I Bastardi di Pizzofalcone – stagione 4: recensione del pilot

La recensione del pilot de I Bastardi di Pizzofalcone 4, serie TV Rai con Alessandro Gassman tratta dai libri di Maurizio De Giovanni.

Un uomo legato ad un letto, una catena lo cinge, il sangue sporca corpo e vestiti, le mani e le braccia incrociate. Eccolo lì Lojacono (Alessandro Gassman che ha trovato il suo posto con e nell’Ispettore, ombroso e serio, buono e determinato), in mano al nemico. Inizia così la quarta stagione – composta da solo quattro episodi -, il 23 ottobre 2023, su Rai 1, di I Bastardi di Pizzofalcone, tratta dai romanzi di Maurizio De Giovanni e diretta da Monica Vullo e Riccardo Mosca, con Squillace, il suo sequestratore, che gli racconta per filo e per segno l’idea che ha in mente: distruggere Lojacono e lasciarlo in vita in modo che possa guardare tutto, il dolore della sua squadra, di sua figlia, ma soprattutto dovrà fingersi morto per avere la garanzia che Squillace non faccia del male a chi ama. Come farà Lojacono? Come ha detto l’uomo nel finale della scorsa stagione, i Bastardi sono forti proprio perché sono uniti e lavorano insieme, così, da solo, nell’ombra, come farà? Come proseguirà il racconto è tutto da scoprire, tutti i Bastardi (interpretati da Massimiliano Gallo, Tosca D’Aquino, Antonio Folletto, Simona Tabasco, Gennaro Silvestro) conducono un’indagine segreta e la magistrata Laura Piras (Carolina Crescentini), vive nel dolore della perdita e combatte per la verità.

I Bastardi di Pizzofalcone 4: una squadra, un unico corpo

Come può fare la squadra senza il suo carismatico Lojacono? Tutti dal primo all’ultimo sono distrutti, l’uomo è uno di loro, ha dimostrato sempre onestà e anche nei momenti più drammatici, quando ha dovuto mantenere il silenzio, ha lavorato anche per loro. L’ispettore e i suoi sono ormai un unico corpo, c’è bisogno di ogni parte per farlo funzionare, così, fin da subito, appare impossibile che Lojacono, lasciato libero, stia lontano dai colleghi. Potrà vivere una vita da invisibile? Lontani dai suoi?

Lojacono: “Sono in preda ad un ricatto”

Solo e con addosso la pressione dell’animale braccato, Lojacono fa i conti con deliri e l’astinenza ma, nonostante tutto, trova la forza di rialzarsi come sempre. Si tratta di un viaggio lungo e difficile e, come spesso capita agli eroi, ai confini della legge. Abbandonato al suo destino, Lojacono emaciato, dolente, con le ossa rotte, vaga per i vicoli di Napoli per sopravvivere, nascosto dentro una tuta, con un cappuccio che cela in parte il volto. La sua morte inscenata è per i poliziotti del commissariato un duro colpo, sono sofferenti, non riescono a darsi pace ma devono andare avanti. Oltre a piangere la scomparsa dell’amico, indagano sull’omicidio della direttrice di una scuola di musica – che dà il titolo all’episodio.

L’ispettore è consapevole che gli unici capaci di aiutarlo sono i colleghi, ma sa che vederli o mostrarsi a loro metterebbe tutti a un rischio enorme.

I Bastardi di Pizzofalcone: una storia che poggia sulle vite di tutti i componenti, non solo su Lojacono

Le notizie intanto corrono sui giornali, di bocca in bocca, quello che si è rivelato essere l’integerrimo ispettore Lojacono, sembra essere morto ma soprattutto colluso con la camorra. L’uomo viene macchiato da segni difficili da cancellare. Riuscirà a fare tutto da solo e non chiedere aiuto? Lo scopriremo subito. 

Il primo episodio mostra come questa non sarà solo una stagione Lojaconocentrica ma riguarderà tutti i personaggi, primo fra tutti il vicequestore Luigi Palma (Massimiliano Gallo) che sarà messo di fronte a grandi responsabilità, lavorative e personali, anche assieme alla dolce e ferma Ottavia (Tosca D’Aquino). Lo spettatore ha visto i due prendersi e lasciarsi, scappare e rincorrere, nella terza stagione Ottavia ha deciso di lasciare il marito e incominciare con Palma, ora però i problemi non sono meno importanti, anzi. Qui ad esempio Palma si occupa del figlio di Ottavia, autistico, e scopre insieme a lui, mentre indaga sul caso, che il ragazzino ha un grande talento, suona benissimo perché ha l’orecchio assoluto. Ottavia resta stupita dall’atteggiamento di Luigi, si arrabbia in un primo momento, teme per il figlio e per questo talento che potrebbe sconvolgere la vita del ragazzo.

Poi c’è Francesco Romano (Gennaro Silvestro) che deve affrontare la perdita dell’affidamento della figlia in seguito alla relazione violenta e difficile con la moglie, Giorgia (Miriam Candurro). Per lui non è facile gestire rabbia e frustrazione, sue amiche e compagne da sempre, belve pronte a scattare e fargli compiere gesti inconsulti, sembra infatti che questo male che porta dentro sia qualcosa con cui ancora deve fare i conti.

Il delizioso Marco Aragona (Antonio Folletto) incontra una donna misteriosa con cui inizia una frequentazione, finalmente sta rimettendo a posto i pezzi di cuore rotti dopo che la fidanzata lo ha lasciato. Aragona insieme al vicecommissario Giorgio Pisanelli (Gianfelice Imparato) – che si reca senza sosta in cimitero dalla moglie, parlarle ma lì, incontra una donna che ruba i fiori dalle tombe altrui per portarli al proprio marito; la sensazione è che tra i due ci sarà un prosieguo – continuano a vivere insieme, sono ancora la coppia comica che alleggerisce il tono della stagione, l’uno leggero e abituato a vivere la vita con spensieratezza in modo da non farsi sopraffare da dolori e brutture, l’altro severo, preciso, talmente dedito al suo mestiere da decidere di andare in pensione, dopo l’attentato, per poter essere ancora più d’aiuto alla squadra. Alex e la moglie Rosaria vivono ormai felicemente la loro storia, sancita da un matrimonio, come accoglieranno il piccolo nipote di Rosaria?

In questo modo, I Bastardi ha un’evoluzione quasi naturale, pur continuando a usare il suo solito stile, sempre coerente a se stesso, fatto di linee verticali con i casi di puntata e di quelle orizzontali, riesce a dare qualcosa in più. Lo spettatore conosce già questi uomini e queste donne non privi di fragilità che si gettano nelle cose senza tirarsi indietro, incredibilmente fin dall’opera originale, da Palma ad Aragona, da Alex a Ottavia, tutti sono in grado di mettere in campo parti del carattere non conosciuti. Caratteristica principale, perno di tutto, è il gruppo, una certezza per la storia, un gruppo che è consapevole che per andare avanti hanno bisogno l’uno dell’altra.

I Bastardi di Pizzofalcone – stagione 4: valutazione e conclusione

Il primo episodio di I Bastardi di Pizzofalcone parte lento, ci mostra a che punto è la storia ma poi, anche per i pochi episodi di questa stagione, ci svela un elemento importante della vicenda. La serie mostra alcuni elementi fondanti del racconto stesso, l’importanza del gruppo, l’unione che fa compiere grandi gesti, l’importanza di stare insieme per essere migliori. Lojacono è capo carismatico ma ha una squadra che è mano, testa, cuore per lui, senza uno di questi rami l’albero cadrebbe miseramente e lo si comprende nel momento in cui l’uomo sparisce, continuano a lavorare pensando senza sosta all’amico, collega, fratello.

Regia - 3.5
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 3.5
Recitazione - 4
Sonoro - 3.5
Emozione - 3.5

3.5

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