La famiglia McKellan: recensione della serie tv Netflix

Arriva su Netflix una nuova divertente sit-com con protagonista una divertente famiglia americana: la nostra recensione de La famiglia McKellan.

I McKellan si trasferiscono da Seattle in una cittadina di provincia della Georgia, dove abitano i nonni. Le abitudini conservatrici del posto mettono subito a dura prova il loro stile di vita metropolitano. Questo è l’incipit di La famiglia McKellan, la nuova serie tv comedy, creata da Meg DeLoatch, diretta da Eric Dean Seaton, prodotta e distribuita – in Italia dal 10 luglio 2019; esce in questa data la prima parte, composta di 10 episodi, prossimamente usciranno gli altri 10 – da Netflix. La serie tv racconta, con il pretesto di questa riunione familiare – in originale si intitola Family Reunion come ad indicare la festa che serve per ricomporre quel nucleo che per lavoro si era disgregato -, la vita quotidiana di una famiglia afro-americana con tante gag e momenti divertenti ma che sa anche riflettere sulla propria cultura e tradizione.

Cinematographe.it, La famiglia McKellanLa famiglia McKellan: una sitcom in piena regola

La famiglia McKellan è composta da Cocoa, madre vivace e sprint, Moz, marito e preparatore sportivo ed i loro quattro figli: Jade di 14 anni, Shaka di 12, Mazzi di 10 e infine Ami di 8. Il pretesto per partire è dato da una riunione di famiglia, quindi viaggeranno per raggiungere la piccola città di Columbus, in Georgia, tra mille problemi e difficoltà, ma questo lo spettatore lo scoprirà solo a poco a poco lungo i 10 episodi. Certo, lo si capisce fin da subito, La famiglia McKellan non è nulla di nuovo nel panorama seriale: è una sitcom in piena regola – girata in studio, con più camere contemporaneamente, con il pubblico vero o simulato di cui si sentono le risate -, con una narrazione tipica di questo sottogenere. Ognuno porta i propri problemi, le proprie “storture”, stranezze, piccole e grandi storie del vivere quotidiano: i figli di Moz sono cittadini, devono quindi abituarsi alla nuova scuola – retrograda, caratterizzata da forti principi religiosi -, al campo estivo in cui la nonna insegna catechismo, e conoscono e scoprono così le proprie radici. Ad essere interessante è la direzione che sembra prendere lo show, tra le pieghe di una classica e quasi banale comedy: i McKellan sono una famiglia nera, orgogliosamente nera e vive profondamente e “sentitamente” la propria cultura (pensiamo al fatto che nel finale di ogni episodio si ricorda una figura importante per la cultura e la tradizione nera); qua e là infatti la serie tenta di toccare temi poco trattati nella serialità contemporanea: Jade, “bianca” in una famiglia black, il rapporto tra “loro” e i poliziotti bianchi, solo per citarne alcuni. In questo viaggio i piccoli/giovani McKellan, all’inizio insoddisfatti, arrabbiati, tristi per questo trasferimento, si scoprono parte integrante di questo mondo: grazie alla strepitosa M’Dear, amorevole e severa matriarca, Jade, Shaka, Mazzi, Ami entrano in contatto con la loro storia, con la loro religione, con la loro cultura.

Cinematographe.it, La famiglia McKellanLa famiglia McKellan: ogni individuo porta un mattone per la ricostruzione della famiglia

Tra lezioni di religione, prime uscite con nuovi ragazzi, segreti e bugie, La famiglia McKellan si dimostra una sitcom divertente, che non chiede troppo impegno durante la visione, che a volte inciampa in salti nel vuoto senza senso, ma che sa anche far passare qualche momento di leggero intrattenimento. Meg DeLoatch dipinge una famiglia accogliente, avvolgente, spassosa che riesce a conquistare grazie alle sue vicende esilaranti e ai suoi personaggi naif, ma anche grazie alle pennellate commoventi di una famiglia americana multi-generazionale che vivendo fianco a fianco trova il valore di essere in relazione con le proprie radici.

Ogni individuo, dal più piccolo al più grande, insegna all’altro qualcosa, aggiunge un mattone nella (ri)costruzione della famiglia: così M’Dear racconta la storia dei loro antenati, dona l’esperienza sua e della loro “gente”, qualche regola rigida ma anche gustosi manicaretti e abbracci sentiti, Cocoa, con il suo stile cittadino e glamour, porta la sua cultura più ampia e libera – eppure suocera e nuora sono più vicine e simili di quello che potrebbe sembrare a prima vista -, Mozz, grazie al suo spirito fanciullesco e brillante, educa i figli ad essere se stessi, a prendere la vita come un grande parco giochi.

Cinematographe.it, La famiglia McKellan

La famiglia McKellan, senza troppi voli pindarici e pretese, intrattiene chi guarda donando momenti di svago. Certo non è nulla di nuovo e di diverso, ma per passare qualche ora con una famiglia spassosa e vitale va più che bene.

Regia - 2.5
Sceneggiatura - 2.5
Fotografia - 2.5
Recitazione - 3
Sonoro - 2.5
Emozione - 2.5

2.6