Week-end in famiglia: recensione della serie Disney+

Week-end in famiglia: la prima serie originale francese Disney + racconta le vicissitudini di una grande famiglia allargata.

Disponibile dal 9 marzo 2022 sulla piattaforma Disney+, Week-end in famiglia è la prima serie televisiva di produzione francese a entrare nel catalogo del canale streaming Disney, creata da Baptiste Filleul e diretta da Sophie Reine e Pierre-François Martin-Laval. Lo show è composto da 8 episodi di 30 minuti ciascuno.

Week-end in famiglia: la trama

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Fred (Eric Judor), affascinante osteopata, ogni fine settimana ha la custodia delle sue tre figlie, avute da tre madri diverse: Clara (Liona Bordonaro), la maggiore, adolescente politicamente impegnata e segretamente innamorata del suo vicino di casa; Romy (Roxane Barrazuol), bimba intelligente e arguta ma, all’occorrenza, anche molto dispettosa e, infine, Victoire (Midie Dreyfus), bambina dolce e piena di interessi che spesso si fa trascinare nei crimini di Romy.
Nonostante la convivenza del fine settimana sia già piuttosto frenetica, la situazione si complica ulteriormente quando Fred si innamora di Emmanuelle (Daphné Côté Hallé), dottoranda in psicologia infantile, e le propone di vivere insieme. La giovane donna dovrà mettere da parte i suoi libri e le sue teorie e scendere in campo, per instaurare un rapporto sereno con le tre figlie dell’uomo che ama… e anche con le loro madri!

L’atmosfera di Week-end in famiglia ricorda quella delle vecchie sit-com dei primi anni 2000, come La vita secondo Jim, Tutto in famiglia, o – più recentemente – L’’uomo di casa. Anche in questo caso, infatti, ogni episodio è dedicato ad un evento specifico che coinvolge tutti i membri della famiglia: un compleanno, una gita fuori porta, il saggio di fine anno.
L’idea, invece, di un padre che cerca maldestramente di gestire tre figlie dai caratteri opposti, può far saltare alla mente la serie Prime Video di Paolo Genovese Tutta colpa di Freud, con protagonista uno psicoanalista (Claudio Bisio), che – dopo una serie di circostanze inattese – si ritrova di nuovo a vivere con le tre figlie, ormai grandi, le quali non esiteranno a coinvolgerlo nei loro affari sentimentali.

Uno show dolce e divertente ma con qualche difetto

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Superati i primi due episodi di Week-end in famiglia – più lenti e surreali rispetto ai successivi – la serie prosegue con un buon ritmo, inserendo qua e là momenti dolci ma mai stucchevoli e scene divertenti ma non così prevedibili, come invece ci si potrebbe aspettare.
I personaggi dello show che funzionano meglio e che regalano momenti molto dolci e divertenti, di cui si parlava poc’anzi, sono quelli di Romy e Victoire. Le giovanissime attrici sono molto credibili nei loro ruoli, con uno stile recitativo mai caricaturale e trasmettendo reazioni genuine e coerenti con la loro età: sono confusionarie, amorevoli e – inizialmente – il loro forte attaccamento paterno li impedisce di accettare la presenza di Emmanuelle.

Più complicato invece il discorso per Clara. La maggiore delle tre è un’adolescente intelligente, che insegue i suoi ideali. Incarna alla perfezione i valori della Generazione Z. Peccato che queste sue caratteristiche vengano rappresentate sullo schermo in un’accezione negativa e macchiettistica: agli occhi della famiglia, infatti, Clara risulta spesso una ragazza “pesante”, che cerca di imporre agli altri i suoi ideali e che non rispetta la sfera della privacy, poiché troppo legata ai social.

Ci sono anche alcune problematiche legate alla relazione tra Fred ed Emmanuelle. Nei primi minuti della serie allo spettatore viene mostrato come avviene il primo incontro tra i due e, pochi istanti dopo, un salto temporale ci porta ai 6 mesi successivi, in cui la coppia è ormai consolidata e si appresta a vivere insieme. Il problema allora è il seguente: perché lo spettatore dovrebbe appassionarsi alla loro storia d’amore ? I momenti dedicati a Fred ed Emmanuelle come coppia sono infatti esigui e le uniche situazioni in cui si trovano a mettere in discussione la loro relazione sono riconducibili a comportamenti scorretti da parte di Fred, come quando – senza permesso e invadendo la privacy della compagna – decide di sbirciare sul suo pc, temendo che potesse parlare di lui e delle figlie all’interno del suo progetto di ricerca.

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Tornando ad Emmanuelle, sappiamo solo che sta ultimando la sua tesi di dottorato in psicologia infantile e che ha scelto di non tornare in Canada per vivere con Fred. Non sappiamo nulla riguardo la sua famiglia. Inoltre, i lati del suo carattere sono troppo forzati e legati al suo essere psicologa: questo non solo appiattisce il personaggio ma finisce anche per sminuire questa professione, vincolata sullo schermo ai soliti luoghi comuni.
Insomma, Emmanuelle sembra costruita solo in funzione di essere una dolce compagna per Fred  – al contrario delle tre temibili ex-mogli – e un’amorevole e comprensiva matrigna per le ragazze. Queste dinamiche sono tangibili dal modo in cui le madri di Clara, Romy e Victorie si rapportano con la protagonista, trattandola come una baby-sitter: le fanno la lista delle allergie delle figlie, la informano degli orari dei vari sport. Quando questi sono tutti compiti che dovrebbero spettare a Fred, dato che è il padre.

Week-end in famiglia: vedere o no la serie Disney+?

In conclusione, la nuova serie televisiva francese, pur non riuscendo totalmente a svincolarsi da alcune dinamiche di stampo patriarcale, tipiche delle vecchie sit-com americane, merita un’occasione, essendo un prodotto piacevole e divertente, da gustare da soli o in compagnia di tutta la famiglia.

Regia - 3
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 3
Recitazione - 3
Sonoro - 3
Emozione - 2.5

2.8