'accento americano "perfetto" lo abbia spesso spinto oltre i limiti.

La star indiscussa della quarta stagione di Stranger Things è stato Eddie Munson, il “metallaro” dal cuore d’oro e dal temperamento impavido interpretato da Joseph Quinn. La serie – come è noto – è ambientata nella piccola cittadina americana di Hawkins e quindi la maggior parte del cast proviene dagli Stati Uniti. Quinn, però, è stata la terza star inglese ad unirsi allo show – dopo Millie Bobby Brown (Undici) e Charlie Heaton (Jonathan Byers) – e quindi ha avuto non pochi problemi nel calarsi nei panni di un autentico americano. Problemi che sono cominciati a partire dall’accento, credibile per molti fan ma in grado di far sentire un “sociopatico” il povero Quinn. Durante una puntata del podcast Off Menu di Ed Gamble e James Acaster l’attore ha infatti raccontato di come si è sentito durante le riprese e del metodo utilizzato per superare l’empasse.

Stranger Things – Joseph Quinn e il “problematico” accento americano

Stranger Things 4 cinematographe.it

Joseph Quinn, quindi, ha pagato un prezzo molto alto per divenire il beniamino dei fan. Durante le riprese, infatti, si è spesso sentito un “sociopatico”, a causa dell’impegno e della dedizione necessari a rendere credibile il suo accento americano. Impegno che spesso lo ha “mandato fuori di testa”, portandolo persino a parlare con se stesso: “A volte mi dicevo Suona bene? Ti piace? Ti piace quello che sto facendo? Un rimedio – a quanto pare – Quinn pare però averlo trovato. La star ha infatti confessato ai due conduttori del podcast di aver spesso chiesto aiuto al suo collega di set Joe Keery (Steve Harrington), il quale ha spesso rassicurato l’attore sul suo accento: “Stavo parlando con Joe Keery e a un certo punto ero così profondamente coinvolto, e lui mi ha detto Amico, non posso salvarti, ma ti prometto che andrà tutto bene.

Off Menu è un podcast ideato da Ed Gamble e James Acaster che si basa sulla scelta degli ospiti di bizzarri ed immaginari menù ideali. Il menù ideato da Joseph Quinn comprendeva ostriche, bistecche alla tartara, pesce al burro e “dirty martini”.

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