Shardlake – recensione della serie Disney+ con Sean Bean

Shardlake è divertente e ben costruito, una chicca storica del catalogo Disney+ da divorare in un solo boccone!

Il 1° maggio 2024, Disney+ ha lanciato Shardlake, una serie TV in costume composta da quattro episodi. Ambientata nell’Inghilterra del XVI secolo durante il regno di Enrico VIII, la serie segue le indagini di Matthew Shardlake, un avvocato con una disabilità fisica incaricato di risolvere un omicidio avvenuto in un monastero. Diretta da Justin Chadwick e sceneggiata da Stephen Butchard, Shardlake offre uno sguardo avvincente nell’epoca dello scisma anglicano e delle tensioni politiche del tempo. Un piccolo gioiello del serial in costume, questo show è accattivante e sfarzoso, ricco di umorismo e atmosfere d’epoca, brillante e delizioso.

Accuratezza storica e senso dell’umorismo

L’accurata ricostruzione degli ambienti e dei costumi dell’epoca contribuisce a creare un’atmosfera autentica e coinvolgente. La regia racconta un giallo storico con ambizione, colore, accuratezza e studio del particolare. Un prodotto che articola abilmente la gestione di una trama fitta, uno snodo narrativo cruciale e uno stile assolutamente impeccabile!

Il pubblico della serie sarà trasportato nel cuore dell’Inghilterra Tudor, un periodo contrassegnato dai conflitti religiosi e politici che hanno segnato la storia del paese. La trama si sviluppa intorno alla misteriosa morte di un uomo incaricato di indagare sui monasteri per conto del cancelliere Thomas Cromwell. Questo evento porta il protagonista, l’avvocato Shardlake, e il suo fidato assistente, Jack Barak, a intraprendere un’indagine intricata che li porta a scoprire segreti oscuri e intrighi che minacciano di destabilizzare l’intero regno.

Uno degli aspetti più affascinanti di Shardlake è il personaggio principale stesso. Matthew Shardlake, interpretato magistralmente da Arthur Hughes, è un uomo complesso, non solo a causa della sua disabilità fisica, ma anche per la sua profonda moralità e il suo impegno per la giustizia. La sua evoluzione durante la serie, soprattutto nel confronto con i vari sospettati e nel rapporto con se stesso e le sue stesse convinzioni, aggiunge profondità e dimensione al personaggio. Hughes mostra un range vastissimo e sempre perfettamente calibrato, una interpretazione misurata e sfumata al contempo.

Inoltre, il cast offre interpretazioni convincenti, con Sean Bean nel ruolo di Thomas Cromwell che spicca per la sua presenza magnetica e la sua capacità di portare sullo schermo la complessità del suo personaggio. Anthony Boyle, nel ruolo di Jack Barak, offre un’eccellente performance come partner di Shardlake, aggiungendo una dinamica interessante alla coppia investigativa. Come uno Sherlock più umano e un John meno ingenuo, portando sullo schermo una variazione sul tema originale e creativamente interessante.

La serie non si limita a essere un semplice giallo, ma affronta anche temi più ampi, come l’ipocrisia e le macchinazioni politiche dell’epoca, offrendo al pubblico uno sguardo approfondito sulla società Tudor e sulle sue contraddizioni. La colonna sonora coinvolgente e le scenografie dettagliate, attente al contesto storico in ogni minimo particolare, contribuiscono ulteriormente a creare un’atmosfera avvincente e immersiva. Il pubblico si troverà, suo malgrado, risucchiato e circondato da una diversa era, composta da abiti incredibilmente sfarzosi, colori sgargianti e simboli, emblemi di un tempo lontano ma – grazie all’abilità di costumisti e scenografi – improvvisamente non così remoto. La ciliegina sulla torta? Tantissimo umorismo, sottile e gradevole quanto il risultato finale che dona all’opera!

Shardlake: valutazione e conclusione

Shardlake è una serie TV di qualità, un piccolo gioiello del suo genere che combina abilmente mistero, dramma storico e caratterizzazione dei personaggi. Con una trama avvincente, interpretazioni solide e una produzione di alta qualità, questa serie si rivela un’aggiunta preziosa al catalogo di Disney+ e promette di intrattenere e coinvolgere il pubblico fino all’ultimo episodio. Quattro puntate che si divorano e offrono uno srotolarsi di sano, puro, profondo e intelligente intrattenimento.

Regia - 3.5
Sceneggiatura - 3.5
Fotografia - 3.5
Recitazione - 3
Sonoro - 3.5
Emozione - 3.5

3.4