Vampiri – recensione della serie TV Netflix

La rivisitazione della figura del vampiro di Netflix tratta dal romanzo di Thierry Jonquet.

Disponibile dal 20 marzo Vampiri la nuova serie francese originale Netflix, tratta dall’omonimo romanzo di Thierry Jonquet e ideata da Benjamin Dupas con Isaure Pisani-Ferry, in collaborazione con Anne Cissé.

“I vampiri esistono. Sono qui, in mezzo a noi. Vivono nascosti, in clandestinità.” Esordisce in questo modo la prima puntata di Vampiri che narra di una Parigi dei giorni nostri abitata dalle leggendarie creature. Martha Radescu (Suzanne Clément) e la sua famiglia vivono come fossero degli immigrati clandestini, senza documenti e quanto più nascosti possibile. Doina (Oulaya Amamra) e Andrea, due dei suoi quattro figli avuti da un umano, sono costretti a prendere delle pillole speciali, sperimentate dal padre ricercatore scomparso misteriosamente, per non diventare dei vampiri come la madre. Ma la natura da vampira della sedicenne Doina prende il sopravvento rendendola affamata di sangue mai come prima. La ragazza diventa così una minaccia per i suoi amici e un’attrazione irresistibile per la pericolosa “comunità” di vampiri dai quali da anni la madre ha preso le distanze.

Vampiri è una storia cruda e senza filtri

Vampiri, cinematographe.it

Il mondo dei vampiri continua a esercitare il proprio fascino sul cinema e le serie tv: non si contano le produzioni dedicate a questi oscuri personaggi, alcune capolavori indiscussi come Dracula di Bram Stoker di Francis Ford Coppola, altre puro intrattenimento come la saga Twilight, le serie The Vampire Diaries e la recente, sempre su Netflix, Dracula.

Vampiri abbandona ogni aspetto romantico e patinato per una storia cruda e senza filtri tanto da esserne vietata la visione a un pubblico di età inferiore ai 14 anni. Non a caso in una delle prime scene vediamo Irina (Juliette Cardinsky), la sorellastra vampira di Doina, fare sesso con un uomo completamente nuda e ricoperta di sangue sul bancone di un mattatoio dove lavora (e si nutre) insieme al fratello Rad (Pierre Lottin).

L’unico pasto concesso ufficialmente ai vampiri è il sangue animale – Irina e Rad fanno razzie nello zoo di notte – una regola che viene infranta dalla ristretta cerchia dei vampiri della “comunità” che contrabbanda sangue umano e nel peggiore dei casi uccide uomini e donne per nutrirsi direttamente dalla “fonte”. I morsi quindi non tramutano gli umani in vampiri e questi non vanno in giro a cercare vergini da possedere come le leggende sul conte Dracula ci hanno tramandato.

Vampiri – Mutazione genetica e sangue umano come stupefacente

Vampiri, cinematographe.it

L’aspetto più interessante e originale di questa serie è, infatti, la rappresentazione dei vampiri come esseri diventati tali a causa di una mutazione genetica scaturita da un’epidemia. Doina è una creatura ancora più speciale perché ibrida, figlia di una vampira di quasi 300 anni e di un ricercatore che aveva studiato un metodo per controllare i suoi “istinti vampireschi”. La ragazza, infatti, vive una vita normale alla luce del sole che non è pericoloso per lei come lo è per la madre e i vampiri puri: frequenta il liceo, ha una cotta per un suo compagno di scuola e deve fare i conti con la bulla della sua classe.

Quando decide di non prendere più le pillole Doina, a differenza di Andrea che non ha ripercussioni, diventa famelica e la sua vita cambia per sempre: il normale approccio al sesso di un adolescente per la ragazza diventa una lotta contro la sete incontrollabile di sangue umano, il solo odore di un ragazzo la getta in estasi e acquisisce una forza disumana. Doina non può più tornare indietro pur provando a riprendere le pillole e a sua volta, proprio per la sua natura particolare, diventa l’oggetto del desiderio della comunità di vampiri.

Vampiri, cinematographe.it

Durante la lussuriosa festa organizzata dall’élite di vampiri in suo onore il sangue umano, come una sostanza stupefacente che dà sballo e una dipendenza difficile da controllare, viene consumato di nascosto solo da alcuni, tra i quali il bello e “dannato” Ladislas (Aliocha Schneider). Doina un po’ turbata decide di berlo per la prima volta così come un adolescente normale ad una festa fuma il suo primo spinello o, nel peggiore dei casi, prova una striscia di cocaina.

Vampiri – Realismo e violenza nella serie TV Netflix

Tra luci al neon, musica elettronica, personaggi inquietanti, scene crude e realistiche, l’estetica di Vampiri sembra influenzata molto dallo stile del regista danese Nicholas Winding Refn. Purtroppo, nonostante i diversi elementi positivi di una serie che rischiava di somigliare a molte altre produzioni sullo stesso argomento, in una marea di spunti interessanti molte vicende e personaggi si perdono, rimanendo a uno stato superficiale – in sei puntate da 40 minuti l’una era inevitabile – come la nascita e lo sviluppo della famigerata comunità di vampiri, la figura dell’inquietante Decana e gli studi di genetica del padre di Doina e Andrea. Tutti argomenti forse abbozzati per poi essere sviluppati meglio in una quasi certa seconda stagione visto il finale aperto dell’ultima puntata.

Regia - 3
Sceneggiatura - 2
Fotografia - 3
Sonoro - 3
Recitazione - 3
Emozione - 2

2.7

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