La sposa: recensione del primo episodio della fiction Rai con Serena Rossi e Giorgio Marchesi

Dal 16 al 30 gennaio, ogni domenica alle 21:25, in onda su Rai Uno la nuova fiction Rai La sposa.

In onda su Rai Uno dal 16 gennaio 2022, La sposa è la nuova fiction con Serena Rossi disponibile anche su RaiPlay.

Quando si dice fiction Rai, si sa, il popolo si divide in due gruppi: gli appassionati, ciecamente ingordi di qualsiasi prodotto televisivo italiano, mossi probabilmente da un amore diventato abitudine o abitudine diventata amore, che si nutrono voracemente delle storie della meravigliosa penisola; ed esistono poi pensieri tendenti al radical-chic, anch’essi in modo cieco appassionati e mossi verso l’esprimere scherno nei confronti di tale tipologia di spettacolo (la fiction), scegliendo fra un ampio ventaglio gli insulti da dedicare alle produzioni tipicamente italiane: in Italia non si sa recitare, il sonoro è scadente, le storie sono banali e chi volesse aggiungerne, si appresti volentieri. Il vero problema di questa seconda categoria è proprio la dipendenza da un sistema statunitense, che ha negli anni monopolizzato le forme e le strutture della narrazione cinematografica e televisiva, portando alla svalutazione del racconto tradizionale italiano. La verità, si sa, sta spesso nel mezzo: la fiction è un prodotto cinematografico e come tale può essere bello o brutto, può piacere o non piacere. Ma non si neghi la sua componente tradizionale ed edificante, unente, spesso ben più importante di qualsiasi altra cosa: così è La sposa, in anteprima su Rai Uno da domenica 16 gennaio.

Di cosa parla La sposa, la nuova fiction Rai

La sposa cinematographe.it

Premessa necessaria per scrivere di La sposa, diretto da Giacomo Campiotti (già regista di serie di successo come Braccialetti Rossi, seppure quest’ultima sia davvero un prodotto di dubbio gusto) e interpretato da un cast di vero pregio, composto da Serena Rossi, Giorgio Marchese, Maurizio Donadoni, Mariella Lo Sardo (grande prova attoriale nel recente Il legame, diretto per Netflix da Domenico De Feudis nel 2020), Matilde Piana e Mario Sgueglia. La sposa, miniserie Rai Fiction, che consta di tre lunghi episodi, è un tipico racconto nazionale, da vero romanzo a metà fra l’ottocentesco verismo e il neo realismo che si è abituati a leggere fra le righe di Pratolini, Silone, Cassola fra le tante pietre preziose della letteratura italiana: Maria Saggese (Serena Rossi), che è la sposa della storia, giovane donna calabrese, seppur istruita e innamorata di un uomo partito per il Belgio (quasi una Penelope), accetta di essere data in moglie a un uomo sconosciuto delle terre venete, per saldare i debiti della sua famiglia orfana di padre e permettere alla madre (Mariella Lo Sardo) di condurre una vita non misera, alla sorella Luisa (interpretata dalla giovane Giulia D’Aloia) di maritarsi e al fratello Giuseppe (portato sullo schermo da Matteo Valentini) di poter studiare. Compiuto l’accordo e celebrate le nozze, la donna – ormai vera e propria sposa – viene, come merce del colone, portata nella nebbiosa pianura padana, dove ad attenderla v’è una realtà ostica e violenta, fatta di diffidenza, discriminazione e scherno. Non solo, Maria affronterà una serie di difficoltà legate all’uomo che ha deciso di sposare, Italo Bassi (Giorgio Marchese).

La fiction Rai è tradizione italiana: anche La sposa rende omaggio alla storia travagliata di un Paese mai unito

La sposa cinematographe.it

Un affresco fedele, quello incorniciato in La sposa, diretto da Campiotti per Rai Fiction: sebbene non siano propriamente Calabria e Venetole regioni in cui la miniserie Rai è ambientata – quelle che vediamo (la serie è stata girata fra terre pugliesi e piemontesi), l’immagine, meravigliosamente, non solo richiama ma urla le rocce e il mare della Calabria, rifulge le minuscole goccioline della nebbia veneta e inserisce in questo quadro personaggi chirurgicamente scritti e descritti, rendendo ricca e completa la narrazione di questa fiction. Dal gesto, il tono, è possibile riconoscere la tradizione delle terre che questa fiction Rai ha intenzione di raccontare alla sua Italia: quella di un sud diseredato e derelitto, abbandonato e non soltanto, utilizzato per gli scopi di un Nord Italia che, al tempo, dimostrava atteggiamento di colonizzazione nei confronti delle indebolite terre meridionali. Fra le molte scene emblematiche, proprio all’incipit dell’episodio, con precisione vediamo il cieco tentativo di tante ragazze calabresi di farsi prendere in moglie dall’uomo veneto, che svolgono un vero e proprio provino, affabulate dall’idea di innovazione del nord che si aveva a quel tempo (che si rivelava poi, comunque, terra di lavoro agricolo e rispetto umano non così diversi da ciò che si lasciava a casa, se non peggiore e con l’aggravante della discriminazione dei terroni); vediamo poi, invece, una famiglia, la famiglia Saggese, protagonista della storia, felice e fiera delle proprie radici calabre, triste e arrabbiata all’idea dell’abbandono delle proprie terre di origine. Importante, notevole, anche l’accenno, in questo primo episodio e con la speranza che si evolva in qualcosa di più sostanzioso nei seguenti, di un sottotesto socio-politico, nel personaggio ben scritto di Carla (Claudia Marchiori), giovane donna istruita e aperta alla diversità, dalle cui labbra si odono parole di gentilezza e protesta insieme.

Insomma, l’Italia del cinema ha un grande pregio ed è quello di non abbandonare quasi mai se stessa: le fiction Rai, così tanto insultate proprio per la loro italianità, sono invece un prodotto della tradizione della penisola, che conservano una recitazione storicamente solida e una scrittura letteraria che però sa muoversi verso la rappresentazione delle immagini. Le premesse di La sposa, da questo primo episodio, non deludono l’aspettativa che si ripone in quella del romanzo del secondo novecento trasposto negli schermi del cinema e della televisione: scrittura fluida, romanzesca, con personaggi archetipici perfettamente inseriti nel contesto storico e ben orientati ai fini non solo del messaggio morale ma anche dell’estasi del paesaggio, della tradizione e della contemplazione della storia passata che, a passi incerti, ci ha portato fino al giorno d’oggi. Poi, se almeno una cosa vuol dire Fiction Rai, è proprio casa: il telecomando, scettro magico, nell’esatto momento in cui tramite i suoi tasti proietta negli schermi una fiction italiana è capace di trasfigurare un comune televisore in uno scoppiettante camino, caloroso e accogliente; un camino le cui fiamme raccontano le storie di un passato che è sempre, costantemente, presente nelle fibre dell’identità italiana, delle sue tradizioni sociali e artistiche, del teatro e delle rivolte, di qualcosa che solo dentro questo grande stivale è possibile comprendere. La sposa, pare, sarà capace di rendere grande onore al genere della fiction italiana e, al tempo stesso, a questo grande prato verde, dove nascono speranze, che si chiamano ragazzi.

La sposa è disponibile ogni domenica alle 21.25 su Rai Uno. Ogni episodio, della durata di circa 100 minuti, è disponibile su RaiPlay dopo la messa in onda televisiva.

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Regia - 3
Sceneggiatura - 4
Fotografia - 4
Recitazione - 3.5
Sonoro - 3.5
Emozione - 4

3.7

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