Gomorra – Stagione 5: recensione della serie TV con Marco D’Amore

Abbiamo visto sette episodi della nuova e ultima stagione della serie cult che vede Genny Savastano e Ciro Di Marzio di nuovo uno contro l’altro.

Siamo all’atto finale di una delle serie che ha cambiato la serialità italiana, acclamata anche all’estero, per il New York Times tra le produzioni non americane più importanti del decennio 2010/2020: Gomorra – La serie, tratta dall’omonimo best seller di Roberto Saviano, con la quinta stagione chiude per sempre le vicende di Genny Savastano (Salvatore Esposito) e Ciro di Marzio (Marco D’Amore), quest’ultimo creduto morto alla fine della terza stagione e, come svelato nel film L’Immortale (per la regia dello stesso D’Amore) che fa da ponte narrativo tra la quarta e la quinta stagione, ancora vivo e rifugiatosi in Lettonia. La stagione finale della serie Sky Original, prodotta da Cattleya in collaborazione con Beta Film, andrà in onda in prima TV mondiale il 19 novembre su Sky e in streaming su NOW.

La quinta stagione è scritta dagli head writer Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli, che firmano anche il soggetto di serie con Roberto Saviano, e Valerio Cilio e Gianluca Leoncini. I primi 5 episodi e il nono sono diretti da Marco D’Amore, mentre gli episodi 6, 7, 8 e 10 da Claudio Cupellini, anche supervisori artistici.

Gomorra 5 è giunta alla stagione finale – Dove eravamo rimasti?

Gomorra 5, cinematographe.it

Alla fine della quarta stagione avevamo lasciato Genny Savastano nascosto in un bunker di tre metri per tre, sorte che spetta a numerosi boss mafiosi, dopo aver tentato inutilmente di costruirsi una vita “normale” per amore di Azzurra (Ivana Lotito) e di suo figlio Pietro, abbandonando il narcotraffico e diventando un imprenditore occulto. Genny, infatti, si era visto costretto a intervenire per porre fine alla guerra scoppiata tra Patrizia Santoro (Cristiana Dell’Anna) e la famiglia dei Levante che aveva messo a ferro e fuoco Secondigliano e Napoli intera. In uno dei colpi di scena della quarta stagione Genny uccide proprio Patrizia, diventata da tempo uno dei personaggi di punta della serie, dovendo poi abbandonare la sua famiglia per vivere da latitante.

Echi dal passato nella serie con Marco D’Amore e Salvatore Esposito

Nelle nuove puntate Genny Savastano, rinchiuso in una vera e propria “prigione”, anche psicologica, cosa che gli provoca spesso attacchi di panico, ha un nuovo potente alleato, ‘O Maestrale (Mimmo Borrelli), il violento boss di Ponticelli, con il quale tenterà di eliminare i nemici ancora vivi, i fratelli Ciccio, Saro e Grazia Levante. Ma per Genny il passato busserà presto impetuoso alla porta: Ciro è vivo. Dopo aver vissuto per tanto tempo con il rimorso di essere stato l’autore materiale della sua morte (Ciro alla fine della terza stagione si sacrifica per salvare Genny dalle trame di Enzo “Sangue Blu” (Arturo Muselli) e dei suoi compagni che poi costringono Savastano a sparare al suo amico), Genny sconvolto dalla notizia decide di raggiungere Ciro in Lettonia, dove vive in incognito, per avere un confronto con lui.

Ciro e Genny si ritrovano così faccia a faccia, occhi negli occhi, come alla fine della terza stagione prima del (presunto) colpo di pistola mortale, confessandosi senza parlare i loro sentimenti, la rabbia per una vita condannati a nascondersi, a vivere nell’ombra.

Gomorra 5, cinematographe.it

Ma come in passato la loro “storia d’amore” porterà presto a una guerra senza esclusioni di colpi, spietata, sanguinaria, definitiva. “Voglio solo che ‘sta storia finisca come dico io”, afferma categorico Ciro, riportando il pensiero agli intrighi, ai tradimenti, alle alleanze strategiche di cui era artefice nelle prime stagioni che portarono alla morte di grandi protagonisti come Imma Savastano (Maria Pia Calzone) e Salvatore Conte (Marco Palvetti). Genny da parte sua è deciso a tutti i costi a riprendere il controllo assoluto di Napoli formando un vero e proprio “esercito”, corrompendo, uccidendo senza farsi troppi scrupoli chiunque cerchi di ostacolare il suo obiettivo. “Sei diventato come la persona che hai odiato di più”, dice Azzurra a Genny, facendo riferimento al padre, il boss Pietro Savastano, spietato, autoritario, temuto da tutti, capace persino di commissionare senza remore l’omicidio di una bambina, Mariarita, figlia di Ciro. Genny è, però, un re senza corona che, come spiega bene ‘O Munaciello (Carmine Paternoster), un nuovo enigmatico personaggio, “come tutti i re se ne frega degli altri”.

Il passato in queste ultime puntate viene rievocato spesso: attraverso veri e propri riferimenti, immagini, come quella della lapide di Imma Savastano, o attraverso le riflessioni dei protagonisti, come quelle di Ciro che rivelano rassegnazione per una fine che sente imminente, anche perché, come già spiegato nel finale della terza stagione, non ha più niente da perdere: “Per quest’ultima partita volevo tornare dove tutto è cominciato, quando arrivi a questo punto devi mettere in conto che non ci sta un “continuo”, ma non me ne fotte!”.

Gomorra 5: la resa dei conti nella stagione finale della serie in onda su Sky

Gomorra 5, cinematographe.it

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Sicuramente la “rinascita” di Ciro Di Marzio se da una parte ha entusiasmato i fan più incalliti, dall’altra ha lasciato perplesso parte del pubblico che di Gomorra ha sempre apprezzato l’iperrealismo e la verosimiglianza. Fatto sta che, ci piaccia o meno, “L’Immortale è turnat e non dispiace rivederlo di nuovo all’azione in una resa dei conti finale con Genny piena di colpi di scena come la serie nata da un’idea di Roberto Saviano ci ha abituati. La morte alla quale sono destinati tutti i personaggi in barba ai loro sogni di gloria – non è uno spoiler ma la realtà che Gomorra racconta – è sempre più presente e il carico emotivo sempre più grande. Questi antieroi, personificazione del male, in quest’ultima stagione regalano dei momenti di grande pàthos, fra frasi solenni destinate a diventare dei tormentoni come nelle passate stagioni – “L’odio è come la fame di chi non mangia da parecchi giorni: se non gli dai qualcosa si mangia a te” – e sequenze toccanti, commentate come sempre dalla suggestiva colonna sonora dei Mokadelic, come l’incontro tra Ciro e Enzo “Sangue Blu” provato dai sensi di colpa per la morte di tutti i suoi amici e dell’amore della sua vita Maria.

Gomorra 5, cinematographe.it

L’ultima stagione non regala registicamente grandi sorprese: primi intensi piani, i serrati confronti tra i protagonisti nel classico faccia a faccia alla “gomorra”, riprese dei personaggi di spalle e recitazione enfatica, mentre lo snodo che porta alla nuova guerra tra Ciro e Genny risulta poco convincente e molte situazioni si rivelano ridondanti. Nonostante gli ovvi punti deboli che anche una serie di questo calibro dopo cinque stagioni è lecito che abbia, Gomorra rimane l’affascinante e inquietante racconto “shakespeariano” di un universo governato solo dal male, dove le forze dell’ordine fanno solo da sfondo, dove non esistono fratelli, padri, madri e mogli di fronte al fascino del potere. Nuovi personaggi si affacciano in queste ultime puntate come Donna Luciana (Tania Garribba), ‘O Galantommo (Antonio Ferrante) e Nunzia (Nunzia Schiano), che pur nella loro breve apparizione confermano la capacità degli autori di riuscire a consegnare anche in piccoli ruoli diverse sfumature di questo mondo criminale. Un universo che conserva qualche sprazzo di bellezza in certi rapporti viscerali e contraddittori, come quello tra Ciro e Genny, destinati da sempre a farsi del male a vicenda. Il finale di stagione ci dirà quale sarà il loro destino e se sarà la degna conclusione di una serie che ha già da tempo lasciato il segno.

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Regia - 3
Sceneggiatura - 3
Fotografia - 4
Recitazione - 4
Sonoro - 4
Emozione - 4

3.7

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