Dark – Stagione 3: recensione della serie TV Netflix

La recensione della terza e ultima stagione di Dark, la strabiliante serie tedesca targata Netflix che chiude il cerchio dei viaggi spazio-temporali nella città di Winden attraverso epoche e mondi diversi.

Alla fine del 2017 Netflix rilasciava la sua prima produzione originale tedesca. Dark entrava così, un po’ a sorpresa, nei cuori – e nelle menti – di tantissimi spettatori, conquistando un pubblico sorprendente ampio. Attraverso una storia intricata e complessa, di non facilissima fruizione, ma capace di colpire nel segno grazie ad un fascino misterioso e inquietante, la serie spiazza e sconvolge ad ogni passo e con questa terza stagione porta a compimento un intreccio unico nel suo genere. Si chiude così il cerchio narrativo avviato due stagioni fa, sviluppando le vicende nelle varie epoche, aggiungendo un’ulteriore linea temporale e palesando l’esistenza di mondi paralleli, ma al contempo trovando una determinata direzione finale, che riconduce i fili tessuti sinora ad un solido sbocco conclusivo.

Dark 3 giunge alla fine di un percorso che si sviluppa su un arco narrativo di oltre centosessant’anni e su più mondi paralleli

Dark 3, Cinematographe.it

La serie teutonica, come abbiamo imparato nel corso degli episodi, gioca con le leggi della fisica e sovverte le normali regole del tempo e dello spazio. In Dark il tempo non è lineare – bensì circolare – e l’intricato susseguirsi degli eventi si basa sull’assioma per il quale “la fine è l’inizio”, secondo la logica con cui l’atto finale di un ciclo è al contempo l’inizio di quello successivo, in un perpetuarsi continuo delle situazioni, protratte secondo il paradosso di Bootstrap. Quello che avviene in questa stagione finale è la definitiva connessione tra passato e futuro, tra i diversi io e tra mondi paralleli ma collegati che danno seguito alla rivelazione del finale della seconda stagione. Fulcro della vicenda – senza fare alcuno spoiler – sono Martha e Jonas, i cui destini e le cui azioni determinano la direzione che porta alla chiusa del percorso intrapreso. Questi ultimi otto episodi riescono ad espandere ulteriormente il complesso mondo costruito attorno alla cittadina di Winden e a farne un’epopea senza pari, capace di dare un senso ad una storia che si muove con salti temporali su un arco narrativo di oltre 160 anni.

La terza stagione ci accompagna alla conclusione della serie in maniera solida e coesa

Dark 3, Cinematographe.it

I creatori della serie sono riusciti ad alzare l’asticella di un altro gradino, portando lo show ad un livello di complessità ancor più notevole, dove però ogni elemento ha una sua logica e una sua finalità coerente. Il grande pregio di Dark sta nella sua capacità di mantenere un equilibrio complessivo, solido e convincente, senza rischiare mai di perdere la guida dei fili tessuti e portando la narrazione ad un compimento credibile. Benché il finale non risponda a tutte le domande che ci si pone nel corso della visione, il tutto si chiude con una coesione encomiabile, dove ogni parte significativa trova il suo arrivo e l’impianto complessivo giunge ad una risoluzione. Un esito che rispetta le aspettative di una serie che ha saputo fino alla fine crescere e strutturarsi, ponendosi con solidità di fronte a chi vi si approccia. Al pubblico viene richiesto molto – data una complessità che in questa stagione si eleva ulteriormente – ma si offre altrettanto in termini di resa formale e sostanziale.

Dark è un viaggio straordinario che mescola fantascienza ed introspezione umana, dando un’aurea di realismo anche ad elementi che vanno contro le nostre normali conoscenze e al contempo presentandosi come un significativo spaccato sociologico della complessità dell’essere umano, delle sue azioni e della sua mente.

La serie di Baran bo Odar e Jantie Friese è basata su di una sceneggiatura che definisce eccezionalmente i suoi personaggi e le interazioni tra essi

Dark 3, Cinematographe.it

Con questa terza stagione si conferma la straordinaria capacità della serie di tenere lo spettatore incollato allo schermo senza far capire esattamente ciò che sta succedendo, ma con la certezza che una logica c’è e verrà rivelata, così come accade nell’ultimo episodio, dove il ciclo si chiude e la matassa viene sbrogliata, dando un senso e uno scopo alle intersezioni viste fino a quel momento. La sceneggiatura – che raggiunge la sua summa definitiva in questa stagione conclusiva – lavora eccezionalmente sulla costruzione dei personaggi, caratterizzandoli profondamente, facendogli compiere azioni mai superflue e assegnando ad ognuno un ruolo preciso nel complesso dell’intreccio narrativo, in uno sviluppo progressivo che ne determina una costante evoluzione e crescita sostenuta delle complesse interconnessioni esistenti tra i protagonisti. I percorsi e le dinamiche nuove che si aggiungono in questa ultima parte impreziosiscono e donano nuova forza alla serie, elevandola ancor più verso picchi qualitativi di ricercata e mai banale originalità.

Dark 3 brilla anche grazie ad un comparto visivo eccelso e ad un cast ispirato

Dark 3, Cinematographe.it

La qualità garantita dagli showrunner non si ferma solo alla pregevole scrittura, si compone anche di una notevole attenzione al lato estetico, a partire dalla fotografia fredda che si sposa perfettamente con le atmosfere angoscianti, immergendo nella città di Winden e in ciò che gravita attorno ad essa. Una composizione visiva curata che regala immagini suggestive e contribuisce a quel senso di soggezione e inquietudine alla base della serie. Il tutto impreziosito dalla maestosa e raffinata colonna sonora, giocata su sonorità ipnotiche – talvolta suadenti, talvolta cupe e martellanti – che si adattano in maniera versatile alle diverse epoche in cui le vicende si svolgono. A ciò si aggiunge la minuziosa ricerca fatta nel casting, il cui frutto più evidente emerge nella sorprendente somiglianza tra i medesimi personaggi nelle loro versioni a cavallo tra le diverse epoche.

Oltre al lato esteriore, va senz’altro evidenziata la vivida coralità degli attori – mai così evidente come in questa stagione – dalla quale traspaiono l’eccelsa sinergia tra essi e il grande lavoro svolto nell’offrire performance credibili, intense e ricche di sfumature. In tale contesto primeggiano le prove attoriali di Louis Hofmann e Lisa Vicari, protagonisti che rubano la scena nel corso degli episodi, dimostrandosi viscerali nella loro presenza dirompente, sfaccettata e carica di pathos.

Dark conclude il suo ciclo in maniera pienamente convincente confermandosi come uno show originale e coraggioso

Dark 3, Cinematographe.it

In definitiva dunque questa terza stagione offre probabilmente il miglior finale possibile per un prodotto così cerebrale e stratificato. Spiazza, inverte i ruoli, non dà certezze fino all’ultimo momento, per poi ricomporre coerentemente un puzzle difficilissimo, senza strafare e senza perdere tasselli importanti durante il percorso. Con un ritmo mai frenetico, ma sempre modellato sull’atmosfera complessiva e che sa gestire perfettamente tempi ed emozioni, Dark riesce a unire scienza, fantascienza, filosofia, thriller e dramma psicologico, in un prodotto esaltante e dallo stile unico, che con questa conclusione dimostra d’essere stato all’altezza delle aspettative generate. La final season dà compimento con coraggio e originalità ad una serie che probabilmente resterà tra i migliori prodotti degli anni recenti. Una lezione su come creare un lavoro brillante, fuori dagli schemi e curato minuziosamente, che raggiunga il successo senza ricorrere a facili espedienti, ma al contrario sfidando costantemente lo spettatore.

La terza stagione di Dark è disponibile dal 27 giugno su Netflix ed è composta da 8 episodi.

Regia - 4
Sceneggiatura - 5
Fotografia - 5
Recitazione - 4.5
Sonoro - 5
Emozione - 4

4.6

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