Big Sky 2: recensione del primo episodio della serie Disney+

Mercoledì 5 gennaio 2022 torna su Disney+ la seconda stagione di Big Sky, con un episodio a settimana per le prossime 8. La serie è creata da David E. Kelley che già nella seconda metà della prima stagione aveva consegnato il lavoro nelle mani di Elwood Reid rimanendo produttore esecutivo. Il primo episodio della seconda stagione ci riporta al finale della scorsa per poi allargare lo sguardo e raccontare le conseguenze di quel finale, Cassie Dewell (Kylie Bunbury) e Jenny Hoyt (Katheryn Winnick), le due detective, devono leccarsi le ferite, rialzarsi dopo le batoste, i fallimenti, gli errori propri e altrui.

Big Sky 2: Cassie e Jenny devono rialzarsi dopo il finale della 1^ stagione

Si torna sotto quel cielo vasto e spaventoso in cui crudeltà, nefandezze di ogni tipo accadono, tra quella gente che diventa vittima di un pazzo, un serial killer che non ha niente da invidiare ai più terribili villain del cinema e della serialità, Ronald che uccide senza pietà. Cassie e Jenny, lungo tutta la prima stagione, arrivano sempre vicinissime a mettere le mani su Ronald e durante l’ultimo episodio sembrerebbe arrivata la sua ora ma è inevitabile, lui è sempre un passo avanti a loro, più loro sembrano incalzarlo, metterlo all’angolo più lui riesce a colpirle e metterle in ginocchio. Quando la prima stagione si è conclusa, erano alle calcagna di Ronald Pergman (Brian Geraghty), che stava scappando dalla legge con la sua ragazza Scarlet (Anja Savcic) dopo aver rapito tre donne, aver ucciso la propria madre, la sorella della sua ragazza e un prete. Ronald è fuggito dalla custodia della polizia con l’aiuto di alcuni amici affiliati al suo vecchio giro di trafficanti, durante lo scontro Jenny viene colpita e viene portata via. Nei momenti finali della prima stagione, una Jenny gravemente ferita dice a Cassie dalla sua barella di andare dietro a Ronald, e Cassie tenta di inseguirlo.

Sono passati sei mesi da quel giorno ed ora tutto sembra diverso, o almeno così appare. Dopo il periodo di riabilitazione seguito all’incidente, Jenny decide di accettare l’offerta dello sceriffo e rientrare in polizia finendo per indagare su un incidente d’auto che solo apparentemente sarà banale. Jenny dà la notizia a Cassie che la sta “abbandonando”, davanti a una birra in un bar ma dal loro dialogo si evince che le due non vogliono smettere di collaborare, anzi. Una può essere risorsa per l’altra. Cassie ha come cliente una donna che cerca il marito scomparso e i due casi finiranno (ovviamente) per sovrapporsi.

Per molti la scelta di dividere la coppia è stata assurda perché le due donne lavoravano bene proprio perché insieme, sono una forza ma dal punto di vista drammaturgico l’idea può avere senso: Jenny è una grande investigatrice, ha tutte le doti che dovrebbe avere una poliziotta e il distintivo le darebbe il potere di fare molte più cose, dall’altra parte Cassie non vuole assolutamente indossare il distintivo, le piace il lavoro che fa. Questo non significa che le ragazze non lavoreranno  insieme, come è chiaro.

Se la prima stagione di Big Sky ha avuto due lunghi archi narrativi distinti, sembra che anche questa seconda stagione sarà costruita nella stassa maniera: da una parte ritrovare Ronald – Lindor, Jerrie e Cassie continuano ad indagare perché vogliono ritrovare l’uomo -, dall’altra risolvere un nuovo caso.

Big Sky 2: un incidente, due valigie e un gruppo di ragazze

Per presentare il secondo caso Big Sky ci mostra la babysitter di Cassie, Max (Madelyn Kientz), studentessa delle superiori che vive con sua madre e il terribile fidanzato T-Lock, che la spaventa e le ruba i soldi che racimola. Una notte, Max esce di nascosto con le sue amiche per farsi dei tatuaggi vicino all’autostrada, assistono ad un incidente: un camioncino si ribalta. L’autista del camion trasporta due borse, una piena di mezzo milione di dollari in contanti, l’altra di droga, e il corpo di uno spacciatore – si scopre di lì a poco che non è realmente morto. Dopo aver visto ciò che accadeva, Max e i suoi amici sono corsi ad aiutare e hanno seguito le indicazioni date dall’autista che li invita a prendere le borse e scappare. Pochi istanti dopo, uno sconosciuto con un cappello da cowboy si avvicina all’autista e gli spara. 

Prendere qualcosa da una scena del crimine non è la scelta giusta ma sono troppo spaventati per pensarci. Chiunque abbia sparato all’autista finirà chiaramente per essere il grande cattivo di questa stagione e andrà alla ricerca di quei ragazzi.

Max nasconde le borse sotto le assi del pavimento di un capannone dietro casa sua e quando rincontra gli amici decide di comune accordo di non chiamare la polizia e di mantenere il segreto di ciò che hanno visto. Ci sono però dei piccoli indizi lasciati sulla scena del crimine che porteranno la polizia proprio al gruppo di ragazzi.

Emozioni e vita privata di Cassie e Jenny

La serie vuole raccontare anche la parte più umana delle due donne, da un lato il rapporto di Jenny con Travis (Logan Marshall-Green), una sua vecchia fiamma che lei incontra in un bar ma che non sa essere sotto copertura per scoprire un giro di droga, e dall’altro Cassie sta conoscendo, nonostante le resistenze, Mark Lindor, il maresciallo degli Stati Uniti con cui aveva lavorato già nella scorsa stagione. Anche se in congedo Lindor fa di tutto per starle accanto – il lavoro, trovare il nome al cane da poco adottato.

Big Sky 2: un primo episodio che mostra gli stessi problemi della prima stagione

Questo primo episodio segue la costruizione tipica della serie che continua a non convincere a pieno. Senza dare troppa emozione, Big Sky 2 ci indirizza sulla strada di questi  episodi. Da una parte scopriremo di più sul caso misterioso dell’incidente sull’autostrada, dall’altra che Ronald rimarrà pietra miliare anche in questa stagione. Negli ultimi minuti scopriamo che Ronald non è libero ma è rinchiuso a chiave in un capannone, nel cortile di un uomo che sembra tanto Rick Legarski (interpretato da John Carroll Lynch) che però tutti sappiamo essere stato ucciso nella prima stagione da sua moglie. Chi è quell’uomo? Perché Ronald è lì?

Un primo episodio, con un ritmo fin troppo lento, con una costruzione poco originiale (Big Sky si scontra con tutti i limiti della lunga serialità che prova ad andare oltre il mondo dei procedurali), con poche novità reali, degne di nota, ha dalla sua un colpo di genio, la scoperta della prigionia di Ronald.

Regia - 2.5
Sceneggiatura - 2
Fotografia - 2
Recitazione - 3
Sonoro - 2
Emozione - 2

2.3

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