Loki – stagione 2: recensione del primo episodio della serie TV Disney+

Attesissimo, Loki conferma la bontà dell'intuizione originaria del personaggio e la capacità dei Marvel Studios di raccontare e affascinare.

Loki 2 è una serie dei Marvel Studios distribuita da Disney+: il primo episodio della seconda, attesissima stagione è disponibile dal 6 ottobre 2023.
Basata sull’omonimo personaggio creato sulle pagine della testata a fumetti della Marvel Comics Journey Into Mistery (vol.1) #85 dell’ottobre 1962, scritto da Stan Lee e Jerry Lieber disegnato da Jack Kirby, la serie ambientata nel Marvel Cinematic Universe è ideata da Michael Waldron (presente anche come showrunner) e interpretata da Tom Hiddleston nel ruolo principale.

Per Asgard!

Loki è, originariamente, il dio dalla grande astuzia e degli inganni nella mitologia norrena; ma anche dio della distruzione, vero e proprio trickster -nel folklore, un personaggio abile nell’inganno e caratterizzato da una condotta fortemente amorale-.

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Seguendo la mitologia, la sua figura è ambivalente quanto lui: in alcuni miti è compagno di Odino e di Thor, mentre in altri è proprio lui ad attentare all’ordine cosmico. L’etimo del suo nome è collegato al fuoco, elemento che riporta al concetto di civilizzazione ma anche alla distruzione. Ed infatti pure se Loki vive con gli Asi (dei nordici del cielo), è contemporaneamente imparentato con i giganti, simboli del caos.
Loki Laufeyson (letteralmente, Loki figlio di Laufey) è invece il personaggio dei fumetti creato nel 1962 ispirato ovviamente all’omonima divinità norrena.
Prima di debuttare alla Marvel, Loki era già apparso nelle pubblicazioni Timley Comics (l’antesignana della casa editrice di Lee) con un aspetto però completamente diverso, con capelli rossi e vestito fucsia. Quando fu ripreso sulle pagine della testata che ospitava le avventure del dio del tuono, Loki acquisì pian piano un suo background preciso: nato a Jotunheim, dal re del ghiaccio Laufey e da sua moglie, il piccolo e minuto esserino era causa di vergogna per il gigantesco padre, che lo abbandonò appena nato.

Il personaggio ha subito poi numerosissime trasformazioni, fisiche e psicologiche (è diventato donna e bambino, poi di nuovo adulto), fino a che, complice la fisionomia impressa da Hiddleston nell’MCU, ha assunto le caratteristiche ambigue e affascinanti che conosciamo oggi.

Lost in traslation

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Le migliaia di pagine a fumetti dove appare il dio degli inganni (non sempre e non per forza insieme al fratellastro Thor) raccontano quindi una storia multiforme e sfaccettata, che restituisce uno dei personaggi più affascinanti dell’intero pantheon Marvel Comics.

Certo, i Marvel Studios ci hanno insegnato però che, per riuscire nell’impresa, nell’adattamento tra un medium e un altro qualcosa va persa, qualcosa va aggiunta: e allora, gran parte del successo che Loki ha avuto sul grande -e piccolo- schermo è dovuta a Hiddleston, che con il suo sguardo guizzante e il suo intelletto sottile e languido, ha saputo dare tratti distintivi al personaggio rendendolo intrigante ma anche incredibilmente tridimensionale.

Tutto questo ha fatto sì che Loki, la prima stagione uscita nel 2021, fosse non solo un enorme successo, ma anche uno show tra i più raffinati e curati dell’intero panorama: e insieme al precedente WandaVision, ha saputo innovare trasversalmente il modo di raccontare le storie sul lungo percorso in televisione.

Una trama profondamente intrisa di storia e mitologia Marvel, senza per questo dimenticare di approfondire i caratteri e anzi basare lo svolgimento narrativo proprio su di loro: ed è (anche) per questo che la prima puntata della seconda stagione di Loki è una vittoria.
Si è detto da più parti come l’MCU ultimamente stesse soffrendo un affanno narrativo e produttivo: serie che avevano sempre meno mordente, film che creavano attesa solo intorno alle eventuali scene post credit, una continuità sempre più sfilacciata, e non ultimo effetti speciali un po’ buttati via.
Se per quest’ultima caratteristica lo sciopero da poco terminato aveva scoperchiato un vaso di pandora (effettisti costretti a lavorare con orari disumani), per il resto gran parte della colpa va quasi certamente al grande successo degli inizi, che dal 2008 fino al 2020 ha creato un vero e proprio crescendo di entusiasmo. Culminato proprio con le serie tv prodotte dai Marvel Studios direttamente e distribuite da Disney Plus: WandaVision e Loki sono state le prime due e si sa, il primo amore non si scorda mai.

Cosa pensiamo di Loki – stagione 2?

Due show che hanno realmente cambiato la concezione di narrativa seriale, un po’ come Twin Peaks lo ha fatto negli anni Novanta e Lost negli anni Dieci. Intrisi fino al midollo di mitologia Marvel, con rimandi a non finire che rimbalzavano tra fumetti e film, strizzatine d’occhio, e sceneggiature affascinanti che si stratificavano in corto circuiti densissimi: tutte cose che si sono perse lentamente, un po’ per forza di cose, un po’ perché lentamente la quantità sembrava aver soppiantato la qualità, non potendo ovviamente mantenere un livello così alto con tre film e quattro serie ogni 365 giorni.

Loki 2 cambia allora un po’ direzione: perché riprende tutto quello che di buono c’era nella prima stagione, e si offre come intrattenimento di altissimo livello.

Hiddleston si mangia la scena con uno sguardo, Owen Wilson gli va dietro e dimostra quanto difficile può essere fare la spalla di un grande personaggio. La trama riprende esattamente da dove avevano interrotto due anni fa: e in qualche modo moltiplica a dismisura la complessità dell’intreccio, aumentando di pari passo con le linee temporali che si sovrappongono. E aumentando anche gli agganci con l’epica a fumetti, perchè tra le altre cose viene introdotta anche Ravonna Rensleyer, che sulla carta è da sempre il “motore immobile” di ogni mossa di Kang il Conquistatore.

Non è facile seguire per filo e per segno tutto quello che avviene: così come non è facile comprendere dove si andrà a parare, ma di certo è sicuro che Loki 2 non fa altro che confermare come -anche- la prima fosse centrale nell’economia dello sviluppo delle tante storie dell’MCU, e di come allora già da tempo si fosse programmato dove si volesse andare con l’introduzione del concetto del Multiverso.

Questo primo episodio gioca un po’ con lo spettatore: da una parte riprende per filo e per segno quanto detto e fatto nella prima stagione, dall’altra si lancia spericolatamente e (apparentemente) senza rete per comporre quel mosaico che è la Saga del Multiverso, iniziata benissimo e proseguita un po’ così.

Vediamo come finirà.

Loki – stagione 2: valutazione e conclusione

Insomma, ci sono tutte le premesse perchè questa seconda stagione non soltanto sia narrativamente imperdibile, ma anche che riporti l’MCU agli antichi fasti: una regia perfetta, interpreti ottimi, una storia ingarbugliata al punto giusto, rimandi alla Marvel Comics dei fumetti gustosi e ammiccanti (Kang, Ravonna, Broxton il paese americano dove arriva Asgard, e altro)… insomma, tutti gli ingredienti al posto giusto, un personaggio centrale incredibile, un apparato tecnico di prim’ordine. Per Asgard!

Regia - 3
Sceneggiatura - 4
Fotografia - 4
Recitazione - 4
Sonoro - 3
Emozione - 4

3.7