Esterno Notte, la serie su Aldo Moro di Marco Bellocchio arriva in TV: ecco quando e dove vederla

Arriva sulla Rai la serie Esterno Notte di Marco Bellocchio, già uscita nei cinema lo scorso maggio e acclamata dalla critica.

Arriva in prima TV assoluta Esterno Notte, l’attesa serie evento di Marco Bellocchio (Il traditoreFai bei sogniMarx può aspettare) che, dopo essere stata presentata alla 75ma edizione del Festival di Cannes nella sezione Première, è arrivata nelle sale cinematografiche a maggio e a giugno suddivisa in due parti. Ora l’opera sarà possibile vederla anche in prima serata sulla Rai.

La serie, che vede protagonista Fabrizio Gifuni nei panni di Aldo Moro, andrà in onda il 14, il 15 e il 17 novembre, in prima serata su Rai 1. Nel cast troviamo anche Margherita Buy (Eleonora), Toni Servillo (Paolo VI), Fausto Russo Alesi (Francesco Cossiga), Gabriel Montesi (Valerio Morucci) e Daniela Marra (Adriana Faranda).

Esterno Notte: tutto quello che c’è da sapere sulla serie di Marco Bellocchio

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Esterno Notte – di cui potete leggere la nostra recensione – è il racconto dei tragici giorni del rapimento di Aldo Moro, visti attraverso i molteplici punti di vista dei personaggi che di quella tragedia furono protagonisti e vittime. Marco Bellocchio racconta una delle pagine più drammatiche della nostra storia con un nuovo originale sguardo: “Ho voluto stavolta farne una serie per raccontare l’Esterno di quei 55 giorni italiani stando però fuori dalla prigione tranne che alla fine, all’epilogo tragico. Esterno notte perché stavolta i protagonisti sono gli uomini e le donne che agirono fuori della prigione, coinvolti a vario titolo nel sequestro: la famiglia, i politici, i preti, il Papa, i professori, i maghi, le forze dell’ordine, i servizi segreti, i brigatisti in libertà e in galera, persino i mafiosi, gli infiltrati”.

1978, l’Italia è dilaniata da una guerra civile. Da una parte le Brigate Rosse, la principale delle organizzazioni armate di estrema sinistra, e dall’altra lo Stato. Violenza di piazza, rapimenti, gambizzazioni, scontri a fuoco, attentati. Sta per insediarsi, per la prima volta in un paese occidentale un governo sostenuto dal Partito Comunista (PCI), in un’epocale alleanza con lo storico baluardo conservatore della Nazione, la Democrazia Cristiana (DC). Aldo Moro, il Presidente della DC, è il principale fautore di questo accordo, che segna un passo decisivo nel reciproco riconoscimento tra i due partiti più importanti d’Italia. Proprio nel giorno dell’insediamento del governo che con la sua abilità politica è riuscito a costruire, il 16 marzo 1978, sulla strada che lo porta in Parlamento, Aldo Moro viene rapito con un agguato che ne annienta l’intera scorta. È un attacco diretto al cuore dello Stato. La sua prigionia durerà cinquantacinque giorni, scanditi dalle lettere di Moro e dai comunicati dei brigatisti: cinquantacinque giorni di speranza, paura, trattative, fallimenti, buone intenzioni e cattive azioni. Cinquantacinque giorni al termine dei quali il suo cadavere verrà abbandonato in un’automobile nel pieno centro di Roma, esattamente a metà strada tra la sede della DC e quella del PCI.

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