voto del pubblico 4.0/5
voto finale 3.3/5
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Recitazione
Sonoro
Emozione
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Cinema e serialità, due mondi simili eppure così opposti. Uniti da un filo conduttore, questi due modi di raccontare storie si incontrano e si separano. Se da una parte il cinema ha le sue regole, la televisione ne ha altre: dalla scrittura al montaggio, dalla durata fino all’evoluzione dei personaggi. Se un espediente narrativo funziona per il cinema non è detto che funzioni per la televisione, e viceversa. È su questa distinzione, che forse, inciampa Ridatemi mia moglie, la miniserie scritta da Giovanni Bognetti e diretta da Alessandro Genovesi. Questo non vuol dire che non sia un buon prodotto, anzi, ma qualcosa nella sua riuscita finale sembra stridere, ripetersi e in qualche modo rallentarne la visione. Perché parliamoci chiaro, a livello registico e attoriale, la serie Sky Originals è davvero interessante. Sul podio troviamo infatti un ottimo Fabio De Luigi, aiutato dalla magnifica chimica con Anita Caprioli. Insieme, i due, fanno davvero scintille e riescono a portarci lì con loro. Entrambi, sotto la guida di Genovesi, lavorano per sottrazione, rimuovono per accentuare. Guizzi da commedie e facce deformate vengono sostituite a sguardi sinceri e parole reali.

Su questo piano, Ridatemi mia moglie ha vinto la scommessa della Colorado Film che, con questa serie, punta ad una nuova produzione seriale. Il problema, però, è proprio qui, nella formula scelta per la storia: una miniserie in due episodi. Ognuno dei due episodi hanno una durata di più di un’ora, dove scene e atteggiamenti dei personaggi sembrano ripetersi in questa corsa del protagonista nel cercare di riallacciare i rapporti con la moglie. Un montaggio differente, più serialiazzato e quindi con più episodi meno corti avrebbero aiutato notevolmente la visione del racconto. La storia ne ha tutte le caratteristiche, ad ogni ripresa chiama a gran voce una sua diversa struttura, eppure viene imbrigliata ad un meccanismo che non sembra essere il suo. Questo, e alcune scelte in fase di scrittura, fanno scendere l’asticella di un prodotto che altrimenti sarebbe stato perfetto.

La pazza e così reale separazione tra Giovanni e Chiara

Ridatemi mia moglie - Cinematographe.it

I protagonisti di Ridatemi mia moglie sono Giovanni (Fabio De Luigi) e sua moglie Chiara (Anita Caprioli). La storia racconta, tra passato e presente, la nascita del loro rapporto fino alla crisi che stanno affrontando. Chiara è l’unica rendersene conto, ad accusare il peso di una relazione che non riesce più a sostenere. Giovanni, dal canto suo, è convinto che tutto proceda come sempre, ed è forse questo il suo più grande errore. Il castello di carta, su cui Giovanni ha costruito l’idea del suo matrimonio, crolla quando, al suo rientro da un viaggio di lavoro, trova una lettera scritta dalla moglie. Quest’ultima ha infatti era intenzionata a lasciare l’uomo, ma le parole scritte non le sembravano quelle giuste e getta la lettera nel cestino. Trovata quindi per caso, la lettera rappresenterà l’inizio della fine, o un nuovo inizio per i due. Giovanni però è ancora follemente innamorato di Chiara e farà di tutto pur di riconquistarla.

In mezzo a Giovanni e Chiara troviamo una coppia di suoceri stravagante, formata da Rossana (Carla Signoris) e Renato (Diego Abatantuono), un uomo che sta affrontando una nuova fase della sua vita. A concludere il quadretto c’è anche Lucia (Diana Del Bufalo), la sorella pasticcera di Chiara e Antonio (Alessandro Betti), il capo e migliore amico di Giovanni. Quest’ultimo uno dei personaggi più interessanti della serie, che lo ricordiamo è un adattamento della sit-com inglese I Want My Wife Back. Il lavoro di riscrittura del prodotto originale si nota, e porta la storia verso nuovi orizzonti. Come promesso, Genovesi realizza un racconto in un non-luogo, senza connotazioni regionali e soprattutto nazionali. È un’ottima evoluzione per la commedia di genere italiana, più improntata ad un mercato internazionale. Si, Ridatemi mia moglie è una serie per tutti, perché l’intimità, la realtà e il sentimento tra Giovanni e Chiara non ha confini. La serie va premiata in tal senso, perché al di là delle altre side stories i protagonisti sono loro e ci convincono fino in fondo; sono reali e tangibili. Parlavamo della chimica tra De Luigi e Caprioli, entrambi ci portano in una realtà di coppia profonda, ad un amore con le sue difficoltà, dove ci si può lasciare, e comunque rimanere legati; forse Normal People ha impartito una bella lezione su come raccontare le relazioni.

Ridatemi mia moglie, una miniserie a metà

Ridatemi mia moglie - Cinematographe.it

Accantonato quello che secondo noi è un problema di “impacchettamento” della serie, altri fattori ci fanno storcere un po’ il naso, primo fra tutti il Renato di Diego Abatantuono. Qui ci muoviamo sul filo del rasoio, al limite dello spoiler, quindi staremo attenti. Ciò che possiamo dire è che non si percepisce mai una sua piena comprensione, il perché del suo cambiamento e delle sue azioni. Di per sé l’idea del personaggio sembra essere intrigante e poteva portare a interessanti risvolti, ma non se ne dà mai peso. Il personaggio rimane sospeso, come se dietro la sua creazione ci fosse una semplice scelta di “marketing”; accontentare chiunque si sarebbe sentito escluso. Questo dubbio, però, potrebbe essere risolto da un’altra soluzione. E sì, perché molti personaggi, come quello di Renato, non trovano una vera conclusione della loro storia, come se le intenzioni fossero quelle di portare Ridatemi mia moglie ad una seconda stagione.

Ulteriore fattore di distrazione è il montaggio. Se alcune scene sono ben allineate tra loro, altre non trovano una vera spiegazione. Alcuni flashback, infatti, sembrano essere dissonanti rispetto a ciò che il presente sta raccontando, smorzando così l’enfasi sulla scena. La musica non aiuta in tal senso, e si ferma a poche note che non rimangono mai impresse. In Ridatemi mia moglie troviamo anche alcuni momenti cliché, e scene già viste, sia al cinema che in televisione. Questo spezza un po’ l’originalità del prodotto, ma per fortuna sono poche e non ci fanno sbuffare più di tanto. Detto ciò, la miniserie è un prodotto a metà: se da una parte abbiamo un’ottima recitazione e regia, dall’altra si avverte un certo attaccamento a vecchi stereotipi. Ridatemi mia moglie ci viene proposta come una tragicomedy, eppure in essa non riscontriamo una vera e propria comicità, la storia non punta alla risata fragorosa, ma a un sorriso sommesso. Ciò che risalta maggiormente è la storia d’amore, con tutte le sue complicazioni. L’assurdità smette di esserlo quando la realtà lo è di più, e la nostra realtà è molto simile a quella di Giovanni e Chiara.

Ridatemi mia moglie nasce dalla partnership tra Colorado Film e Sky Italia, e uscirà su Sky 6 (nuovo canale di Sky) il 13 settembre, seguita dalla seconda parte il 20 settembre.