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Justin Roiland e Mike McMahan tornano di nuovo insieme dopo Rick e Morty per firmare una nuova serie animata per adulti che alza l’asticella dell’irriverenza e del politicamente scorretto. Solar Opposites riunisce insieme una gran quantità di esperimenti scientifici mescolati alle tante avventure che i protagonisti si trovano ad affrontare ogni giorno. In essa ritroviamo tutte le caratteristiche che hanno reso grandiosa Rick e Morty. Non solo i disegni e le particolari pupille ad asterisco dei personaggi (che qualcuno potrebbe associare a una specifica parte anatomica nascosta del nostro corpo), ma soprattutto la sfacciataggine e una certa noncuranza delle regole.

Questo, oltre al fatto che Roiland torna a dare la voce a uno dei principali protagonisti (Korvo), farà adorare Solar Opposites a tutti i fan del genere. Ma riuscirà a intercettare i neofiti di questo genere di situation comedy animata? È evidente, già dal primo episodio, infatti, che la serie non è adatta a un pubblico troppo giovane. Sia per i riferimenti politici, etici e sociali ma anche e soprattutto per il linguaggio e la violenza, che supera di gran lunga quella di Rick e Morty.

Solar Opposites: la trama

Solar Opposites è incentrata su un gruppo di quattro alieni costretti a scappare dal loro pianeta natale che sta per esplodere. Si schiantano su una casa pronta per il trasloco, nell’America suburbana del centro. Due di loro pensano che la Terra sia orribile, mentre gli altri due pensano sia fantastica. Korvo (Justin Roiland) e Yumyulack (Sean Giambrone) vedono solo l’inquinamento, il volgare consumismo e la fragilità umana, mentre Terry (Thomas Middleditch) e Jesse (Mary Mack) amano gli umani e la loro TV, il cibo spazzatura e le cose divertenti. La loro missione: proteggere Pupa, un super computer vivente che un giorno si evolverà nella sua vera forma, li consumerà e trasformerà la Terra.

Solar Opposites cinematographe.it

La storia di Solar Opposites parte un anno dopo il loro arrivo sulla Terra e già dall’episodio pilota entriamo nel vivo della trama e conosciamo le specificità dei protagonisti. Come detto, essi possono essere catalogati in una sorta di polarismo: Korvo e Yumyulack “contro” Terry e Jesse.

Korvo è una sorta di geniale scienziato, con una mente brillante, ed è il più delle volte disgustato dalla razza umana che reputa inferiore. Terry è meno sicuro di sé ma molto più innamorato della cultura terrestre e passa il suo tempo provando ad aggiustare i danni tecnologici provocati dalla loro caduta, costantemente impegnato a badare a Pupa. Quest’ultima, dal canto suo, è quello che potremmo definire una neonata con le fattezze di una baby-lumaca, golosa di dolci e potenzialmente in grado di distruggere il Pianeta.

I protagonisti più giovani che formano questa insolita famiglia, ma non necessariamente figli di Korvo e Terry, sono Yumyulack e Jesse. Frequentano le scuole superiori e cercano di adattarsi nel mondo, come tutti gli adolescenti umani e non. Ovviamente il processo sarebbe molto più facile se Yumyulack, con il suo disprezzo e la sua poca pazienza, non rimpicciolisse sempre i compagni di classe e gli adulti che non gli vanno a genio. Queste persone in miniatura vengono poi messe in una sorta di terrario per umani che permette al ragazzo di studiarle o semplicemente infastidirle.

Solar Opposites: gli alieni sono immigrati?

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Già dal primo episodio Solar Opposites si muove con prepotenza sul terreno dei rapporti sociali. Prendendo le mosse dalla quotidianità di quattro alieni che cercano di ambientarsi sulla Terra, affronta un argomento molto delicato e davvero interessante: quello dell’immigrazione. Korvo, Terry, Jess e Yumyulack cercano, ognuno a suo modo, di interagire con gli umani e con una vita nuova che non gli appartiene del tutto.

La similitudine con una famiglia straniera che si trova a vivere in terra americana è fin troppo evidente. Emerge non solo da come i quattro alieni si rapportano con questo mondo consumistico, violento e inquinato; ma soprattutto da come la comunità li percepisce. C’è chi li accoglie e li tratta come esseri umani, guardando al di là della loro forma aliena, ma c’è anche chi è diffidente e li vede come una minaccia. Una diffidenza reciproca che già dal secondo episodio viene affrontata più nello specifico, ponendo al centro l’accettazione e l’integrazione.

Solar Opposites: vaghe premesse per una serie che ci stupirà

Sono tante le questioni accennate e non ancora approfondite in Solar Opposites e questa vaghezza nelle premesse fa ben sperare in uno sviluppo non banale della sit-com. L’approfondimento verticale delle situazioni, che si concentrano più sui protagonisti, rende la storia della prima manciata di episodi apparentemente autoconclusiva. I quattro alieni affrontano le varie stranezze del nostro pianeta come le elezioni locali, la vita a scuola, la popolarità di un programma televisivo con protagonista una creatura di nome Funbucket.

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Queste mini avventure sono, nella maggior parte dei casi, assolutamente divertenti anche se fine a se stesse. Ma è proprio la natura così indefinita e approssimativa dei primi episodi che incuriosisce: lo spettatore percepisce che c’è qualcosa che Roiland e McMahan vogliono approfondire e questo – oltre alle risate – lo spinge a proseguire nella visione. Ad esempio, Terry e Korvo sono una coppia omosessuale o il loro pianeta natale non contempla la questione di genere? E in questo caso, se non si è intrappolati in una visione binaria dei generi, come mai Jesse ha tratti marcatamente femminili e Yumyulack maschili?

Domande non proprio banali, che rendono Solar Opposites un prodotto molto diverso da Rick e Morty, con una sua particolare crescita nell’universo delle serie tv animate per adulti. Per fortuna c’è già la conferma del rinnovo per una seconda stagione!