Central Park 2: recensione dei nuovi episodi della serie animata Apple

Recensione della seconda stagione di Central Park, disponibile su Apple TV+ a partire da venerdì 25 giugno.

A distanza di un anno dal suo esordio su Apple TV+, Central Park torna con sedici nuovi episodi, ben sei in più rispetto a quelli prodotti per la prima stagione. Questo ci ricorda quanto l’esordio della serie animata abbia convinto sia pubblico che critica e lascia intuire quanto siano alte le aspettative per questa nuova parte dell’opera creata, scritta e prodotta da Loren Bouchard, Josh Gad e Nora Smith. I primi tre episodi della seconda stagione sono stati rilasciati il 25 giugno, mentre i restati saranno rilasciati a cadenza settimanale ogni venerdì. Va da sé che Central Park accompagnerà gli spettatori nel corso di tutta l’estate, la stagione che meglio si presta alla leggerezza che caratterizza a pieno la serie animata.

Central Park 2, Emmy Raver-Lampman non fa rimpiangere Kristen Bell

La seconda stagione dello show non fa altro che ribadire ciò che è stato possibile constatare guardando la prima stagione. Central Park conferma infatti di essere una serie senza vie di mezzo: o si ama o si odia. Il musical rappresenta ancora un genere che non tutti riescono ad apprezzare e chi fa parte di questa cerchia di pubblico non riuscirà neanche questa volta a farsi piacere la serie che trova proprio nella musica il suo punto di forza. Per chi invece ama la narrazione arricchita da canzoni e balletti, la serie rappresenta un vero e proprio MUST, da godersi e dal quale farsi travolgere, episodio dopo episodio. Anche la stagione 2 è ricca di una varietà di generi musicali, tutti ben adattabili alle loro specifiche storie e capaci di elevare il climax delle scene in cui vengono eseguite. Tante canzoni che contribuiscono a rendere Central Park non solo un vero e proprio musical (in cui le canzoni effettivamente portano avanti la storia), ma una serie memorabile in tutto e per tutto.

Come nel caso della prima stagione, anche i nuovi episodi di Central Park sorprendono per la cura della parte musicale. Ad emergere è ancora una volta la cura dei testi dei brani (il livello rimane altissimo anche per quanto riguarda l’adattamento in italiano), dotati di ritmi travolgenti e pronti a far battere il piede a tempo sin dal primo beat. Eccezionale è anche il cast vocale, compresa la new entry Emmy Raver-Lampman che sostituisce Kristen Bell dopo le polemiche legate alla multirazzialità di Molly. L’attrice di The Umbrella Academy è brava a canalizzare l’incertezza adolescenziale e la fresca disinvoltura che si addice ad una giovane donna che sta ancora cercando di capire come costruire la propria vita, come ben spiega l’episodio dedicato a lei e raccontato tramite schizzi in bianco e nero.

La visione risulta scorrevole anche grazie alla durata breve degli episodi (neanche mezz’ora ciascuno) e al fatto che ogni puntata racconti una storia a se stante, seppur sullo sfondo venga sviluppato il filo narrativo che unisce ciò che accade dentro e al di fuori del parco. Seguire le macchinazioni commerciali di Bitsy e l’eroico servizio pubblico dei Tillerman, come avveniva costantemente nella prima stagione, poteva certamente risultare eccitante, ma in questo caso sembra che la serie di Apple abbia capito di non aver bisogno di questa “suspense” continua per calamitare l’interesse degli spettatori.

La serie Apple impara dai suoi errori e conferma tutta la sua qualità

Nel corso degli episodi, torniamo ad appassionarci ai singoli personaggi e a scoprire quanto l’unione faccia la forza nei Tillerman: sembrano una famiglia fuori dal tempo, dove regna l’armonia e ciascuno sa di poter contare sempre sul supporto degli altri, lontani dal caos della città e della società odierna in generale. Per chi invece non ama particolarmente le dinamiche troppo smielate, il vero punto di forza di Central Park è l’irriverente duo composto da Bitsy ed Helen: i loro dialoghi risultano sempre pungenti ed anche i brani legati ai loro personaggi sono tutti da ridere. Battibeccano sempre ma in fondo si capisce quanto non potrebbero fare a meno l’una dell’altra.

In definitiva, la cura che viene messa anche questa volta nei colori delle immagini, nei dialoghi e nei brani, rende Central Park un vero gioiellino dell’animazione, capace di distinguersi da tutte le altre opere presenti nel panorama internazionale. In ogni caso, la sensazione è che la serie abbia ancora bisogno di tempo affinché un numero sempre più ampio di persone riesca ad affezionarsi ai Tillerman come già fatto in precedenza con Bob’s Burgers, lo show con cui condivide l’animazione. Se la prima stagione è servita a prendere le misure, nella seconda l’asticella si è alzata e gli autori hanno dimostrato tutta la propria voglia di migliorare imparando dai propri errori e andando a valorizzare ulteriormente quanto già di buono c’era alla base del progetto.

Regia - 3.5
Sceneggiatura - 3.5
Recitazione - 4.5
Sonoro - 4.5
Emozione - 3

3.8