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Le sensazioni positive raccolte dai primi due episodi di Vivi e lascia vivere, trovano felicemente conferma nella visione completa della fiction RAI firmata da Pappi Corsicato, alla sua prima prova di regia televisiva, che supera muovendosi con coraggio nei paletti, spesso castranti, a cui è costretta la fiction di Rai Uno. La sua è senz’altro una scelta coraggiosa: portare il linguaggio del cinema in maniera delicatissima anche ad un target abituato a pane e tv, restando fedele al suo stile ma accettando di abbracciare con la sua originalità la necessità di lasciare un messaggio positivo, rituale da prassi della materia fiction.

Vivi e lascia Vivere - cinematographe.it

Vivi e lascia vivere: la trama della fiction con Elena Sofia Ricci

Laura Ruggero (Elena Sofia Ricci) ha cinquant’anni, vive a Napoli e lavora in una mensa, portando avanti con spirito d’intraprendenza e dignità la sua famiglia. Non immagina però che inaspettatamente dovrà rivedere tutta la storia della sua vita: scopre infatti che suo marito Renato (Antonio Gerardi), che suona sulle navi da crociera, ha un’altra vita a Tenerife e attende un figlio dalla sua nuova donna. Nonostante i suoi tentativi di farlo tornare a casa, Laura comprende che Renato non ne ha alcuna intenzione, anzi le chiede di fingere che lui sia morto.

Vivi e lascia Vivere - cinematographe.it

Da quel momento la donna decide di ricominciare da capo, di prendere le redini della sua vita tra le mani e riscrivere una nuova storia insieme ai suoi tre figli Giada (Silvia Mazzieri), Giovanni (Giampiero De Concilio) e Nina (Carlotta Antonelli), alle prese con l’adolescenza, i primi amori e le scelte importanti da prendere guardando al loro futuro. Sul suo cammino Laura rincontrerà anche Tony (Massimo Ghini), suo primo amore, che per quanto possibile cercherà di aiutarla a ricominciare.

Vivi e lascia vivere: una Napoli pop e fresca che accoglie una storia ordinaria

Vivi e lascia vivere si può registrare come uno dei prodotti più felici della stagione televisiva RAI in corso, se la analizziamo nel suo genere specifico: una fiction formato famiglia che trasmette sensazioni ed esempio positivi, freschi e attuali, sullo sfondo di una Napoli che viene trattata elegantemente, senza didascalismo, mandolini e pizza, ma attraverso uno stile nuovo. Una Napoli coloratissima, che accoglie una storia ordinaria che si tinge delle possibilità del caso e dell’imprevedibilità della narrazione.

Vivi e lascia vivere - Cinematographe.it

La regia di Pappi Corsicato riesce ad esprimersi a pieno: il regista napoletano trasforma i toni pop che da sempre distinguono la sua fotografia in toni saturi che giocano tra il freddo e il caldo, per raccontarci luoghi dove la vita scorre, nutrendosi del sudore, delle gioie e delle sofferenze dei suoi attori.

Forse in questa sede può giocare meno con una sperimentazione puramente cinematografica, ma c’è da dire che il gioco d’inquadratura ribaltata, quando Giovanni e Sara nell’ultimo episodio conciliano i loro malintesi in piscina, è un tocco di classe. Una vera gioia vedere quanto Corsicato osi, senza fermarsi allo stilema della fiction, quasi a sfidare lo spettatore comune ma facendosi comprendere.

Corsicato e una nuova strada per la fiction d’autore

Vivi e lascia Vivere - Silvia Mazzieri - cinematographe.it

Possiamo permetterci di dire che con Vivi e lascia vivere, Corsicato suggerisca una nuova strada da percorrere alla fiction RAI, riuscendo ad imprimervi una firma autoriale che trova il giusto compromesso: lasciare che l’autore osi giocando con il suo pubblico, ma mantenendo sempre chiara e aperta la comunicazione con lo spettatore.

Narrativamente parlando il regista napoletano accetta di mettere da parte la vertigine e il velo di follia che caratterizza i personaggi, ma soprattutto le donne del suo cinema, così affascinanti e sfuggenti. Ci regala in cambio una donna adorabile a cui Elena Sofia Ricci non da solo volto, ma anche voce: un lavoro sul suo personaggio che per la sua caratterizzazione ed espressività è evidente come nato in piena armonia con il regista.

Vivi e lascia vivere quindi non solo ci lascia il messaggio positivo e augurale di una fiction che possa riscrivere i suoi connotati ma anche un messaggio morale, senza cadere in patetismi o toni stucchevoli: il coraggio di rimboccarsi le maniche a qualsiasi età, difendendo con forza le proprie idee e i propri affetti. Apprezzatissima anche la colonna sonora, sospesa tra l’indie rock ed elettro che riesce a sposarsi con inserti strumentali più classici.

 

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