One Day: recensione della serie TV Netflix

Una serie TVdolce e dolorosa, aggraziata e coinvolgente, che accarezza e sa anche prendere a schiaffi.

Nessuno vuole essere una nota a margine nella vita degli altri. Si ha sempre paura di essere un piccolo punto in un’esistenza fatta di persone più importanti, di sentimenti più importanti. Per questo spesso si preferisce essere amici per tutta la vita di un amore non corrisposto invece che puntare su ciò che si desidera veramente, questo è ciò che accade ad Emma e a Dexter, protagonisti di One Day, la serie tratta dal romanzo di David Nicholls che ha avuto già una trasposizione cinematografica, l’omonimo film di Lone Scherfig, interpretato da Anne Hathaway e Jim Sturgess. One Day, serie composta da 14 episodi di 20 minuti ciascuno, creata da Nicole Taylor – su Netflix dall’8 febbraio 2024 -, racconta di due ragazzi come tanti che si incontrano per caso, un giorno qualunque, perché sono nello stesso posto e non in un altro, pronti ad incrociare la strada della persona che cambierà la loro esistenza. Emma (Ambika Mod) e Dexter (Leo Woodall) sono diversi, eppure entrano l’uno nello spazio dell’altra, e da quel 15 luglio 1988, la sera della loro laurea, iniziano un rapporto destinato a durare per sempre, a metà tra amicizia e qualcosa di più.

One Day: un filo rosso che lega due persone distanti e diverse

“È uno dei grandi misteri cosmici: come fa una persona passare dall’essere un perfetto sconosciuto a essere la persona più importante della tua vita?”

Il libro One Day è una storia che tocca, che ti resta attaccata addosso, chi non ha avuto una Em o un Dex? Chi non ha avuto un amico o un’amica che amava più di quanto amasse un sodale? Chi non ha mai avuto un rapporto così logorante, quasi insopportabile, che fa soffrire ma che ad un certo punto, o in un modo o in un altro, trova una soluzione? Tutti, forse è il caso di dire purtroppo. Em e Dex per molti anni, o non sono nello stesso momento della vita, o hanno progetti diversi, o sono impegnati in altre relazioni – che non li rendono mai veramente e profondamente felici. Così, di episodio in episodio, lo spettatore entra nel mondo di questi due giovani pronti a costruire fattivamente il loro futuro, il lavoro, la gestione dei propri sogni, le paure, le storie. Emma è una donna eccezionale, è stata una studentessa modello ma ora ha paura di non essere all’altezza, di sbagliare, o semplicemente non sempre le cose sono così facili, sognava di trasformare il mondo in un posto migliore ed ora deve scendere a patti con le cose. Dexter è ricco, affascinante, un po’ borioso, figlio del privilegio, il mondo per lui è un parco di divertimenti personale in cui affondare le mani. Nel corso dei successivi vent’anni, il 15 luglio di diversi anni, a volta sismici, altri meno, i due vivono momenti cruciali per la crescita di loro stessi ed anche in relazione all’altra persona.

Emma e Dexter si vogliono bene, si amano eppure non se lo dicono mai o se lo dicono in momenti “sbagliati”, vivono un’altalena di sentimenti, di traguardi, e, incredibilmente, sono sempre fuori sincro, almeno fino ad un certo punto. Mentre Dex si sta godendo tutto, Emma è chiusa in un locale che sa di cibo di quart’ordine. Mentre lei insegna e inizia a scrivere storie per bambini, lui è perso in un tunnel di alcol e droga e sta perdendo ogni cosa. Crescono, maturano, sembrano essere sempre gli stessi eppure sono così diversi, ogni volta un po’ di più, e la loro amicizia li spinge, li modella, non li fa sentire mai soli. Si ispirano a vicenda e l’uno è specchio ed estimatore dell’altra. Intanto la loro reciproca attrazione ribolle sotto la pelle, dentro le vene, ne sono esempio la notte del loro incontro in cui passano il tempo a volersi ma anche a raccontarsi, la vacanza in Grecia in cui la pelle di Em, bruciata dal sole, al sapore di salsedine, coinvolge Dex che spalma la crema solare sulla schiena dell’amica con curiosità e desiderio. In entrambi i casi però, la serie decide di trattenersi, di restare un passo indietro, mentre nel libro e nel film le due scene acquistano un valore ancora più sentito qui la tensione è più attenuata. La stessa cosa vale per uno dei momenti più strazianti del loro rapporto, quando, durante una cena in un ristorante rinomato e alla moda, Emma e Dexter, litigano dicendosi molte delle cose che non si sono mai detti. Lei, delusa e arrabbiata per l’uomo che è diventato, visibilmente alterato, arrogante ma non nella maniera tenera e dolce con cui spesso “parlava al mondo”, gli urla in faccia tutto il suo amore e il suo dolore, “Ti amo ma come persona non mi piaci più”. Emma ha lavorato su se stessa e quando si trova di fronte al nuovo Dexter, si sente ancora la ragazzina insicura di anni prima, meno sicura di sé e in balia di lui.

Eppure c’è sempre un filo rosso che li tiene insieme mentre hanno tra le mani il primo cellulare – che rompe una promessa fatta molti anni prima -, mentre pensano come sarebbe bello raccontare all’altra persona l’assurda situazione di cui sono stati protagonisti. Emma e Dexter sono legati da un elastico, combattono, si allontanano, si riuniscono; è una rappresentazione accurata delle oscillazioni di tutta la vita. Interiorità, sesso e amori fanno parte dell’esistenza, come quella di qualsiasi persona, e mentre compiono il loro percorso, tortuoso e faticoso – Dex inizia una relazione con Lydia (Eleanor Tomlinson), si sposano e hanno una figlia, mentre Emma convive con l’aspirante comico Ian (Jonny Weldon) -, ci sono vari istanti che dimostrano che non sono nel posto giusto.

One Day sa narrare bene questo vagare senza scopo, come capita mentre si sta crescendo, con meraviglia e un mesto sospiro e tutto avviene con delicatezza.

La storia di un amore che viene raccontata attraverso istantanee, espressione dei cambiamenti dei personaggi

Il libro di Nicholls vuole dare la sensazione di intimità che si prova sfogliando un album di foto, comunica le emozioni che si vivono mentre uno si guarda crescere e la serie riesce a mostrarlo. Em e Dex si accarezzano, si guardano, si baciano, assistono ai traguardi raggiunti, si avvicinano e si allontanano in un rapporto che è bello, intenso, profondo, ma anche doloroso, a tratti, un po’ malato, tanto che Emma gli dice che appena lei “si libera” di lui, l’amico la richiama a sé e che lui non può fare così impedendole di vivere e di essere felice. Non parlare, tenere tutto dentro, scappare da ciò che si desidera veramente, rende tutto più complesso e amaro, la loro relazione quando le cose sono chiare è invece equilibrata e bella proprio per quanto è potente. Parlano la stessa lingua, sono l’uno il porto sicuro dell’altra, si fidano, hanno stima e rispetto l’uno dell’altra, stare separati spegne la luce che entrambi portano dentro.

“Qual è il tuo progetto di vita?” chiede Emma a Dex ​​mentre si spogliano, ma tutto ciò che Dex riesce a immaginare è un ragazzo giramondo, pieno di donne e di avventure. “È questo il tuo progetto per il futuro? Andare in vacanza?”. Ma il futuro, quando si svolgerà, sarà più complicato. Appartengono a generi e classi sociali differenti, eppure riescono a trovarsi anche se la società non concede le stesse possibilità ad entrambi. Sono destinati a riunirsi, lo vogliono loro, lo vogliamo noi spettatori, lo sanno tutti che sono fatti l’uno per l’altra, e la struttura episodica funziona bene proprio per lo sviluppo di ciò.

Emma cerca con fatica il suo posto nel mondo senza aiuti o spinte, lei non è una privilegiata come Dex e glielo dice quando litigano o quando lo prende un po’ in giro ed è questo uno dei punti cardine del libro di Nicholls. Dexter però, se è un privilegiato perché è bello, affascinante, ricco e apparentemente senza problemi, porta uno strazio dentro che lo fa smarrire più e più volte. Lo stordimento lo aiuta a sopportare il dolore per i fallimenti, anche quelli lavorativi, per la morte della madre, per il sentirsi perennemente inadatto, lui così giusto per il mondo, poi alla fine è fragile e viene sbattuto di qua e di là come una canna al vento. La ragazza è più forte, più preparata agli urti della vita, lui invece, nonostante l’aspetto e la supponenza che protegge un’infinita fragilità, è bisognoso di lei, infatti, in più di un’occasione il ragazzo la chiama, in preda ai bicchieri di troppo, alle parole della madre, perché la vuole accanto e necessita di un suo consiglio. 

One Day: valutazione e conclusione

One Day è una serie dolce e dolorosa, aggraziata e coinvolgente, che accarezza e sa anche prendere a schiaffi, anche se, a tratti, trattiene le emozioni, molto più dirompenti nel libro e nel film. Em e Dex però smuovono nello spettatore qualcosa, tenerezza, rabbia, fanno piangere e sorridere chi guarda perché questa storia d’amore, ma non solo, riguarda ciascuno di noi.

Riesce a tradurre bene angosce e ansie di sta costruendo la propria vita, portando sul piccolo schermo un amore a cui è servito del tempo per avere il coraggio di definirsi tale, mettendo da parte la paura. A dare corpo ad Emma e a Dexter, ci sono Mod e Woodall – attori molto diversi da Anne Hathaway e Jim Sturgess e all’inizio è difficile entrare in sintonia con i nuovi protagonisti – che hanno una grande alchimia e riescono a rendere credibile la relazione viscerale e potente tra i protagonisti. 

Questa non è una favola, è una storia, a volte complessa di due ragazzi normali, belli, imperfetti, commoventi – lo spettatore ritrova parte di sé sia in Em che Dex-, che sanno essere disordinati, arrabbiati, feroci perché anche così vanno le cose. Funzionano questi 14 episodi, nonostante non si tratti di una serie perfetta, funziona la serie soprattutto grazie al minutaggio adatto al binge watching, alla costruzione degli episodi (ogni episodio riguarda un momento della storia dei protagonisti), scritti bene e che sanno dosare gli elementi amore e rabbia, felicità e strazio, risate e lacrime.

Regia - 3
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 3
Recitazione - 3.5
Sonoro - 3
Emozione - 3

3.1

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