RFF2015 – The Last Panthers: 01×01 recensione

In anteprima alla Nona edizione del Roma Fiction Fest, l’attesissima miniserie crime scritta da Jacke Thorne (Skin, Shameless UK) e diretta dal regista svedese Johan Renck (Breaking Bad, The Walking Dead, Vikings), The Last Panthers.

Arriverà in Italia, e prima mondiale, dal 12 novembre per Sky Atlantic su Sky Online e in prime time il 13 novembre su Sky Atlantic HD. Una collaborazione, afferma Antonio Visca (responsabile Sky Atlantic Italia), che segna un passaggio di maggior integrazione tra le tre Sky che, ormai, coprono gran parte del territorio europeo.

Ci sono cose che accomunano e cose che differiscono

Eppure, The Last Panthers, sembra trovare il giusto compromesso, rappresentando la collaborazione con stile perfettamente europeo che ben si sposa con la serialità italiana proposta da Sky Atlantic.

Una storia vera raccontata agli autori dall’uomo che ha vissuto, in prima persona, gli avvenimenti che hanno fatto del triangolo Marsiglia – Belgrado – Londra, un vero e proprio campo di battaglia marchiato dalla corruzione e dal potere, il giornalista e criminologo francese Jerome Pierrat.

The Last Panthers

La miniserie di Johan Renck, composta da sei episodi di circa 45 minuti ciascuno, apre già in bellezza, stregando con un’opening degna della fama di Renck come regista.  Sulle note del singolo Blackstar di David Bowie, affascinato egli stesso dalla trama della serie, una sequenza di immagini tra il reale e il visionario, si alternano sullo schermo, dando un’idea accennata dei protagonisti e del mood della serie stessa. Toni freddi e fotografia sporca come la storia di The Last Panthers.

Un pilot che si lascia guardare con piacere, nonostante qualche dilatazione dei tempi, dovuta alla necessità di una sceneggiatura ben costruita che non vuole dar nulla per scontato. Dialoghi ridotti all’osso, una storia mossa soprattutto dalle azioni essenziali dei suoi protagonisti. Ogni momento di ogni personaggio racconta qualcosa, dando forma alla narrazione tra dinamismo e lentezza.

The Last Panthers, la miniserie di Johan Renck dove la realtà supera la finzione

Il pilot si apre con l’incidente scatenante che da vita a tutto quanto, le cui conseguenze si andranno a scontare, sempre più duramente, nel corso degli episodi. Una rapina, nel centro di Marsiglia in pieno giorno, a discapito di una gioielleria per un bottino di ben 15.000.000 di euro in diamanti.
Un piano astuto e pulito, quasi perfetto nel suo svolgimento fatto di soli movimenti ben studiati e calcolati. Un montaggio dinamico che, al tempo stesso, riesce comunque a dare respiro alla sequenza, dando il giusto tempo per ogni tassello.

Da un semplice dettaglio, come l’esitazione di uno sparo mascherato da una contromossa, per poi tornare come una necessità al centro tra la vita e la morte, si apre un mondo di fronte agli occhi dello spettatore che racconta, a piccole dosi, il ruolo di ogni personaggio, la sua indole e il suo carattere, ma anche la sua funzione. Un lavoro di semina e raccolta che si fa sentire per tutti i 45 minuti del pilot.

The Last Panthers

Un passato misterioso quello di Milan, l’attore di successo croato Goran Bogdan, protagonista in primis della rapina e fulcro di tutta la vicenda, il quale si va ad intrecciare con la vita presente e passata dell’ex militare Naomi (la due volte nominata agli Oscar Samantha Morton), adesso dipendente di un astuto assicuratore inglese, Tom (interpretato da sir John Hurt) che, nonostante le sue poche comparse in questo primo episodio, lascia subito il segno.

Terza figura emblematica di questo intreccio è quella del giovane e cocciuto detective Khalil (il talentuoso francese Tahar Rahim), ostinato a trovare gli uomini implicati nella rapina. Khalil non rappresenta solo la parte più ingenua di questa storia sporca di sangue e fango, anche lui ha un passato torrido alle sue spalle.

In questo primo episodio, tra stralci di passato e presente, ci si aggira tra il crimine organizzato di Marsiglia fino ad arrivare ai balcani con Milan, precisamente a Belgrado, dove i primi fili di un’intricata rete di inganni, iniziano a trovare il loro ordine. Milan era, infatti, uno dei membri più influenti di una famosa banda serba, appunto “The panthers”, ed è proprio da loro che torna, come il figliol prodigo, in cerca di aiuto. Un aiuto che maschera un fine decisamente più privato e non del tutto chiaro. Alcune figure del passato di Milan compaio nelle ultime sequenze della serie, tutte appena accennate quel tanto che basta da far incuriosire ancora di più lo spettatore.

The Last Panthers non è solo una serie, ma è la profonda analisi, toccata con mano dai suoi stessi autori Renck e Thorne, di una vera e propria comunità criminale che, in un modo o nell’altro, accomuna tutti i Paesi dell’Unione Europea – come lo stesso produttore Peter Carlton afferma – e che esplora uno degli aspetti più cupi dell’Europa governata da una letale alleanza tra gangster e banchieri senza scrupoli.

The Last Panthers vi attende dal 13 Novembre su Sky Atlantic HD. Vi assicuro che non ne potrete fare a meno!

Giudizio Cinematographe

Regia - 3.7
Sceneggiatura - 4
Fotografia - 3.7
Recitazione - 3.7
Sonoro - 3.7
Emozione - 4

3.8

Voto Finale