voto del pubblico 3.6/5
voto finale 3.3/5
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione
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Dopo meno di un anno dalla prima, torna con una seconda stagione su Netflix la serie distopica Snowpiercer, tratta dall’omonimo film del 2013 diretto da Bong Joon-ho e dalla graphic novel francese Le Transperneige. I primi dieci episodi, pur ricevendo pareri contrastanti, avevano fatto parlare di sé riscontrando un buon consenso di pubblico, e da subito ne era stato annunciato il proseguo. Ritroviamo dunque Jennifer Connelly nei panni di Melanie Cavill e Daveed Diggs in quelli di Andre Layton, affiancati dalla new entry Sean Bean nel ruolo di Mr. Wilford. Con loro riparte sul piccolo schermo l’epopea del variegato mondo dello Snowpiercer, il treno che si muove incessantemente attorno al globo, ospitando i superstiti di una catastrofe ambientale che ha colpito la Terra.

Snowpiercer 2 riparte da dove si era interrotto con la fine della prima stagione

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La seconda stagione parte in medias res, riprendendo il filo della narrazione esattamente da dove si era interrotto alla fine dell’ultimo episodio della prima. Lo Snowpiercer è stato agganciato da un secondo treno, il Big Alice, guidato da Mr. Wilford e sul quale si scopre esserci Alexandra, la figlia di Melanie. Quest’ultima si trova ancora all’esterno del convoglio, sbalzata a terra mentre cerca di dividere il punto di collegamento tra i due treni, mentre sullo Snowpiercer Layton e Ruth entrano in contatto con Alex. L’episodio si sviluppa portando avanti in maniera parallela la vicenda di Melanie e quella degli abitanti del treno. Vediamo dunque da una parte Melanie che si introduce successivamente all’interno del Big Alice e dall’altra Layton assieme ai residenti dello Snowpiercer, in lotta per la sopravvivenza e alle prese con la messa in discussione dell’esperimento di gestione democratica avviato alla fine della prima stagione.

La seconda stagione di Snowpiercer ricalca i meccanismi degli episodi precedenti ma trova nuova linfa con l’inserimento di Mr. Wilford

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Sin dalle battute iniziali di questo primo episodio si è catapultati nel vortice degli eventi restati in sospeso e nel pieno della tensione narrativa riguardo al destino dei protagonisti dopo il sorprendente cliffhanger di fine prima stagione. Il sapore è quello di un percorso in netta continuità, con pregi e difetti annessi, dove non sembra cambiare lo schema del racconto e sembrano confermati gli elementi strutturali che definiscono forma ed essenza dello show. Ritroviamo quindi l’altalenante moto di azione sostenuta e incertezza del futuro dei personaggi, tra violenza e scelte complicate da intraprendere, a cui fa da contraltare un livello maggiormente psicologico legato al personaggio di Melanie. Si parte con una discreta suspense, che va poi incanalandosi verso una curiosità che si costruisce tassello dopo tassello in riferimento all’imminente incontro tra l’ex direttrice dello Snowpiercer, sua figlia e il suo mentore tradito.

È poi la comparsa di Wilford a far svoltare effettivamente l’episodio, rivelando un potenziale villain dal forte carisma che può sostenere un nuovo slancio della serie. A destare maggiore interesse è difatti la partita legata al passato di Melanie e il suo rapporto con l’inventore del treno, legato direttamente anche a quello con la figlia Alex. Questo intreccio porta con sé un bagaglio di buone possibilità per i futuri sviluppi, mentre si ha la sensazione che il meccanismo su cui si basano i moti interni al treno sia – almeno per ciò che si nota in questo primo episodio – un po’ stantio. C’è sicuramente spazio per un’analisi delle contraddizioni insite nella gestione del potere da parte del rivoluzionario Layton, così da proseguire il ragionamento socio-politico abbozzato nella prima stagione, ma ancora non è chiaro quanto questo verrà portato avanti e se verranno o meno analizzate in maniera ulteriore la dinamiche delle classi sociali e del nuovo governo democratico all’interno del convoglio. La mossa realizzata poi da Melanie, che si concretizza in chiusura di puntata, può condurre allo sviluppo di un ragionamento attorno alla necessità della collaborazione tra opposti per la sopravvivenza, permettendo di aprire la strada ad una nuova gestione del conflitto.

La serie ha un potenziale ancora da esprimere e si regge per ora su due grandi interpreti come Jennifer Connelly e Sean Bean

Quel che è certo è il fatto che l’inserimento di Sean Bean risulta di primaria importanza per la freschezza e la solidità del prodotto. La star di Games of Thrones si mostra subito a suo agio nei panni di un Mr. Wilford rancoroso e assetato di vendetta e potere. La sua entrata nel cast può certamente dare un valore aggiunto a Snowpiercer e col suo carisma può diventare perno centrale di un rinnovato interesse, specie in abbinamento a Jennifer Connelly, la quale dimostra anche in questo inizio di stagione tutte le sue doti recitative e il suo magnetismo. È da loro che può scaturire sicuramente il meglio dello sviluppo della serie.

Non ci sono ancora sufficienti elementi per dirlo, ma il timore è quello che lo show resti nuovamente troppo in superficie, come accaduto nella prima parte. Questo avvio di stagione riconferma Snowpiercer come un buon prodotto di intrattenimento, ben confezionato – al netto dei limiti della CGI sulla rappresentazione del mondo esterno – ma che ancora non scava nella profondità delle dinamiche socio-politiche, nonostante degli spunti interessanti. Tuttavia le basi per una crescita più articolata e solida ci sono, sia sul lato sociale sia su quello delle interazioni e sfaccettature umane dei suoi personaggi, speriamo che il resto della stagione riservi un viaggio avvincente.

La seconda stagione di Snowpiercer è disponibile su Netflix con un episodio a settimana a partire dal 26 gennaio 2021.