Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, svelate alcune idee originali alla base della serie

Prime Studios non è stata l'unica a gareggiare per acquisire i diritti de Le Appendici de Il Signore degli Anelli.

Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere è il nuovo show televisivo di Prime Studios interamente dedicato al mondo fantasy ideato da J.R.R Tolkien, in particolare alla Seconda Era della Terra di Mezzo, totalmente inedita nel piccolo e grande schermo. Ad ogni modo, dietro la nascita di questa attesa e importante realizzazione c’è stata una vera e propria guerra delle compagnie di streaming che hanno lottato per presentare l’idea migliore alla Tolkien Estate che poi ha ceduto i diritti de Le Appendici de Il Signore degli Anelli alla company on demand di Jeff Bezos.

Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere è arrivata su Prime Video il 2 settembre 2022

il signore degli anelli: gli anelli del potere poster season finale

Proprio gli attuali showrunner de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, ovvero Patrick McKay e J.D. Payne, hanno raccontato a The Hollywood Reporter alcuni retroscena di questa diatriba produttiva, svelando qualche idea iniziale delle altre aziende del mondo streaming. I due hanno spiegato, in realtà, che la visione di HBO era quella di rilanciare il Signore degli Anelli da capo, rebootando di fatto il lavoro svolto da Peter Jackson, mentre la proposta di Netflix ha totalmente spiazzato in negativo la Tolkien Estate. La visione della N rossa era quella di realizzare dei titoli dedicati a singoli personaggi come Aragorn e Gandalf che ricordiamo essere stati interpretati da Viggo Mortensen e Ian McKellen.

Inoltre, la battaglia dietro Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere è stata combattuta anche tra alcuni grandi nomi dello star system come i fratelli Anthony e Joe Russo, registi di Avengers: Endgame, che avevano proposto una storia de Il Signore degli Anelli con un focus su Aragorn. Aveva inoltre preso parte alla sfida anche lo sceneggiatore de La teoria del tutto, Anthony McCarten che ha proposto una deriva shakesperiana dell’opera televisiva. In tutto questo l’hanno spuntata McKay e Payne, dei nomi non altisonanti come altri che però sono riusciti comunque a convincere la Tolkien Estate.

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