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Trotsky è una serie storico-biografica russa del 2017 diretta da Alexander Kott e Konstantin Statsky, ed interpretata da Konstantin Khabensky, nel ruolo di Lev Trotsky, figura su cui è incentrata l’opera. La serie è composta da 8 episodi ed è stata realizzata per il centenario della Rivoluzione D’Ottobre. È andata in onda per la prima volta il 6 novembre 2017 su Channel One, il principale canale televisivo russo ed ora disponibile sulla piattaforma Netflix.

Trotsky è una serie incentrata sulla vita del rivoluzionario sovietico, tra costruzione della Rivoluzione ed esilio messicano

Trotsky racconta la vicenda storica di Lev Trotsky, narrando dal suo punto di vista la Rivoluzione del 1917, l’ascesa al potere dei bolscevichi e le lotte intestine al Partito Comunista Russo, fino al suo esilio in Messico durante il periodo stalinista, dove Trotsky è stato ospite di Diego Rivera e Frida Kalho. La serie alterna i fatti messicani degli anni quaranta con lunghi flashback legati agli avvenimenti storici della Rivoluzione e della gestione del governo sovietico, focalizzandosi principalmente sulle figure di Trotsky, Lenin e Stalin, quest’ultimo eterno nemico del protagonista che dà il nome alla serie.

trotsky cinematographe

Lev Trotsky sopravvive miracolosamente ad un attentato subito nel maggio 1940 per mano dei sicari stalinisti nella sua residenza messicana e da questo momento decide di scrivere il suo testamento politico – conscio del fatto che Stalin lo avrebbe perseguitato fino a quando sarebbe riuscito ad eliminarlo- con l’obiettivo di lasciare al mondo intero la sua interpretazione di quanto successo nei precedenti tre decenni e raccontare in modo sincero la maniera in cui egli è riuscito a diventare profeta della Rivoluzione, partendo da una condizione d’oppressione e marginalizzazione. Per fare ciò chiama un giornalista canadese dalle simpatie staliniste, con l’intenzione di convincerlo della bontà delle sue tesi e fargli cambiare opinione e attraverso lui convincere tutta l’umanità della correttezza della sua visione.

Trotksy è una serie realizzata ottimamente dal punto di vista tecnico e che riesce a coinvolgere ed intrattenere, rinunciando in parte alla verità storica

La serie si configura come una produzione ad alto budget insolita per la Russia. Presenta infatti una pregevole fattura tecnica, curata nei dettagli estetici, nella regia e nella fotografia. La ricostruzione dell’ambientazione storica è meticolosa con un’ottima scenografia, che valorizza l’azione e la narrazione, assieme a un montaggio dinamico ed originale, a una regia pulita e funzionale e a degli effetti speciali ben costruiti.

Dal punto di vista narrativo Trotsky è una serie coinvolgente che riesce a coniugare narrazione storica e dinamicità cinematografica in maniera soddisfacente, con un’azione sempre sostenuta, buoni momenti di pathos e cali di ritmo pressoché assenti. Per garantire ciò gli autori hanno però sacrificato parzialmente la verità storica, inserendo elementi romanzati, realtà parziali, inesattezze ed elementi di pura invenzione. Ciò non significa che la serie sia priva di fondamento storico, molti avvenimenti sono narrati con realistica adesione, ma questi vengono affiancati da alcune narrazioni finzionali utili nel dare maggiore slancio alla vicenda dal punto di vista dell’intrattenimento. Troviamo un buon racconto della gioventù del futuro rivoluzionario, con un focus sulle sue origini ebraiche, la costruzione della coscienza rivoluzionaria durante la guerra, la narrazione della presa del palazzo d’inverno, della costruzione dell’Armata Rossa e i rapporti esteri con l’Occidente ben delineati. Troviamo anche il lato intimo e personale di Trotsky, con il suo grande amore per Natasha, il successivo esilio, le sue debolezze carnali e i demoni del passato che lo perseguitano. D’altro canto alcuni avvenimenti, come ad esempio l’incontro tra Trotksy e Freud e le dinamiche legate al denaro ricevuto dall’Occidente, sono pura finzione, ed altri, come la figura di Ramon Mercader, l’assassinio finale, il rapporto con Frida Kalho, sono raccontati in maniera non aderente alla piena realtà storica.

Trotsky presenta un protagonista dal carattere complesso e ambivalente nelle sue azioni

Il personaggio di Trotsky viene presentato come ambivalente e sfaccettato. Da un lato infatti troviamo il rivoluzionario appassionato e affascinante che sa come conquistare le masse con principi di giustizia e uguaglianza, dall’altro l’uomo cinico e irruento con un grande ego e che non esita a usare la violenza in maniera eccessiva. È un Trotsky che passa dall’umano al disumano a seconda delle situazioni, in una lettura incerta sulla sua figura, delineata negli avvenimenti, ma sfumata nel messaggio che si vuole darne.

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Il rivoluzionario sovietico viene così costruito in maniera commerciale per poter essere “venduto” a un pubblico largo, e sicuramente la cosa funziona dal punto di vista cinematografico. Trotsky diventa icona, con un certo fascino innegabile, accompagnato dai lati oscuri che ogni personaggio carismatico e degno di nota non manca d’avere.

Trotsky è un bel prodotto commerciale, piacevole da guardare con la consapevolezza del fatto che si tratti di una fiction e non di un documentario storico

Trotsky è dunque un prodotto commerciale dalle caratteristiche molto occidentali, rivolto a un pubblico eterogeneo, che strizza l’occhio in particolar modo ai giovani. Una serie che si guarda con piacere se presa come un pregevole prodotto d’intrattenimento e non come un documento storico. Sicuramente può aiutare anche a capire certi elementi legati ad alcuni avvenimenti centrali nella storia mondiale, ma con l’accortezza di saper scindere ciò che è fiction da ciò che non lo è, e consci del fatto che il personaggio di Trotsky viene volutamente presentato in una maniera enfatizzata utile alla riuscita di un’ottima narrazione cinematografica.

Trotsky è disponibile da novembre 2018 sul catalogo Netflix in lingua originale sottotitolata in italiano.