Arcane: la recensione della serie Netflix ambientata nel mondo di League of Legends

La migliore serie fantasy che vedrete quest'anno.

Molto spesso capita che la cosa più affascinante di un film, di una serie, di un videogioco, di un fumetto o di un romanzo non sia tanto la storia raccontata quanto quello che c’è dietro. Arcane nasce così, dal background di una manciata di personaggi e da quel fenomeno videoludico conosciuto come League of Legends (LoL) che da oltre 10 anni macina successi ed espande il suo universo narrativo in lungo e in largo. Dopo videogiochi di ogni genere, merchandising, libri e fumetti, le avventure dei personaggi del mondo di Runeterra arrivano in un prodotto televisivo, in quella che già si candida come una delle migliori serie fantasy di Netflix.

Arcane: da semplice retroscena a storia profonda

Come anticipato, Arcane prende via dal background di alcuni dei campioni di LoL. Retroscena di poche righe che, insieme al modello poligonale, servono al giocatore per scegliere un personaggio piuttosto che un altro da un roster di ben 140 campioni disponibili. Accenni di mondi e storie che Riot Games ha sviluppato, potenziato e reso credibili in un fantasy oscuro, e meccanico, di 9 puntate.

Arcane by Cinematographe

Arcane è la storia di due sorelle, VI e Powder, divise dal destino e unite da una guerra apparentemente infinita tra la luminosa città del progresso, Piltover, e il suo riflesso oscuro, Zaun. Una storia che scava in temi come l’abbandono, il bisogno di sentirsi apprezzati, la malattia mentale e la vendetta e che, pur essendo incentrata sulle due sorelle non sceglie mai un vero protagonista. Proprio come il gioco da cui è tratta, Arcane mette lo spettatore/giocatore nella prospettiva di ogni personaggio: dal vendicativo re dei bassifondi Silco arrivando a Heirmedinger, il saggio ma ormai vecchio fondatore di Piltover; dalla giovane agente Caitlyn sino all’inventore morente Viktor; da Vander, il padre adottivo delle sorelle fino all’ambiziosa consigliera Medarda. Arcane fa dell’intreccio la sua forza e continua a intersecare sempre più fili in un arazzo che si estende nel tempo.

Non a caso infatti la serie, in uscita su Netflix il 7 novembre, sarà divisa in 3 atti, ognuno di 3 puntate, che verrà rilasciato nel corso del mese sulla piattaforma streaming. Ognuno di essi volto a raccontare un preciso periodo. Ognuno in grado i sfruttare sapientemente ogni tipo di montaggio, quello alternato in primis fino a quello discontinuo. Ognuno pronto ad estendere questa grande storia che anche arrivando alle ultime puntate sembra solo aver sfiorato la punta di un’immensa piramide che invece giace ancora sepolta sotto la sabbia.

Arcane: un mondo vivo fatto di animazione mista

Arcane by Cinematographe

La storia di Arcane scorre via fluida come le ruote degli ingranaggi su cui l’intera Piltover ha costruito la sua fama. Fortiche Production ha realizzato uno dei più bei affreschi visivi che non si vedevano nell’animazione dall’uscita di Spiderman: un nuovo universo. La cura nei dettagli è impressionante e ogni scenario, anche quello che passa più di sfuggita, è ricco di dettagli, colori e sfumature che intratterrebbero l’occhio per ore.

Piltover è splendida e fulgida, luminosa anche nel cuore della notte con strutture possenti e rifinite come la più bella delle armature. Sembra quasi la Columbia di Bioshock Infinite, se tra voi c’è qualche videogiocatore. Ma mentre nei suoi lussuosi salotti si consumano balli e riunioni in cui vengono decise le sorti della città, a Zaun si contrabbandano droghe a armi steampunk, tra vetrate con motivi che sembrano realizzati da Mucha ma imbrattati con vernici fluorescenti e una decadente distesa di relitti che in pochi avrebbero il coraggio di chiamare casa. In pratica simile ai bassifondi di Dunwall visti in Dishonored, per continuare le similitudini con i videogiochi.

Questa cura quasi maniacale per il dettaglio però, non si ferma alle location ma rende unico anche ogni personaggio, dai protagonisti capaci di esibirsi in animazioni perfette e credibili, ai personaggi di contorno, sempre ottimamente caratterizzati sia nell’aspetto che nelle movenze.

E come se tutto questo non bastasse a rendere il mondo di Arcane più vivo che mai c’è anche l’aggiunta di effetti che richiamano l’animazione tradizionale. Il fumo, il fuoco, gli effetti di luci, il gas e, soprattutto, le numerose esplosioni che vedremo nel corso della serie sono realizzate con un effetto animato totalmente differente dal resto che stona, come un marinaio ubriaco al club del ricamo, ma allo stesso tempo riesce a restituire una sensazione unica in chi guarda.

Il theme “Enemy” è l’intro della serie ed è stato realizzato dagli Imagine Dragons & JID

Arcane non è comunque solo pixel e artwork ma anche doppiaggio. Un lavoro davvero eccezionale (in lingua originale ancora di più) che rende il tutto ancora più veritiero con alcune scene, come quelle in cui Jinx fa i conti con la sua follia, che riescono a scuotere lo spettatore dall’interno.

Arcane: un fantasy meccanico e oscuro come il grasso di un ingranaggio

Arcane by Cinematographe

Arcane è un prodotto maturo e che fa male allo stomaco. Una serie dove non ci sono eroi ma solo vittime dell’ambizione e superstiti della solitudine. La qualità narrativa è altissima e tra i diversi regni di Runeterra quello di Piltover e Zaun era forse il più azzeccato per raccontare una storia come questa. Era dai tempi di Dark Crystal: la resistenza – NDR: a mio parere ingiustamente cancellato – che Netflix non sfornava un prodotto tanto cupo. The Witcher ha cercato di proporre qualcosa del genere ma si è scontrato con un’incapacità narrativa che la serie si portava appresso già dai libri. È stato salvato dalla lore, lore che in Arcane pregna ogni cosa, come se ogni oggetto e ogni edificio avessero una storia da sussurrare che a sua volta ha una storia da raccontare.

Con Arcane, Riot Games non è solo riuscita ad espandere il background dei suoi personaggi, ma ha creato un vero punto di inizio verso un qualcosa di potenzialmente gigantesco. Un universo televisivo che piacerà a chi conosce LoL ma saprà rapire anche chi non lo conosce o non è proprio videogiocatore. E se riceverà lo stesso supporto che ha avuto League of Legends negli anni potrebbe diventare un pilastro di riferimento sia del fantasy che dell’animazione in generale.

Regia - 4
Sceneggiatura - 5
Fotografia - 5
Recitazione - 4.5
Sonoro - 3.5
Emozione - 4.5

4.4

Tags: Netflix

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