Mrs America, Cinematographe.it

Definire Mrs America come una semplice storia sul femminismo sarebbe oltremodo riduttivo. La nuova serie tv prodotta dalla Fx e lanciata sulla piattaforma Hulu non si limita a sfruttare l’ondata dell’ancora recente #MeToo con superficiali argomentazioni e ricalcando grandi frasi ad effetto dal vacuo significato. Mrs America si spinge oltre il velo della faciloneria mettendo sul campo da gioco due differenti tipologie di donne dalle ideologie diametralmente opposte che, anziché unire le forze, si contrastano a vicenda nei rampanti anni ’70. Non si tratta più della classica opposizione tra uomo e donna, tra maschilisti e femministe, bensì la serie si pone un obiettivo infinitamente più elevato: la lotta per l’uguaglianza tra individui, a prescindere dal genere, alla ricerca dei tanto agognati pari diritti e opportunità, affinché ogni persona possa decidere autonomamente della propria vita, delle proprie aspirazioni e, non di meno, del proprio corpo, senza sentirsi per questo motivo giudicata dalla società.

Mrs America si rivela essere come la serie più omnicomprensiva mai creata sull’uguaglianza nell’accezione più ampia del termine, in cui chiunque trova spazio a prescindere dal genere, dalla razza o dalle preferenze sessuali, tra donne bianche e di colore che lottano per il cambiamento, lesbiche, gay e bisessuali che faticano a farsi accettare e ad accettarsi, uomini che mortificano e molestano le donne contrapposti ad altri che le supportano a qualsiasi costo, fanatismo religioso e ideologie politiche che fomentano la crescente disparità di pensiero, il tutto legato dalla delicata polemica sull’aborto. Attraverso un equilibrio perfettamente bilanciato, Mrs America riassume in un’unica serie tutti i temi che spaccano in due l’America di ieri e di oggi, offrendo uno spaccato di ciò che eravamo e ciò che non siamo ancora riusciti a diventare nonostante le dure e incessanti lotte.

Andiamo a scoprire la storia vera che ha ispirato Mrs America e quanto della serie sia stato effettivamente ripreso dalla realtà.

Mrs America: il movimento dell’Equal Rights Amendment

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La serie si concentra sulla storia del movimento che, tra gli anni ’60 e ’70, promosse l’Equal Rights Amendment (conosciuto come ERA) per inserirlo all’interno della Costituzione Americana e dell’opposizione messa in piedi da una donna chiamata Phyllis Schlafly. Le vicende sono narrate da un punto di vista diverso attraverso ciascun episodio, scegliendo di volta in volta di incentrare la puntata su un personaggio cardine delle vicende, spostandosi così tra i due lembi della barricata, nel tentativo di fornire una visione organica e complessiva delle correnti di pensiero diffuse in quel periodo. L’ERA è una proposta di emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti, che si propone di garantire pari diritti legali a tutti i cittadini, senza distinzione di sesso, con l’obiettivo di porre fine alle distinzioni legali tra uomini e donne in materia di divorzio, proprietà, lavoro e altre questioni.

Scritto originariamente da Alice Paul e Crystal Eastman, l’emendamento fu presentato al Congresso per la prima volta nel 1923. Con l’ascesa del movimento femminile negli anni Sessanta, l’emendamento ottenne un supporto più vasto e, dopo essere stato reintrodotto dal rappresentante Martha Griffiths nel 1971, fu approvato dalla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti il ​​12 ottobre 1971 e dal Senato degli Stati Uniti il ​​22 marzo 1972, sottoponendo così il SER alle legislature statali per la ratifica, come previsto dall’articolo V della Costituzione degli Stati Uniti.

Dopo una breve introduzione nella prima puntata, la serie segue minuziosamente il periodo di transizione tra l’approvazione dell’emendamento alla Camera e gli anni successivi in cui il movimento si impegnò ad ottenere i voti e i consensi per ratificarlo affinché potesse essere inserito nella Costituzione. Il Congresso aveva originariamente fissato come termine di ratifica il 22 marzo 1979, una data più che attuabile considerato che nel 1972 l’emendamento aveva già ricevuto 28 delle 38 ratifiche statali necessarie. Con ampio sostegno bipartisan (incluso quello di entrambi i principali partiti politici, le case del Congresso e i presidenti Nixon, Ford e Carter), l’ERA sembrava destinato a divenire realtà fino a quando non entrò in gioco una conservatrice dalle idee radicali e anti-femministe chiamata Phyllis Schlafly.

Mrs America: Cate Blanchett è Phyllis Schlafly

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Phyllis Schlafly nacque a St. Louis, nel Missouri, il 15 agosto 1924. Dopo aver ottenuto una laurea e, successivamente, un Master in quello che potremmo definire oggi Scienze politiche e di governo alla Washington University, Schlafly iniziò a lavorare come ricercatrice presso l’American Enterprise Institute e per la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti per il partito repubblicano. Nel 1952, Phyllis si candidò per il Congresso ma perse fragorosamente contro Charles Melvin Price. In seguito, insieme al marito, di professione avvocato, cominciò a scrivere alcuni bollettini che ottennero particolare rinomanza, ma solo nel 1964 riuscì a ricevere un’attenzione di carattere nazionale quando il suo primo libro auto-pubblicato, A Choice Not an Echo, fece clamore per la veemenza con cui la donna denunciava i Repubblicani Liberali di corruzione. Considerato questo successo, Schlafly si candidò per la seconda, e ultima, volta per il Congresso, perdendo stavolta contro il democratico George E. Shipley.

In seguito a queste sconfitte, Schlafly decise così di lanciare una campagna nazionale contro l’ERA, che ormai stava prendendo sempre più piede, fondando lo STOP ERA e, successivamente l’Eagle Forum, i quali avevano come unico obiettivo quello di fermare la ratificazione dell’emendamento negli stati restanti. STOP era l’acronimo di “Stop Taking Our Privileges”, quantomeno calzante dato che ella sosteneva che l’ERA avrebbe eliminato i privilegi specifici di genere attualmente goduti dalle donne, causando il reclutamento delle suddette nell’esercito e la perdita di protezioni come gli alimenti, ed eliminando la tendenza delle madri a ottenere la custodia dei propri figli nei casi di divorzio. Attraverso questa campagna priva di fondamenti, Schlafly cercava di ribaltare le idee proposte dalle leghe femminili a favore dell’approvazione, estremizzando quanto contenuto nell’emendamento e affermando che l’ERA avrebbe svantaggiato le casalinghe, costringendole a trovare un’occupazione lavorativa e sostenendo che si sarebbero eliminati i servizi igienici separati per maschi e femmine.

Dopo che Schlafly iniziò la sua campagna di opposizione, cinque stati recisero la loro ratifica, tra cui Idaho, Kentucky, Nebraska, Tennessee e South Dakota, compromettendo così l’esito dell’emendamento. Attraverso le sue doti da oratrice presso le principali convention nazionali, la donna riuscì a creare un gruppo sempre più crescente di sostenitrici della tradizionale disparità di genere, prefiggendosi come la figura chiave nel fermare l’ERA. In particolare, il dibattito con la femminista Betty Friedan, avvenuto durante un convegno nel 1973, rimase nella storia per i toni accesi e parecchio animati che si risolsero con Betty che terminò la discussione con la frase “Vorrei bruciarti sul rogo”. Questa disputa viene ripresa nel corso della quarta puntata di Mrs America, che si può facilmente considerare come una delle più riuscite e avvincenti proposte dalla serie. Coloro che criticavano Schlafly, tra cui Gloria Steinem, che in Mrs America viene interpretata da Rose Byrne e a cui è dedicato il secondo episodio, consideravano la sua difesa contro la parità di diritti e il suo ruolo di lavoratrice come una contraddizione alquanto ironica. Da una parte, Phyllis sosteneva che si dovessero mantenere i ruoli imposti dalla tradizione, per cui le donne dovevano essere esclusivamente casalinghe, così da potersi occupare di figli e marito come avveniva da sempre, dall’altra lei stessa lavorava come avvocato, scrittrice, redattrice di newsletter, oratrice in tournée e attivista politico.

Mrs America e la fine dell’ERA

Mrs America, Cinematographe.it

Alla scadenza del termine per la ratificazione, prima stabilito per il 22 Marzo 1979 e in seguito esteso per il 30 Giugno del 1982, l’emendamento era stato ratificato solamente da 35 Stati contro i 38 necessari. L’Organizzazione Nazionale per le Donne (NOW) e l’ERAmerica, una coalizione di quasi 80 organizzazioni, hanno guidato gli sforzi per far approvare e ratificare l’emendamento nei tempi utili, venendo infine sopraffate dall’influenza di Phyllis Schlafly sulle famiglie tradizionali e su quelle fortemente religiose. Temi come l’aborto e l’omosessualità, portati avanti congiuntamente con l’emendamento, hanno fortemente allontanato senatori e congressisti, generando un timore generale nei confronti dell’ERA e di ciò che sarebbe potuto succedere se fosse stato ratificato. Tra il 1972 e il 1982, le due associazioni organizzarono manifestazioni, petizioni e, perfino, una marcia nazionale a Washington D.C., che ha raccolto oltre 100.000 sostenitori, seguita da una Lobby Day il 10 luglio. Il 6 giugno 1982, NOW sponsorizzava marce in stati che non avevano superato l’ERA tra cui Florida, Illinois, Carolina del Nord e Oklahoma. La sconfitta si rivelò un duro colpo per le femministe dell’epoca che si erano espresse a favore dell’ERA e lo avevano supporto con tutti i loro forzi. Tra queste, una sostenitrice di punta era Gloria Steinem, la quale affermava che l’opposizione all’ERA si basava sui miti di genere che enfatizzavano le differenze e ignoravano le prove di disparità di trattamento tra uomini e donne.

Anche molte donne nella comunità afroamericana hanno supportato l’ERA alla luce della doppia discriminazione, sia di razza che di sesso. Un’importante propugnatrice dell’emendamento è stata la rappresentante di New York Shirley Chisholm, la cui storia viene raccontata nel corso del terzo episodio. Il 10 agosto 1970, ella tenne un discorso sull’ERA in cui sottolineò come fosse diventata diffusa la discriminazione sessuale e come l’emendamento avrebbe posto rimedio. Ha anche affermato che le leggi per proteggere le donne da condizioni di lavoro non sicure fossero necessarie anche per gli uomini e che quindi l’emendamento non sarebbe andato a solo beneficio del sesso femminile bensì avrebbe aiutato tutte le persone. Nel 1976, il 60% delle donne afro-americane e il 63% degli uomini afro-americani erano a favore dell’ERA e la legislazione era sostenuta da diverse loro associazioni, tra cui la National Black Feminist Organization e la NAACP. Il supporto della comunità nera si è rivelato quindi fondamentale per il successo del movimento femminista degli anni ‘70 anche se non è stato sufficiente per favorire la ratifica presso gli stati restanti. Ma forse, non tutto è andato perduto.

Negli ultimi anni, il movimento #MeToo non ha solo messo in luce i soprusi che le donne devono sopportare nel mondo dello spettacolo e le molestie di cui si è macchiata l’industria hollywoodiana, bensì ha anche riportato un forte interesse nei confronti di questo emendamento. Nel 2017, il Nevada è diventato il primo stato a ratificare l’ERA dopo la scadenza di entrambi i termini e l’Illinois lo ha seguito nel 2018. Il 15 gennaio 2020, l’Assemblea generale della Virginia ha approvato una risoluzione di ratifica per il SER con un voto di 59–41 alla Camera dei delegati e 28-12 voti al Senato, sostenendo di riuscire a portare il numero di ratifiche a 38, sebbene il termine sia da tempo scaduto. Ad oggi, si sta ancora lavorando per capire se ulteriori eventuali ratifiche potrebbero avere una validità giuridica che, in questo modo, porterebbe alla ratificazione dell’ERA e al suo inserimento nella Costituzione degli Stati Uniti. La serie Mrs America si conclude con nove puntate ma la storia è ancora da decidere.

Mrs America è disponibili negli Stati Uniti su Hulu e in Italia su TIMvision dall’8 ottobre 2020.