Resident Alien: recensione dei primi due episodi della serie con Alan Tudyk

Resident Alien arriva su Rai 4, con i primi due episodi di una serie divertente e ben scritta dallo sceneggiatore dei Griffin.

Arriva anche in Italia Resident Alien, la serie di Chris Sheridan tratta dall’omonimo fumetto ideato da Peter Hogan e Steve Parkhouse. Fin dalle sue prime battute, la storia ci fa intuire ciò che da lì in poi andremo a vedere, ma niente ci può preparare alla serie di risate che ne conseguiranno. Alan Tudyk veicola l’intera narrazione con grande spessore. Dopo una carriera passata a interpretare “quello strano”, arriva al ruolo che più di ogni altro lo rende davvero estraneo, l’alieno. Dopo aver vestito i panni di Mr. Nobody in Doom Patrol, calza ora le pelli di Harry Vanderspeigle con lo stesso carisma e magnetismo.

Resident Alien: uccidere gli umani o comprendere perché piegano la pizza prima di mangiarla?

Resident Alien - Cinematographe.it

Dopo che un fulmine colpisce la sua navicella spaziale, un alieno tenta un atterraggio di emergenza sulla Terra. Qui sarà costretto ad assumere l’identità del Dottor Harry Vanderspeigle, per mimetizzarsi tra gli umani e allo stesso tempo cercare di aggiustare la sua nave. La sua missione? Capire se vale la pena o meno uccidere gli esseri umani. Ma nei panni di Harry inizierà a provare sentimenti umani e, soprattutto, ad avere risentimenti sulla sua missione. Il tutto si complicherà quando verrà chiamato dalla polizia locale di Patience ad analizzare il corpo di un uomo che in tutta probabilità è stato assassinato. La conoscenza di Asta (Sara Tomko) e D’arcy (Alice Wetterlund) lo porterà a comprendere piano piano le interazioni tra le persone, e come affrontare tutta una serie di emozioni fino a quel momento sconosciute: come una fame insaziabile.

Attraverso la sua comicità, Resident Alien non si ferma a raccontare soltanto la storia di Harry, un alieno sotto mentite spoglie umane. Gli sceneggiatori vanno oltre il superficiale, e lavorano in profondità nella caratterizzazione dei vari personaggi. Dal sindaco Hawthorne (Levi Fiehler) allo sceriffo “Big Black” Thompson (Corey Reynolds) fino al piccolo Max. La serie scandaglia il fondale di un paesino americano, come una ricerca sull’umanità; la stessa che porta avanti il protagonista. Resident Alien lavora in parallelo, da una parte ciò che vede Harry e dall’altra ciò che vediamo noi come spettatore onnisciente. E allora l’alieno diventa più umano dell’umano, una sua versione amplificata senza filtri o barriere. Alan Tudyk è perfetto per questa parte, e la sua mimica facciale non smette mai di far ridere.

Un esordio coi fiocchi, in grado di catturarci fin dalle prime battute

Resident Alien - Cinematographe.it

Il pilot di Resident Alien ha inizio con un finto Dr. Vanderspeigle isolato dalla comunità, intento solo nel recuperare i pezzi della sua navicella. Impara la lingua umana grazie alla televisione, e nel particolare a Law & Order, che diventa da subito il suo punto di riferimento. È emblematico il fatto che sarà proprio un omicidio a portarlo a contatto con la popolazione di Patience, come in un episodio della sua serie preferita. Una volta dentro la comunità, Harry si troverà davanti un mondo estraneo, ben più complesso di quello rappresentato sullo schermo. Le convenzioni sociali sono ancora un mistero, e questo lo porta ad essere agli occhi degli altri un pochino strano; cosa che lui vorrebbe evitare a tutti i costi. Eppure, allo stesso tempo, sembra attirare le persone a sé, come una calamita. La sua spiazzate sincerità è il fulcro della comicità del personaggio.

Alan Tudyk lavora per eccesso e poi per sottrazione; insomma, rimuove per ottenere qualcosa di più. Nega al suo Harry uno statuto di normalità umana, ma allo stesso tempo lo rende veramente umano. Sarà anche interessante osservare il rapporto del protagonista con Asta. Tudyk e Tomko dimostrano fin dà subito un’ottima chimica, la stessa che in generale sembra esserci tra tutto il cast di Resident Alien. Un esempio è il rapporto di reverenza e ammirazione che il vice sceriffo Liv ha nei confronti del suo capo, un uomo talmente altezzoso da farsi chiamare Big Black; cosa che è non gradita dagli abitanti, soprattutto il sindaco. Ogni personaggio ha la sua storia da raccontare, un modo per dare ad Harry delle ragioni per non uccidere l’umanità.

Resident Alien: comicità e grande profondità narrativa

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La prima semplice parola che viene in mente pensando a Resident Alien è risate. Non poteva essere altrimenti, vista la carriera di Sheridan. Dallo sceneggiatore di diversi episodi de I Griffin non ci aspettavamo altrimenti. Di rilievo la sigla della serie, un manuale di comportamenti corretti per alieni. Le varie disposizioni, da libretto aereo, sembrano cambiare ad ogni episodio, dando anche un suggerimento di ciò che andremo a vedere.

Ciò che però stupisce maggiormente è una complessità narrativa molto spesso estranea a prodotti del genere. Resident Alien infatti riesce a coinvolgere su più piani, alzando l’asticella sempre di assurdità sempre di più. Non stupisce il rinnovo per una seconda stagione. Nel frattempo possiamo goderci gli episodi su Rai 4 e Rai Play a partire dal 12 aprile con i primi due episodi.

Regia - 4
Sceneggiatura - 4
Fotografia - 3.5
Recitazione - 4.5
Sonoro - 4
Emozione - 4.5

4.1

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