Giustizia per tutti: recensione della prima puntata della fiction con Raoul Bova

Giustizia per tutti è il legal drama proposto da Canale 5 con protagonisti Raoul Bova e Rocio Munoz Morales: la mini serie thriller in tre puntate però non riesce ad incollare lo spettatore come dovrebbe, facendo emergere lacune e superficialità nella sceneggiatura e una regia datata.

Giustizia per tutti è la fiction proposta su Canale 5, prodotta da RB Produzioni, Showlab per Mediaset e da Raoul Bova, che ne è anche il protagonista insieme alla moglie Rocio Munoz Morales, per la regia di Maurizio Vaccaro e la sceneggiatura di Andrea Nobile. Come suggerisce il titolo al centro della serie – in onda dal 18 maggio 2022 per tre puntate, ogni mercoledì – la necessità di fare giustizia lì dove un caso è stato archiviato con troppa facilità è al centro di questa fiction, un aspetto interessante per un legal drama e di cui il personaggio interpretato da Raoul Bova per necessità e per esperienza in prima persona se ne fa difensore. Peccato però che troppo poco si faccia emergere questo aspetto che avrebbe giovato all’originalità del prodotto e si dia più spazio allo scioglimento dei nodi del caso, delineando frettolosamente i personaggi e affidandosi ad una regia che fatica ad esprimere una sua personalità.

Giustizia per tutti: la trama della fiction con Raoul Bova in onda su Canale 5

Raoul Bova - Cinematographe.it

Roberto Beltrami (Raoul Bova) è un fotoreporter condannato a trent’anni per essere stato accusato dell’omicidio della moglie Beatrice. Un’accusa ingiusta che spinge l’uomo a studiare giurisprudenza e difendersi da solo: esce così dopo dieci anni, desideroso di riprendersi la sua vita, costruire un rapporto con sua figlia Giulia e soprattutto scoprire il vero assassino di sua moglie.

All’uscita del carcere lo attende Victoria Bonetto (Rocio Munoz Morales), avvocato e figlia del titolare di un prestigioso studio torinese dove lavorava Beatrice, che propone a Roberto di aiutarla nella sua attività e di difendere in carcere chi come lui è stato accusato ingiustamente, non ha soldi per poter difendere la propria innocenza o il cui caso è stato frettolosamente e ingiustamente archiviato. Per Roberto ogni caso, ogni persona, è la possibilità di poter comprendere qualcosa di più sul suo passato, riflettere su stesso e su come reintegrarsi nel mondo. E alcuni incontri potranno essere anche un indizio in più per indagare e scoprire la verità sull’omicidio di Beatrice.

Un legal drama dalla sceneggiatura frettolosa e una regia poco avvincente

Se il compito di Raoul Bova nella mini serie Giustizia per tutti è quello di portare giustizia nella vita di chi non ha potuto averla, il problema alla base della fiction è proprio quello di non riuscire a rendere giustizia alla storia e prima di tutto ai personaggi: è poco infatti l’approfondimento psicologico che viene loro riservato e che ci si aspetterebbe in un prodotto composto da sole tre puntate. Un neo che si fa ancora più evidente se pensiamo che la Rai quest’anno è riuscita a produrre legal drama dal livello notevole come Vostro Onore e Studio Battaglia, due proposte del genere differenti ed entrambe molto valide.

Giustizia per tutti - Cinematographe.it

Appare quindi chiaro che la proposta di Canale 5 voglia sperimentare e avvicinarsi al genere, in questo caso puntando su una commistione di thriller e crime, ma lo fa con una sceneggiatura che non riesce a conciliare armoniosamente la storia principale con quelle secondarie, che spesso sembrano essere dilatate più per riempire i tempi che per valorizzare la scrittura complessiva della storia e dei personaggi.

La scelta di introdurre inoltre il voice over del protagonista non sembra aggiungere ma piuttosto sovraccaricare di una linea guida superflua nella visione e talvolta persino invadente. Il vero peccato però resta la regia che si limita a muoversi puntando solo sui primi piani – tranne quando ci viene fornita una panoramica della città di Torino – senza osare e costruire una personalità funzionale all’atmosfera della trama, a discapito di una mancanza di suspence. Giustizia per tutti non riesce quindi a stare al passo con i legal drama attuali e con le sperimentazioni del genere – si ha quasi l’impressione di vedere una fiction datata -, rischiando di non incuriosire lo spettatore come dovrebbe.

Regia - 1.5
Sceneggiatura - 2
Fotografia - 1
Recitazione - 1.5
Sonoro - 2
Emozione - 1

1.5