Doc – Nelle tue mani 2: la recensione finale della seconda stagione

Doc - Nelle tue mani 2 chiude con un grande colpo di scena, puntando sull'effetto sorpresa. Qualche neo di sceneggiatura però fa perdere di brillantezza ad una serie che è riuscita a stilare due belle stagioni.

Doc – Nelle tue mani 2 è senza dubbio il più grande successo riscosso da Rai Uno negli ultimi anni, nonché una scommessa che è riuscita ad avvicinare nuovamente il pubblico al medical drama nostrano in una dimensione decisamente più evoluta ed internazionale, creando un forte distacco da una scrittura che sulla rete ammiraglia ha sempre preferito e gradito l’effetto soap.
Tra dispiacere e attesa – la serie prodotta da Lux Vide e diretta da Beniamino Catena e Giacomo Martelli, sorretta dalla convincente sceneggiatura di Viola Rispoli e Francesco Arlanch – anche Doc è giunta alla puntata finale della seconda stagione, anticipata dagli stessi attori come un finale shock. Scioccante in effetti lo è stato davvero per gli eventi inaspettati che si sono susseguiti, ma anche per alcune scelte di scrittura discutibili.

Doc – Nelle tue mani 2: la trama dell’ultima puntata

Luca Argentero

Luca Argentero

Per il Dottor Andrea Fanti (Luca Argentero) si avvicina il momento più importante della sua vita (dopo il black-out della sua memoria): superata la pandemia, la difficile ma desiderata ripresa post-covid che ha cambiato irreversibilmente il team del Doc, mettendo ciascuno davanti alle proprie difficoltà, e archiviato quanto inevitabilmente è accaduto al medico, amico e collega Lorenzo Lazzarini, ad Andrea sembra di star aprendo un nuovo capitolo.

Ma puntuale il destino bussa alla sua porta per pareggiare i conti. Cecilia (Alice Arcuri) infatti scopre che nelle carte relative alla gestione della pandemia in ospedale qualcosa non torna e il segreto di Andrea e sua figlia Carolina (Beatrice Grannò) viene allo scoperto. Andrea, che rischia di essere radiato, è deciso ad assumersi la responsabilità di quanto accaduto e proteggere la figlia fino alla fine, pur non trovando pienamente il suo appoggio. Nel team del Doc tutti si sentono traditi ma più di tutti Giulia (Matilde Gioli), che rimane fortemente delusa dal comportamento di Andrea. Intanto un nuovo virus mette a dura prova il Policlinico Ambrosiano di Milano: per Doc e i suoi sarà un’ennesima prova sia dal punto di vista professionale che personale.

Doc – Nelle tue mani 2: il finale che non ti aspetti, nel bene e nel male

Il successo di Doc – Nelle tue mani non è ormai un mistero: grande merito va riconosciuto alla scelta di un soggetto curioso e interessante – la storia del medico Pierdante Piccioni e la perdita dei suoi dieci anni di memoria – e alla capacità di Luca Argentero di aver costruito un personaggio fortemente empatico nei confronti del pubblico, maestro nell’oscillare tra rigore, affetto e comprensione, un lavoro che appare evidente anche in questa seconda stagione. Il cast è uno dei punti di forza di questa serie, un fattore emerso ancora di più in un secondo capitolo che ha dato spazio davvero a tutti, persino a chi nella prima stagione non aveva trovato sufficientemente spazio come la premurosa e mite Teresa (Elisa Di Eusanio).

doc nelle tue mani cinematographe.it

Come però si vuole da una serie che deve tenere alto anche il fattore emozione e suspense, personaggi importanti e di svolta della prima stagione sono stati messi a dura prova dalla pandemia, che è stato un fil rouge per tutta la seconda stagione pur se somministrata a piccole dosi, e non solo. La sceneggiatura ha chiaramente scelto di svolgere Doc – Nelle tue mani 2 secondo un ciclo ben preciso: si inizia e si chiude con una morte – Lorenzo e Alba – e con una pandemia, la seconda di brevissimo tempo e soft, ma anche con la speranza, Andrea che torna primario e il matrimonio della coppia Elisa/Gabriel. C’è però in alcune scelte una certa delusione: lo svolgimento finale di simulare un nuovo virus è un’amara caduta di stile che in una scrittura sempre ricca di inventiva sembra mancare di fantasia sul finale, affidata a quel che può funzionare ma senza cercare nuovamente qualcosa di alternativo ad un argomento che resta comunque ancora scottante nella nostra attualità, oltre ad essere narrativamente ridondante.

Se quindi possiamo accettare e lasciar passare che questa seconda stagione abbia avvicinato ancora di più Doc e i suoi medici agli spettatori trasportandoli nel nostro presente secondo il ritmo calmo, cauto e di speranza che è cifra stilistica della serie, una seconda mini pandemia tirata fuori dal cilindro sul finale la si poteva evitare. Sarebbe stato magari più giusto dare spazio a personaggi che sono stati misteriosamente dimenticati, come il chirurgo Eduardo interpretato da un sempre eccellente Gaetano Bruno, che è sparito nell’ultima puntata, liquidato come se non fosse mai esistito in questa seconda stagione.

Un finale sicuramente commovente, inaspettato per la morte di uno dei personaggi principali fra il team del Doc, ma purtroppo a sorpresa anche in termini di delusione verso una scrittura che, va detto e sottolineato, non ha quasi mai perso colpi per due stagioni. Questo colpo inaspettato qui però, che cerca di nascondere con qualche lacrima dialoghi poco curati, una certa fretta nel chiudere e una scrittura un po’ appassita, è difficile da perdonare per chi in questa serie ha sempre riposto, dato il buon livello, alte aspettative.

Regia - 3
Sceneggiatura - 2
Fotografia - 2
Recitazione - 2
Sonoro - 2.5
Emozione - 2.5

2.3

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