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Tandy Bowene (Olivia Holt) e Tyrone Johnson (Aubrey Joseph), protagonisti della serie tv Marvel/Amazon Cloak & Dagger, hanno avuto un’infanzia complicata. Lei è sopravvissuta a un incidente che le ha portato via il padre: non si sa come, è riuscita ad uscire dalla macchina che stava affondando nel fiume aiutata grazie a una mano sconosciuta. Lui, afroamericano, ha visto suo fratello maggiore rimanere ucciso da un poliziotto, il quale credeva erroneamente di avere di fronte un ladruncolo. Il cadavere del ragazzo crivellato dai colpi finisce nel fiume, e Tyrone si getta in acqua per recuperarlo. In quel momento, però, una piattaforma petrolifera esplode, e i due bambini vengono investiti da una forza sconosciuta. Anni più tardi, lui è diventato violento e scostante, incapace di accettare l’omertà della polizia attorno alla morte del fratello; lei è una truffatrice professionista che sniffa antidepressivi polverizzati, con una madre alcolizzata con cui i rapporti sono molto difficili. Tutto va malissimo fino a che non scoprono di avere poteri sconosciuti.

I Cloak & Dagger di Joe Pokaski

Cloak & Dagger Cinematographe.it

I fan aspettavano da tempo una trasposizione sullo schermo – grande o piccolo – del fumetto che vede protagonisti appunto Cloak e Dagger, gli alter ego di Tyrone e Tandy. La serie TV, prodotta dalla piattaforma online Freeform e sviluppata da Joe Pokaski, potrebbe essere un’interessante trasposizione del fumetto, al netto delle licenze di Pokaski sull’origine dei superpoteri dei due supereroi: nel fumetto, infatti, i due acquisiscono poteri speciali attraverso un particolare tipo di eroina sintetica, mentre nella serie TV tutto ha origine con l’esplosione di una piattaforma petrolifera, di proprietà della misteriosa azienda Roxxon (che ha tutta l’impressione di essere molto simile alla Oscorp Industries di Spider-Man).

Olivia Holt e Aubrey Joseph sono due facce ben scelte per due simili supereroi, pronti a interpretare due personaggi che hanno un nome che la dice lunga sui poteri speciali acquisiti da ciascuno dei due: cloak infatti significa “mantello”, la “tuta” che Cloak indossa quando combatte il crimine e che nel primo episodio di Cloak & Dagger viene benissimo richiamata dal lenzuolo nero da cui Tyrone si ritrova avvolto dopo essersi svegliato sul tetto della Roxxon. Dagger, invece, significa “stiletto”, “pugnale”, ovvero l’arma primaria di Tandy. Il bianco e il nero che s’intrecciano e s’incastrano (la luce che compone i pugnali di Dagger, il nero notte del manto di Cloak) non possono non far pensare allo yin e yang e all’antica dottrina della filosofia cinese, in cui bene e male s’incastrano inevitabilmente.

Olivia Holt e Aubrey Jospeh come Cloak e Dagger

Cloak & Dagger Cinematographe.it

Un pilot con qualche promessa da mantenere

Intessuto di canzoni d’atmosfera – tra cui una cover di Come Sail Away cantata della stessa Olivia Holt – che non sono mero accompagnamento alla storia ma la strutturano e la costituiscono, la prima puntata di Cloak & Dagger è un buon pilot che suscita i giusti interrogativi. Interrogativi da sviluppare e a cui rispondere nei prossimi episodi: se Joe Pokaski ha condotto bene la storia, può uscirne una serie TV gradevole e, perché no, tutto sommato originale. Almeno in questo primo episodio i flashback sono ben calibrati e inseriti nella storia, senza però risultare pesanti o ridondanti: il gioco presente-passato è ben condotto e ben gestito. Dispiace piuttosto che la sceneggiatura non sia brillante, e anzi sia spesso banale e con qualche trovata narrativa un po’ grossolana (come ad esempio la scena in cui Tyrone parla con la madre dei suoi problemi a scuola, in cui Joe Pokaski inserisce la spiegazione psicologica dei problemi del ragazzo). Per una valutazione complessiva, è il caso di vedere il resto della stagione.

Cloak & Dagger è in uscita in Italia su Amazon Prime Video ed è composta da un totale di 10 episodi.