Vostro Onore: recensione della prima puntata della fiction Rai

Adattamento italiano della serie israeliana Kvodo, Vostro Onore asciuga la violenza dell'americano Your Onor, viaggiando su una drammaturgia famigliare che come una piovra trascina l'universo di relazioni circostanti.

Vostro Onore, prodotta da Rai Fiction insieme ad Indiana Production, si può dire sia la più grande scommessa di Rai Uno nel corso stagione fiction del 2022, forse la più insidiosa ma che riprende un filo rosso inaugurato da Fino all’ultimo battito con Marco Bocci lo scorso anno e perpetuato a suo modo da Doc – Nelle tue mani in questi mesi: uomini integerrimi, pubblicamente affermati e stimati, che devono per amore sporcarsi le mani. Tuttavia la nuova fiction con protagonista Stefano Accorsi, altra carta vincente sfoderata da Rai Fiction, rispetto alle già citate produzioni Rai rischia un po’ di più: si tratta infatti di un format israeliano, Kvodo, adattato già dagli americani in Your Onor con protagonista Bryan Cranston, e che quindi può essere soggetto a maggiore confronto. Il bello di quest’operazione però forse è proprio osservare tre prospettive lontane e diverse tra loro. E dalla prima puntata di Vostro Onore, che attinge al suo precedente israeliano, il tocco italiano si vede e non è poi così male. Un romanzo famigliare criminale che stratifica più generi, mescolando thriller, action e drama, in un’ottica che si interroga sui rapporti che possono legare e far crollare etica, famiglia e potere, in uno scontro che si muove tra il pubblico e il privato.

Vostro Onore va in onda per quattro serate alle 21.25 su Rai Uno, dal 28 febbraio 2022. Dopo la messa in onda ciascun episodio sarà visibile in streaming su RaiPlay.

Vostro Onore: la trama della fiction Rai con Stefano Accorsi

Vostro Onore

Vittorio Pagano (Stefano Accorsi) è uno stimato giudice milanese. Il lavoro è la sua linfa e forse la cura in seguito al suicidio della moglie, dramma che pesa sulle sue spalle e su quelle del figlio Matteo (Matteo Oscar Giuggioli) che vive con la nonna. Il loro rapporto padre-figlio è pressoché assente, ma per caso e per destino i due si ritrovano per restare necessariamente uniti: Matteo infatti investe un uomo e nel terrore del suo atto appena compiuto lo abbandona per strada.

Vittorio incredulo dinanzi al dramma che si sta consumando in casa sua, dopo un momento di panico comprende di sapere perfettamente cosa fare: muovere ed esercitare la legge per salvare la vita di suo figlio. Ed è così che inizia ad appellarsi alla legge che conosce bene e a chi può aiutarlo per occultare prove e indizi che possano cancellare dalla realtà l’accaduto, ma gli errori e le distrazioni umane sono sempre dietro l’angolo e per Vittorio si prospetta forse il processo più lungo della sua vita.

Un campo minato di tensioni e passi falsi che avvince lo spettatore

Chi ha visto la serie Your Onor, la versione americana dell’israeliana Kvodo interpretata da un sempre ineccepibile e imperturbabile Bryan Cranston, sarà portato inevitabilmente a cercare un confronto, a cercare di ricostruire un filo tra ciò che ha visto e ciò che invece vedrà di lì a poco. Ma in realtà ci si accorge presto che è sbagliato guardare Vostro Onore in quest’ottica. La versione del regista Alessandro Casale è diversa e porta come è giusto che sia una chiara manifattura italiana: in base a ciò che viene fuori da questa prima puntata siamo di fronte ad uno dei prodotti più intriganti proposti da Rai Uno di quest’anno. In Vostro Onore c’è lo stesso sgomento e disorientamento che percepiamo quando guardiamo L’amica geniale: viene meno quel terreno rassicurante che caratterizza generalmente tutte le produzioni di Rai Uno, e che spesso porta a seguirle con una certa distrazione.

vostro onore

Il giudice Vittorio Pagano ci appare come un uomo che si costringe ad accettare una realtà che non vorrebbe aver mai conosciuto, quella di ritrovarsi in casa un caso sporco con protagonista suo figlio, e che non può sciogliere come avrebbe fatto o agito in qualsivoglia processo della sua carriera. Qui deve fare l’esatto contrario: attingere alla legge per capire come fregarla, come ricostruire una tragedia additandola a qualcun altro. Non ha tempo di pensare, di riflettere sul perché agisca, perché ogni evento sembra mettere nuovamente in discussione ogni sua scelta, e senza rendersene conto non si chiede neppure più cosa sia giusto o sbagliato, perché tutto è finalizzato a salvare la vita del figlio ma anche a non arrogarsi del doloroso compito di essere lui a punirlo. E Stefano Accorsi, anche con le sue caratteristiche alzate di voce tenute a freno da un personaggio che deve ricordare di essere un giudice ma anche dimenticarlo, è credibilissimo nel suo ruolo.

Per il giovane Matteo Oscar Giuggioli, specialista nel ricostruire giovani portatori di irrisolti come abbiamo già gli abbiamo visto fare in altre fiction, questo è sicuramente un ruolo chiave per la sua carriera: ci aspettiamo nelle puntate seguenti di vedere un focus maggiore sul suo personaggio, che nel corso delle vicende dovrebbe tendere quasi ad una carica emotivamente esplosiva.

La violenza, che era invece la cifra stilistica di Your Onor, qui appare particolarmente asciugata: una scelta di sceneggiatura giusta e azzeccata dal momento che il focus del nostro Vostro Onore si sviluppa tutto sullo scontro, per ironia della sorte, del giudice Pagano e la legge. Una partita a scacchi che viene narrata con battute d’arresto e battute d’azione, generando un campo minato di tensione e passi falsi che avvince lo spettatore.

Regia - 3
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 2.5
Recitazione - 3
Sonoro - 2.5
Emozione - 3

2.8