Heartbreak High: recensione della serie TV Netflix

Heartbreak High è una serie intensa e potente di pluralità, inclusività e crescita.

Amerie (Ayesha Madon) e Harper (Asher Yasbincek) sono amiche da sempre, dal primo giorno di scuola. Ci sono sempre state l’una per l’altra e hanno fatto tutto insieme, una delle cose più grandi che hanno ideato al liceo, alla Hartley High è la mappa dell’incesto, un diagramma di chi è stato con chi, con tanto di legenda sulle varie pratiche sessuali messe in atto, una mappa sessuale insomma nel sottoscala di un’ala abbandonata del loro edificio scolastico. Anche Amerie è presente tra quei nomi: da lei parte una linea dorata da cui si evince il rapporto speciale tra lei e Dusty (Josh Heuston), il ragazzo che sogna da sempre. Tutto si complica quando, dopo l’estate Harper torna a scuola cambiata, con un nuovo look ma soprattutto è fredda con Amerie come se lei le avesse fatto qualcosa di male. La preside scopre la mappa del sesso e il caso diventa uno scandalo, l’unica possibilità è organizzare delle lezioni di educazione sentimentale. La colpevole è solo una, Amerie che tace e non fa la spia facendo il nome dell’ex amica. Questo modificherà il mondo della ragazza, il suo rapporto con gli altri e la sua (ex) migliore amica. Parte da qui Heartbreak High, la serie Netflix australiana, creata da Hannah Carroll Chapman e diretta da Gracie Otto, Adam Murfet & Jessie Oldfield e Neil Sharma, che prende le mosse dalla serie omonima degli anni ’90 che ha definito la televisione dopo l’ora del tè. Gli 8 episodi arrivati su Netflix il 14 settembre 2022 sono un adattamento della storia portata ai giorni nostri; il ritorno alla Hartley High vede un cambiamento nei rapporti della generazione che è molto più consapevole di sé stessa, di ciò che desidera, con una vita sessuale attiva e una vita spesso raccontata sugli smartphone. Portare Hartley High al 2022 offre la possibilità di rappresentare più persone e rendere la storia più inclusiva. La serie gioca con il linguaggio, con gli stili: commedia e dramma, arrivando quasi al thriller – i flashback dell’ultima notte passata insieme da Amerie e Harper, anime gemelle, fanno comprendere che qualcosa di terribile è accaduto al festival di musica.

Heartbreak High: un gruppo di ragazzi speciali racconta l’essere giovani oggi

Heartbreak High ha un cuore grande e i suoi adolescenti sono plurali e meravigliosi, belli e goffi, parlano di sesso, si mettono alla prova e vogliono capire e capirsi. La serie è incentrata su Amerie e Harper il cui rapporto speciale, come spesso capita in quel periodo l’amicizia è esclusiva, quasi amorosa, è stato distrutto da qualcosa di misterioso: da amiche sono diventate improvvisamente nemiche. Amerie, tanto carismatica quanto buffa, diventa nemica di tutte, da popolarissima assieme ad Harper ora è tenuta ai margini, una disadattata, verrà chiamata “la stronza della mappa”, ed è proprio per questo che, sola, stringe amicizia con Darren (James Majoos) e Quinni (Chloé Hayden), loro stessi marginalizzati. Questi ultimi sono personaggi nuovi che non esistevano nella versione degli anni ’90: Darren, una persona non binaria e Quinni, una ragazza queer con una diversità neurologica, entrambi vivono i loro drammi quotidiani pronti a superarli, non senza sofferenze, pur facendolo – proprio per la scrittura – con estrema grazia.

Gli alunni della scuola, proprio come Sex Education e Non ho mai…, cercano di destreggiarsi in quel piccolo mondo, quasi una società fatta di piramidi sociali, gruppi in e out, mentre gli insegnanti, come punizione per il loro atteggiamento superficiale nella sfera sessuale, introducono un corso di educazione sessuale di emergenza per affrontare lo scandalo. Proprio in quelle ore emerge qualcosa di più su molte tematiche che dovrebbero far parte dell’educazione relativa ai più giovani sul consenso, sulle malattie sessualmente trasmissibili, sul piacere e sul desiderio, ma anche fuori da quelle aule si trattano i drammi tipici dell’adolescenza (amori, amicizie, rotture, crescita) e molti argomenti importanti come dipendenze (droga, alcol), genere, razza, sessualità e diversità neurologica.

Lo strappo brutale tra Amerie e Harper creerà altri rapporti

Lo strappo brutale tra Harper e Amerie sconvolge sia la vita privata che quella pubblica di Amerie ed è proprio da questo punto che la serie si sviluppa: personaggi, rapporti, storie parallele e tematiche scottanti da affrontare. Amerie si tormenta, vuole e deve sapere perché la sua anima gemella l’ha abbandonata: l’ultima volta in cui si erano viste, avevano avuto una discussione ma nulla che potesse giustificare uno strappo del genere. Saranno le loro liti, i loro scontri, le loro ripicche a dar forma alla storia perché è ciò che succede tra loro, a scuola, a costruire e dare senso a tutto il resto; i compagni si schierano, almeno in un primo momento, con Harper per la questione della mappa. La protagonista mette da parte l’amore per Dusty per scoprire il nuovo arrivato, la star del basket Malakai (Thomas Weatherall), un ragazzo speciale, buono, tenero. Il suo personaggio porta con sé l’eredità Bundjalung, rappresentata dalla costumista Rita Carmody con un maglione con bandiera aborigena e qualche maglietta- l’episodio più importante per l’evoluzione del suo personaggio è il quarto, scritto da Meyne Wyatt che mostra più esplicitamente come l’identità aborigena di Malakai influenzi le sue esperienze. Un poliziotto che usa la violenza ai danni di Malakai – in quanto appartenente ad una minoranza – è un modo per parlare di una ferita ancora aperta, un disagio politico e sociale – la presenza aborigena in terra australiana -; questo momento diventa un modo per conoscere meglio il ragazzo, capire il suo turbamento ed anche come dopo l’avvenimento il suo rapporto con gli altri e con Amerie in special modo sia cambiato.

Heartbreak High: una storia intensa e potente di pluralità, inclusività e crescita

Heartbreak High_Cinematographe.it

Harper e Amerie avevano organizzato ogni cosa, desideri, voglie, persone nella loro mappa e lo spettatore, proprio grazie a loro e al “gioco” inventato, entra in contatto con i personaggi ma quella sorta di gerarchia ed etichetta che posiziona i “giocatori” inconsapevoli in una postazione invece che in un’altra viene ribaltata dalla vita e dalle situazioni. L’ordine non è ordine, ci sono molte varianti, molti elementi esterni che rendono complesso e intricato l’esistere: droghe, alcol, consenso, identità, sessualità e classe si intrecciano in modi inaspettati e la serie mostra come quel racconto, quella geografia umana siano speciali ed unici. Heartbreak High ha una definizione fluida, ci sono colori, identità, nazionalità, i suoi studenti sono estremamente diversi per aspetto, background, sessualità e status socioeconomico. All’inizio ci sono archetipi ma sono talmente tanto profondi e approfonditi (Ayesha A. Madon, James Majoos, la star di TikTok e sostenitrice dell’autismo Chloé Hayden sono stati scelti prima che fosse scritta la sceneggiatura e i loro ruoli erano stati formulati attorno a loro; questo si vede in particolare con il personaggio di Hayden, Quinni, lei è autistica) che praticamente ciascuno vive il proprio viaggio e la propria parte in questa plurale rappresentazione della gioventù. 

Heartbreak High mette in scena dolore, gioie, paure e empowerment di un gruppo di giovani, un bouquet di matite dai colori vividi e vibranti, ognuno con le proprie sfumature, con il proprio essere, crea nuove gradazioni prima quasi impensabili. Gli otto episodi entrano nelle vite di adolescenti tipicamente concentrati su sé stessi, incapaci di vedere al di là di sé, dei propri contorni, vivono di estremi. O è bianco o è nero, ogni cosa è la fine di tutto, Amerie e Harper sono troppo arrabbiate, disperate, innamorate, eccitate da poter guardare al di là dei propri confini esistenziali e fisici; è proprio questo l’enorme problema delle due ragazze sempre più distanti perché non pronte a parlare, a chiedere all’altra spiegazioni. Entrambe in un modo o nell’altro devono compiere il loro viaggio, arrivare a guardarsi allo specchio e a capire prima di tutto sé stesse per poi poter parlare con l’altra: Harper è cambiata prima di tutto fisicamente ma c’è qualcosa di più grave che la segna. I capelli rasati, il look diverso, la lingua pronta a pungere, i gesti spesso impulsivi. Anche Amerie è cambiata, riesce, allontanandosi dall’amica di sempre, dall’amore di sempre, a vedere che al di là degli steccati esiste un universo abitato da persone meravigliose da cui imparare e da amare tanto quanto quelle di prima. La svolta avverrà solo quando il mondo inizia ad aprirsi e il monologo, fatto di io, si fa dialogo.

Una fotografia scevra di limiti e di costruzioni di una generazione che non ha paura di mostrarsi

La serie, come accade con Euphoria, Sex Education, Skam e Prisma, mostra che i più giovani non vogliono etichette, non vogliono limiti, vogliono piuttosto libertà e fluidità, vogliono la possibilità di comunicare anche con il proprio corpo chi sono e cosa vogliono. Pensiamo a Darren, uno dei personaggi più belli, ben scritti, e intensi della serie che racconta la storia di una persona non binaria – chiede che per parlare di lui si usi il pronome loro -, al suo rapporto con il compagno di scuola ripetente e piccolo spacciatore locale Cash (Will McDonald) che in realtà ha tutto un mondo dentro che pochi conoscono (la presenza costante della nonna). Tocca profondamente anche la storia di Quinni che rappresenta chi è nello spettro autistico; non ha mai raccontato a nessuno di essere autistica, tranne a Darren, e sarà il rapporto con la ragazza, Sasha, una persona cinese-australiana non binaria che le piace, a metterla alla prova: parlare di sé fa sempre paura ma fa crescere.

La scrittura non ha pietà di lei – Quinni mostra tutta la sua scottante fragilità e forza, spesso si sente a disagio e ricerca la solitudine per raggomitolarsi e leccarsi le ferite – né di nessun’altro personaggio, ma non è per questo priva di empatia: lo spettatore si sente vicino a questi ragazzi, li vorrebbe abbracciare e ascoltare.

Heartbreak High: una serie onesta e credibile che porta per mano lo spettatore in una pura ricerca di sé stessi e quindi nella conoscenza dell’altro

Amerie e tutti gli altri si scoprono e si mettono a nudo e Heartbreak High è un racconto credibile, onesto e profondissimo, che sa essere anche crudo, è capace di modernizzare un racconto che era all’epoca già molto moderno diventando ancora più inclusivo e queerness. Questo tipo di intersezionalità è ancora piuttosto raro sullo schermo ed è quindi ancora più interessante e importante che uno show come questo esista: ragazzi e ragazzi, non binari di tutto il mondo possono vedersi rappresentati. L’umorismo, il talento del cast, le nuove prospettive sono elementi fondamentali per portare sullo schermo una grammatica profondamente umana dei sentimenti, del piacere, una fotografia potente di una gioventù speciale che parla e urla dolori e gioie, malinconie e struggimento, voglia di crescere e atti di coraggio che solo gli adolescenti hanno.

Regia - 4
Sceneggiatura - 4.5
Fotografia - 4
Recitazione - 4.5
Sonoro - 4
Emozione - 4.5

4.3

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